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05 Aprile 2013

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05 Aprile 2013

Vinitaly 2013. Sviluppo sostenibile, “green technology” e nuovi mercati

Vino “bio”, è ora di certificare

Federbio impegnata nella promozione dei principi di vinificazione naturale

Dati Oiv, in ripresa la domanda di consumo, ma diminuisce la produzione

 

FederBio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica) presenta al Vinitaly (7-10 aprile) il vino “bio” certificato. Attenzione incentrata sulle modalità di produzione, trasformazione e certificazione del vino biologico e sulle sue potenzialità di mercato. Per raggiungere questi obiettivi spazio a “mini corsi” di “conoscenza e degustazione di vini biologici”, “approfondimenti sui principi di vinificazione biologica”, incontri BtoB.

Gli appuntamenti.

In particolare due gli appuntamenti rilevanti: il convegno “Il vino bio e gli “altri” (8 aprile) dedicato all’analisi delle specificità del vino “bio” rispetto ai vini cosiddetti convenzionali, liberi e naturali; la presentazione del progetto “EKØ CANTINA/ EKØ WINE” (9 aprile), curato da Officinae Verdi e WWF in collaborazione con FederBio, attraverso il quale sarà promossa la gestione sostenibile e lo sviluppo di green technology nella filiera vitivinicola biologica italiana, sottolineando, in particolare, come la riduzione dei costi energetici, delle emissioni di CO2, dei consumi di acqua, la valorizzazione degli scarti produttivi e lo sviluppo delle potenzialità di marketing per l’apertura di nuovi mercati, costituiscano i principali vantaggi per le cantine che aderiscono alla piattaforma.

FederBio.

“FederBio – sottolinea Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – vuole dare voce al vino “bio”, ora che la normativa europea è definitivamente applicata anche in Italia e, dunque, è finalmente disponibile sul mercato un prodotto sottoposto a una normativa di riferimento per tutte le fasi, dalla produzione alla trasformazione, e certificato da organismi di controllo espressamente autorizzati dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali”. “Per questo il vino biologico – continua  Carnemolla – è l’unico che può garantire di essere naturale. Il vino italiano rappresenta una eccellenza del nostro Paese, il vino bio è una ulteriore opportunità che molte aziende vitivinicole possono scegliere per avere un prodotto di qualità, che tutela l’uomo e l’ambiente e che può quindi rispondere a una richiesta crescente di prodotti biologici, sia sul mercato nazionale che mondiale”.

I dati Oiv.

Proprio recentemente sono stati pubblicati dall’Oiv (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) i dati relativi alla nota di congiuntura vitivinicola mondiale riferiti al 2012. L’Oiv è un’organizzazione intergovernativa a carattere scientifico e tecnico di competenza riconosciuta nel settore della vigna, del vino, delle bevande a base di vino, delle uve da tavola, delle uve passe e degli altri prodotti derivati dalla vite, composta da 44 Stati membri. Il bilancio che ne risulta, in termini di superficie dei vigneti, produzione di vino, consumo e commercio internazionale, “è complessivamente positivo”, così come affermato dal Presidente Federico Castellucci.

Nel corso del 2012 gli scambi commerciali all’interno del mercato mondiale del vino hanno superato i 100 milioni di ettolitri (101,4 Mhl), mostrando una battuta d’arresto derivante dalla scarsa produzione che ha modificato anche la tendenza rispetto a quella dei due anni precedenti: la parte degli scambi mondiali dei primi 5 Paesi esportatori dell’Ue (Italia, Spagna, Francia, Germania e Portogallo) è diminuita, toccando il 62,3% contro il 65,4% del 2011. A crescere sono stati l’insieme dei principali Paesi dell’emisfero sud (Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda, Cile e Argentina) e degli Stati Uniti, passati complessivamente dal 25,7% del 2011 al 28,2%. In ogni caso l’Italia si è confermata primo esportatore mondiale per volume, con 21,5 milioni di ettolitri esportati nel 2012, davanti alla Spagna (19,1 Mhl) ed alla Francia (15 Mhl).

Il consumo del vino.

Riguardo al consumo del vino, il 2012 ha confermato una ripresa della domanda, con complessivi 245,2 milioni di ettolitri consumati. E se in Europa il consumo si è stabilizzato rispetto all’annata precedente, fuori dai confini europei, l’evoluzione è generalmente positiva, anche se non si è ancora tornati ai livelli pre-crisi, con la Cina, in particolare, che registra una forte crescita dei consumi (+9%). Il calo persistente delle superfici e della produzione, tuttavia, ha determinato particolari sofferenze sul mercato viticolo, principalmente in Europa. Nel 2012, la superficie dei vigneti nei Paesi europei ha continuato a ridursi, attestandosi a 4.212 migliaia di ettari (-0,8% tra 2011 e 2012), anche se tale riduzione è risultata meno importante rispetto a quella dell’esercizio precedente, a causa della fine dei premi europei per la riduzione dei vigneti. In leggero aumento, invece, la superficie viticola registrata fuori dall’Europa (3363 mha +0,3%). Nel 2012 la produzione mondiale di vino è stimata in 250,9 milioni di ettolitri, un livello che mostra un calo del 10% rispetto al 2011.

(Fonti: federbio.it del 20.03.2013; oiv.int del 21.03.2013)

PDF 05 – aprile 2013

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