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Ortofrutta bio, consumi in crescita

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Ortofrutta bio, consumi in crescita

Il 63% degli acquirenti ritiene che abbia caratteristiche organolettiche superiori a quella convenzionale.

Ortofrutta bio, consumi in crescita

Nomisma. Le vendite hanno raggiunto la quota di 147 milioni di euro nella sola Grande Distribuzione Organizzata (+28% su anno). 

Continua la dinamica positiva delle produzioni degli alimenti biologici. Il quadro che emerge dall’analisi di Nomisma – predisposta in occasione di Macfrut Bio, la sezione speciale della fiera internazionale dedicata per la prima volta alla produzione naturale – segnala che “all’interno del paniere ortofrutticolo, l’ortofrutta biologica ha un grande successo ed è sempre di più apprezzata dai consumatori”. I dati Nielsen “indicano che in Italia le vendite di ortofrutta bio a peso imposto (mese terminante marzo 2017) hanno raggiunto 147 milioni di euro nella sola GDO, segnando un balzo del +28% rispetto all’anno precedente, a fronte di un +9% delle vendite di ortofrutta in generale.”
“L’ortofrutta fresca bio – si legge in una sintesi per la stampa di Nomisma – ha da sempre un ruolo determinante nelle vendite di prodotti biologici (pesa per l’11% sulle vendite bio nella GDO) e ha ulteriori potenzialità di mercato (le vendite bio pesano per il 4,4% sul totale delle vendite di ortofrutta), viste il crescente interesse del consumatore”. Sia in termini di vendite che di famiglie acquirenti “in Italia il 77% ha acquistato almeno un prodotto bio nell’ultimo anno, contro il 74% rilevato da Nomisma lo scorso anno. In questo contesto i prodotti ortofrutticoli freschi si confermano la categoria su cui ricade il maggiore interesse da parte dei consumatori”. I risultati della Survey Nomisma-MAcfrut Bio “mostrano che il 60% delle famiglie italiane ha acquistato frutta e verdura a marchio biologico in almeno una occasione nel 2016 (63% la consumer base per la frutta fresca bio, 62% per verdure ed ortaggi freschi, 32% verdura IV gamma e 5% frutta IV gamma). L’ortofrutta fresca bio è la categoria con il maggiore numero di famiglie acquirenti, superando molti prodotti di largo consumo bio”.
L’identikit del consumatore italiano di frutta e verdura bio.
“Tra i fattori che spingono in alto l’interesse verso il bio – spiega sempre Nomisma – vi sono reddito e istruzione: a maggior capacità di spesa e titolo di studio più elevato del responsabile acquisti della famiglia si associano tassi di penetrazione più elevati (ad esempio tra chi ha redditi medio-alti la quota di user di ortofrutta fresca bio arriva al 66% contro il 53% di chi ha redditi medio-bassi)”. E ancora: “Anche la classe di età è una chiave di lettura: tra i responsabili degli acquisti della famiglia di età compresa tra 30 e 44 anni la quota di acquirenti è più elevata (65% contro 51% deli over 55)”.
Gli stili alimentari.
“L’interesse per l’ortofrutta fresca bio – specifica Nomisma – è più forte anche in funzione degli stili alimentari: nei nuclei dove sono presenti componenti che, per scelta o necessità, pongono grande attenzione alla dieta la propensione all’acquisto del biologico è più marcata (il ricorso al bio sale all’84% nei vegetariani e nell’83% tra i vegani, tra chi segue la dieta macrobiotica la quota è superiore al 90%). Anche nei nuclei con figli di età inferiore a 12 anni l’interesse per l’ortofrutta fresca bio è più alto: le famiglie acquirenti in questo segmento sale al 72% acquista ortofrutta bio contro il 56% delle famiglie senza figli conviventi o con figli già adolescenti”.
I frequent user.
Tra i consumatori “il 64% è frequent user, mangia frutta e verdura ogni giorno o quasi (28%) o almeno una volta a settimana (36%), selezionandola soprattutto in base alla stagionalità (30% indica questo fattore come principale tra i criteri di scelta dell’ortofrutta bio) e all’origine italiana (28%)”. Tra i fattori principali “che inducono a preferire l’ortofrutta biologica innanzitutto la maggior sicurezza per la salute (1 acquirente su 4 indica tale fattore come prioritario). Ma i valori percepiti associati al biologico non si limitano alle esternalità positive per il consumatore: il 22% associa infatti nel rispetto dell’ambiente la principale motivazione che porta a scegliere l’ortofrutta biologica. La disponibilità dell’ortofrutta bio nei supermercati abitualmente frequentati è certamente un altro fattore che favorisce l’acquisto (il 16% segnala l’accessibilità come motivazione più importante)”.
La qualità dell’ortofrutta bio.
Il successo dell’ortofrutta bio “arriva dal riconoscimento attribuito dal consumatore in termini di qualità: il 63% degli acquirenti ritiene che l’ortofrutta fresca biologica abbia caratteristiche organolettiche superiori a quella convenzionale – segno che ormai è conclamato che il biologico sia sinonimo di grande qualità”.
Il commento di Nomisma.
“Il biologico – dichiara Silvia Zucconi, responsabile Market Intelligence Nomisma -cresce a doppia cifra e da tempo non è più una nicchia: 8 italiani su 10 consumano bio.“L’ortofrutta fresca è la categoria che meglio esprime la chiave del successo del bio: crescono le vendite in GDO (+28% nell’ultimo anno) e i consumatori apprezzano sicurezza e qualità delle produzioni. Ma la sicurezza non è il solo valore positivo: il bio infatti è la svolta della sostenibilità – poiché è un contributo attivo per la preservazione dell’ambiente. La cultura del bio appassiona i consumatori, sempre più attenti e consapevoli dell’impatto delle scelte alimentari”.
(Fonte: Comunicato Stampa Nomisma/11.05.2017)

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