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Il 2017 anno del turismo sostenibile

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Il 2017 anno del turismo sostenibile

L’importanza delle reti rurali e dell’economia circolare dei territori in termini di biodiversità e tutela dell’ambiente.
Il 2017 anno del turismo sostenibile
La decisione dell’Onu. Una scelta che rientra tra gli obiettivi programmati dalla nuova “Agenda 2030”. Governi ed organizzazioni internazionali coinvolti nel progetto
di Katya Madio
La 70ma Assemblea Generale sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite ha proclamato il 2017 Anno Internazionale del Turismo Sostenibile. Una scelta che rientra negli obiettivi della nuova Agenda 2030 ed in una programmazione di sviluppo economico in cui il turismo riveste un ruolo decisivo per il futuro del nostro pianeta caratterizzato dal grande patrimonio ambientale e culturale di cui si dispone al fine di veicolarne le scelte verso un miglior apprezzamento dei valori propri delle diverse culture. Nel 2017 l’Organizzazione Mondiale del Turismo (l’Agenzia specializzata designata dalle Nazioni Unite per la promozione del Turismo Sostenibile) si occuperà di attuare questi obiettivi in collaborazione con i Governi, le organizzazioni pertinenti del sistema delle Nazioni Unite, le organizzazioni internazionali e regionali e tutti gli altri soggetti coinvolti nel progetto “#IY2017”, l’hashtag creato per promuovere e condividere su larga scala il turismo sostenibile in cinque settori chiave: Crescita economica inclusiva; Inclusione sociale, occupazione e riduzione della povertà; Efficienza delle risorse, tutela ambientale e clima; Tutela dei valori culturali, delle diversità e del patrimonio; Comprensione reciproca, pace e sicurezza mentre il sito www.tourism4development2017.org avrà il compito di pubblicare esempi di condivisione in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi proposti.
I grandi cambiamenti, del resto, partono dalla condivisione, dal coinvolgimento e dalla partecipazione di più persone ad iniziative tangibili. Questi temi – già stati enunciati durante la Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite nel Summit “Rio+20” – avevano stimolato tutti i rappresentanti delle Nazioni partecipanti a sottolineare come il turismo “ben gestito e ben progettato” possa contribuire in maniera determinante alle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (sostenibilità ambientale, sostenibilità economica, sostenibilità sociale) contribuendo in modo considerevole a creare occupazione. In linea con questi presupposti anche le misure e i finanziamenti stanziati dall’Unione Europea con il progetto “Europa 2020” dovrebbero innescare il cambiamento nel Vecchio Continente.
Perché proprio il turismo?
Economy, Ethics, Environment (economia, etica, ambiente): è la regola delle tre “E” che sono alla base del moderno concetto di turismo sostenibile. Oggi, infatti, il turismo rappresenta la principale attività economica mondiale, capace di muovere flussi di miliardi di persone e movimentare merci e capitali in tutto il pianeta.
L’industria del turismo può contare su milioni di lavoratori e su un giro d’affari secondo solo a quello generato dal petrolio. Ogni anno 5 miliardi di persone si spostano da un Paese all’altro per ragioni turistiche e questi numeri sono destinati a crescere in maniera esponenziale. Vien da sé che il turismo attuato senza un criterio di responsabilità e coscienza, privo di qualsivoglia criterio di sostenibilità, rappresenti un fattore di rischio per culture, ambienti ed economie di molti Paesi. In larga scala e nelle sue applicazioni di massa, il turismo può avere ricadute disastrose a più livelli, e generare situazioni di degrado, inquinamento ed erosione ambientale di cui la cronaca ci riferisce continuamente. Ma il turismo è pericoloso anche quando non c’è, per esempio quando si parla di aree tagliate fuori dagli itinerari di massa che tendono letteralmente a scomparire sia da un punto di vista naturalistico (per assenza di opere di conservazione), che da un punto di vista sociale (con l’abbandono delle aere e dei borghi considerati “depressi”).
Come si fa turismo sostenibile?
Il viaggio è l’occasione migliore per vivere un’esperienza, scoprire luoghi, persone, paesaggi diversi e catturarne la vera essenza. Dal mezzo di trasporto che scegliamo, a quello che decidiamo di mettere in valigia, ogni piccola azione ha una ricaduta sull’ambiente con cui entriamo in contatto. Quanto più rispettoso e consapevole è il viaggio, tanto più il modo di fare turismo sarà sostenibile sia per il territorio che per la sua cultura e la sua storia. Dal punto di vista dei territori invece questa può essere l’occasione propizia per investire, sensibilizzare e promuovere reti d’impresa attraverso forme di coordinamento che possano sfociare in sistemi di economia circolare tra le aziende, in modo particolare quelle agricole e a tendenza rurale, che siano in grado di scommettere sull’innovazione, sulla biodiversità, sulla green economy e sulla sostenibilità ambientale per avere maggiore forza sul mercato, che si impegnino in una programmazione e pianificazione di percorsi di sviluppo di territorio che partano ‘dal basso’, che valorizzino e promuovano le identità rurali tipiche delle comunità sia per le connotazioni e peculiarità-criticità ambientali, paesaggistiche e faunistiche, che per l’evoluzione e incidenza antropica.

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