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Salerno nella top 20 delle province “green”

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Salerno nella top 20 delle province “green”
I dati del Rapporto “GreenItay 2017” elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere.

Salerno nella top 20 delle province “green”

Il nostro territorio si colloca all’11° posto per numero di imprese (6.600) che investono in prodotti e tecnologie a basso impatto ambientale.

Nella top 20 delle province italiane con un tessuto economico green oriented c’è anche Salerno che si colloca all’undicesimo posto per numero di imprese (6.600) che tra il 2011 e il 2016 hanno investito (o prevedono di investire nel 2017), in prodotti e tecnologie verdi a maggiore risparmio energetico e a minore impatto ambientale.  Ottima performance anche in termini di assunzioni non stagionali relative ai cosiddetti “green jobs” in senso stretto (4.000 contratti) programmate entro la fine di quest’anno. I dati sono contenuti nel Rapporto “GreenItaly 2017” realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere presentato nei giorni scorsi. In Campania la provincia di Salerno è preceduta soltanto da quella di Napoli che si posiziona al terzo posto assoluto con 14.840 imprese e 9.670 green jobs dietro Roma (20.700 imprese e 29.480 offerte di lavoro) e Milano (sul podio del vincitore) con 22.300 imprese e 42.910 potenziali contratti. La Campania nel suo complesso annovera 24.230 aziende che possono definirsi a trazione verde.

I numeri della green economy.

A livello nazionale sono 355mila le imprese (27,1% del totale) dell’industria e dei servizi che dal 2011 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.  “Una quota che sale al 33,8% nell’industria manifatturiera, dove l’orientamento green – è spiegato in una nota di sintesi della ricerca –  si conferma un driver strategico per il Made in Italy, traducendosi in maggiore competitività, crescita delle esportazioni, dei fatturati e dell’occupazione. E quest’anno si registra una vera e propria accelerazione della propensione delle imprese a investire green: ben 209 mila aziende hanno investito, o lo faranno entro l’anno, su sostenibilità ed efficienza, con una quota sul totale (15,9%) che ha superato di 1,6 punti percentuali i livelli del 2011”.

Il trend dei green jobs.

A questa tipologia di gestione delle imprese si devono “2milioni 972mila green jobs, ossia occupati che applicano competenze verdi. Una cifra che corrisponde al 13,1% dell’occupazione complessiva nazionale, destinata a salire ancora entro dicembre. Dalla nostra economia verde  – si legge sempre nella nota – arriveranno quest’anno 320 mila green jobs e considerando anche le assunzioni per le quali sono richieste competenze green si aggiungono altri 863 mila occupati. Insieme all’occupazione la green economy crea anche ricchezza: i quasi 3 milioni di green jobs italiani contribuiscono infatti alla formazione di 195,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 13,1% del totale complessivo”.

Il salto competitivo e  innovativo che la green economy riesce a far compiere alle imprese “trae forza anche dal forte connubio green-R&S, perché, ad esempio, le medie imprese industriali che investiranno quest’anno in ricerca e sviluppo sono il 27% tra quelle che puntano sull’eco-efficienza e solo il 18% tra le altre”.

Il profilo dei green-jobs.

Ma quali sono i profili professionali che si riconoscono nei green jobs? Ingegneri energetici o agricoltori biologici, esperti di acquisti verdi, tecnici meccatronici o installatori di impianti termici a basso impatto: “nell’area aziendale della progettazione e della ricerca e sviluppo i green jobs rappresentano il 60% delle assunzioni previste per il 2017”.

Il rapporto con i territori di riferimento.

“Il 69% delle medie imprese green si impegna in sostegno allo sviluppo del proprio territorio, mentre tra le imprese non green tale percentuale scende al 36%”. Ricerca e Sviluppo sostengono i risultati anche da punto di vista del fatturato ed export. Nel 2016 “le medie imprese manifatturiere che investono green hanno avuto un dinamismo sui mercati esteri nettamente superiore rispetto al resto delle imprese: hanno incrementato l’export nel 49% dei casi, a fronte del 33% di quelle che non investono nel verde. Spinto da export e innovazione, il fatturato è aumentato, fra 2015 e 2016, nel 58% delle imprese che investono green, contro il 53% delle altre.  E per quest’anno si aspettano di avere un incremento del fatturato il 57% delle imprese green contro il 53% delle altre”.

La green economy fa bene all’occupazione.

Le assunzioni di green jobs programmate dalla imprese per il 2017 sono 318.010. I green jobs, “pur così importanti e di crescente interesse per il nostro sistema produttivo,  sono figure che per le imprese sono di più difficile reperimento, per le quali è richiesta più esperienza e un livello di qualificazione più elevato. Aspetti che richiamano importanti implicazioni sul versante della formazione. Queste figure si caratterizzano poi per una maggiore stabilità contrattuale: le assunzioni a tempo indeterminato sono oltre il 46% nel caso dei green jobs, quando nel resto delle altre figure tale quota scende a poco più del 30%. Ai green jobs in senso stretto vanno poi aggiunte le assunzioni per le quali sono richieste competenza green che sono altre 863mila”.

Geografia degli eco-investimenti.

La Lombardia è la regione con il più alto numero di imprese eco-investitrici, ne conta 63.170, seguono il Veneto con 35.370 unità, il Lazio con 30.020 imprese green, l’Emilia-Romagna a quota 29.480 e la Toscana con 29.340. Quindi troviamo il Piemonte con 24.470, la Campania (24.230), la Sicilia (23.940), la Puglia (22.070) e Marche (9.820). A livello provinciale, in termini assoluti, Milano e Roma guidano la graduatoria staccando nettamente le altre province italiane grazie alla presenza, rispettivamente, di 22.300 e 20.700 imprese che investono in tecnologie green. In terza, quarta e quinta posizione, con oltre 10.000 imprese eco-investitrici si collocano Napoli, Torino e Bari.

Dove sono più richiesti i green jobs.

La prima regione per numerosità assoluta di assunzioni programmate di green jobs in senso stretto è la Lombardia, dove se ne contano 81.620, pari a poco più di un quarto del totale nazionale (25,7%), seguita a distanza dal Lazio, con 35.080 assunzioni (11% del totale nazionale), dall’Emilia Romagna con 32.960 di green jobs (10,4%), quindi da Veneto a quota 30.940 e Piemonte con 24.340. Troviamo quindi la Campania (17.680), la Toscana (16.470), la Puglia (14.300), la Sicilia (12.250) e la Liguria (9.300).

(Fonte: Comunicato Stampa Unioncamere-Symbola/24.10.2017)

 

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