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Ismea. Fatturato agriturismi +5,2% (1,25 mld)

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Ismea. Fatturato agriturismi +5,2% (1,25 mld)
Il rapporto annuale realizzato nell’ambito della Rete Rurale Nazionale 2014-2020.

Ismea. Fatturato agriturismi +5,2% (1,25 mld)

Nel periodo 2005-2016 arrivi più che raddoppiati (+125%): da 1,3 milioni a oltre 3 milioni, con un importante incremento degli ospiti stranieri (+174%) e degli italiani (+96%).

“L’Italia è il Paese più multifunzionale d’Europa, il valore della produzione delle attività di supporto e secondarie è pari a 11 miliardi di euro, più di Francia (6,5 miliardi) e Paesi Bassi (3,2 miliardi)”. Questo scenario emerge dal primo “Rapporto annuale su multifunzionalità agricola e agriturismo”, realizzato dall’ Ismea nell’ambito della Rete Rurale Nazionale 2014-2020 e presentato nella cornice di “AgrieTour” 2017 ad Arezzo. “Si percepisce – è spiegato in una nota di sintesi – il valore crescente che l’allargamento dell’attività imprenditoriale attraverso le attività multifunzionali sta assumendo nel nostro Paese: basti pensare che il suo valore è più che raddoppiato (+121,8%) rispetto al 2000”. L’agriturismo “resta comunque il perno della multifunzionalità. Sono 22.661, al 2016, le aziende agrituristiche in Italia: 423 aziende in più (+1,9%) rispetto al 2015. Un mercato che vede dinamiche importanti al suo interno: innanzitutto il fatturato, che segna circa 1,25 miliardi di euro nel 2016, con un +5,2% sul 2015. Toscana e Provincia di Bolzano forniscono un terzo dell’offerta nazionale, rispettivamente con 4.518 e 3.150 aziende autorizzate. Il settore cresce anche nel Mezzogiorno dove si registra l’aumento più consistente di aziende (+6,3%), rispetto al Centro (+ 1,8%) e al Nord (+0,3%)”.

Per quanto riguarda la domanda, “nel periodo 2005-2016 gli arrivi sono più che raddoppiati (+125%), passando da 1,3 milioni a oltre 3 milioni, con un importante incremento degli ospiti stranieri (+174%) e degli arrivi italiani (+96%)”. La maggior parte degli ospiti stranieri “provengono dalla Germania, Paesi Bassi, Francia e Stati Uniti. L’agriturismo incide per l’11,4% degli arrivi dell’intero comparto extralberghiero”.

L’analisi della multifunzionalità.

Il fenomeno della multifunzionalità “è da considerarsi – evidenzia Ismea – come uno dei più significativi per la capacità che ha avuto di modificare e orientare le scelte imprenditoriali del settore primario nazionale negli ultimi decenni. È probabilmente anche uno degli strumenti più potenti che l’agricoltura – soprattutto quella italiana – ha avuto per ricucire l’enorme distanza tra la produzione agricola e il consumatore. Uno spazio che si è ampliato gradualmente nei decenni post-bellici, al cui interno si sono sviluppate innumerevoli distorsioni che solo più recentemente hanno trovato almeno un parziale ridimensionamento con la crescita dell’interesse della società e la consapevolezza del ruolo dell’agricoltura, tornata al centro dell’interesse dei cittadini, della politica, delle amministrazioni”.

“Tutto questo – continua Ismea –  è stato anche merito di un nuovo modo di comunicare da parte del mondo agricolo di cui la multifunzionalità è stato il principale contenitore. L’agriturismo è stata certamente una delle branche più rilevanti di questo fenomeno e soprattutto ha costituito la base per il successivo sviluppo di tante ulteriori opportunità che hanno consentito al settore agricolo di spaziare verso la formazione, i servizi sociali e alla persona. I dati stessi, organizzati e analizzati nel Rapporto, evidenziano come superata ampiamente la fase pionieristica il settore si stia organizzando secondo determinate traiettorie che vedono, dove necessario, anche l’eliminazione delle realtà meno preparate, meno strutturate e caratterizzate da un approccio più orientato all’improvvisazione che allo sviluppo e all’organizzazione. Parallelamente a questo processo di evoluzione si sviluppano ulteriori opportunità: nuove aree di business, nuovi intermediari, nuovi interlocutori e nuove interazioni con il territorio, nuove modalità organizzative interne alle aziende e nuove professionalità e competenze, che rappresentano la sfida per il futuro della multifunzionalità”.

(Fonte: ismea.it/ 18.11.2017)

 

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