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Regali di Natale, budget più “ristretti” al Sud

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Regali di Natale, budget più “ristretti” al Sud
Tra le grandi città, Milano è quella con l’indicatore più alto, mentre i valori più bassi si rilevano a Palermo.

Regali di Natale, budget più “ristretti” al Sud

Indagine Confesercenti-Swg. Le differenze territoriali spiccano. Nelle regioni meridionali la media pro capite è di 298 euro, inferiore del 7,4% ai 320 euro delle province del Nord.

La notizia è che si registra un cambio di atteggiamento. Una maggiore propensione a mettere da parte le tradizionali feste casalinghe e a spostare in parte il budget di famiglia dai doni natalizi alla ricerca di un viaggetto, preferibilmente in città d’arte o dove è possibile farsi coinvolgere da eventi culturali. L’indagine Confesercenti-Swg, per il resto, conferma le differenze territoriali anche nell’ambito dei regali sotto l’albero: il Sud spenderà meno del Nord. “Più che i regali, le vacanze. Gli italiani – si legge in una nota di sintesi della ricerca – si preparano al Natale 2017 con la valigia in mano: saranno infatti 16,6 milioni i nostri concittadini che si concederanno un viaggio nel periodo delle prossime festività invernali, circa 3,3 milioni in più dello scorso anno. In crescita anche il budget medio per persona da destinare alle vacanze, che quest’anno si attesta a 715 euro (+7% sul 2016), superando finalmente – dopo dieci anni – il valore registrato nel 2007 (694 euro), ultimo anno prima della crisi, per un giro d’affari complessivo stimabile nel 2017 in 2,3 miliardi di euro in consumi turistici”. Ma, ed è questo l’aspetto che ribadisce il “dualismo” dei territori, “appare meno dinamica, invece, la spesa per i doni: quest’anno ogni italiano spenderà per i regali 307 euro, due euro – o lo 0,7% – in più dello scorso Natale. Ma è una media che nasconde forti differenze territoriali: nelle regioni del Sud, infatti, la media per persona è di 298 euro, inferiore del 7,4% ai 320 euro delle regioni del Nord. Tra le grandi città, Milano è quella con la propensione alla spesa più alta, mentre i valori più bassi si rilevano a Palermo”.

La “dinamica” dei regali.

L’incremento “minimo” della spesa per i regali “non sorprende, vista la debolezza della ripresa della spesa in beni registrata durante tutto il corso dell’anno. E conferma anche il progressivo cambiamento nelle preferenze dei consumatori, che negli ultimi anni sembrano più orientati ai consumi turistici che all’acquisto di beni e prodotti, segnalato anche dall’aumento della percentuale di chi cercherà di investire per i doni da mettere sotto l’albero meno di 100 euro, limite di spesa segnalato dal 41% degli intervistati”. Ma questo non significa che “che l’abitudine del regalo dia segni di scomparire, anzi: cresce infatti anche il numero di doni che farà in media ogni italiano – da 7 ad 8 – ed il 59% degli intervistati proverà a fare un regalo simbolico a tutti. Il restante 41% restringerà il campo d’azione del proprio Babbo Natale principalmente o solo ai bambini, a cui si regaleranno soprattutto giochi didattici (22%) libri (14%) e vestiario (11%), mentre si registra un leggero calo per i giochi tecnologici, che scendono dal 10 al 9%. È da sottolineare però il leggero aumento dei riciclatori di doni: quelli che lo fanno per risparmiare passano dal 13% dell’anno passato al 15% . Per quanto riguarda le modalità di acquisto, quest’anno si rileva infatti una divisione quasi perfetta tra i vari canali di distribuzione: il 35% comprerà in un centro commerciale, il 28% sceglierà negozi e mercatini, mentre il 34% si orienterà sull’online, il 5% in più dello scorso anno”.

La propensione alle vacanze.

“Quest’anno, nel mese delle feste – evidenzia ancora l’indagine Confesercenti-Swg – farà un viaggio il 37% degli italiani, il 7% in più della quota registrata lo scorso anno. Ed i viaggiatori italiani non solo aumentano, ma si spingeranno più lontano: sebbene la meta principale dei vacanzieri rimanga l’Italia, scelta da un intervistato su tre (il 66%), diminuiscono gli italiani diretti in Europa – dal 27 al 23% – e cresce invece la percentuale di chi passerà le feste fuori dal vecchio continente, destinazione indicata dall’11% degli intervistati contro il 7% rilevato lo scorso anno. Un incremento del lungo raggio che spinge in alto anche il budget medio previsto per i viaggi. Ma la ripresa finalmente raggiunta non riguarda, purtroppo, la durata media delle vacanze: le ferie degli italiani continuano ad accorciarsi, ed in media durano più di un giorno in meno rispetto ai tempi precedenti alla crisi. In particolare, diminuiscono i vacanzieri che si concedono 8 o più giorni di stacco. Un andamento evidente anche dall’analisi tendenziale: quest’anno farà un viaggio di durata uguale o superiore agli 8 giorni il 18% degli intervistati, contro il 20% del 2016. Nel 2007 la truppa dei long-stayers costituiva invece il 28%”.

Viaggi culturali e città d’arte.

A resistere, invece, “è il viaggio all’insegna della cultura: città d’arte e mete d’interesse culturale sono la tipologia di vacanza scelta dal 45% dei viaggiatori, quota abbondantemente superiore a quella di chi invece si è orientato verso le classiche ferie invernali in località montana, pure in ripresa dal 23 al 29%. Sempre più vacanzieri prenoteranno via internet (47%, erano il 42% lo scorso anno) o acquistando, sempre sulla rete, offerte last minute (8%, stabile rispetto al 2016). Praticamente stabili però le agenzie di viaggio, scelte dall’11% degli intervistati, contro il 12% del Natale precedente. Continua, invece, il progressivo aumento di chi pernotterà in un albergo o hotel, sistemazione segnalata dal 32%. Il 27% andrà a casa di amici o parenti, mentre il 20% soggiornerà in una casa in affitto o in un B&B. Ma c’è anche un 14% che si fermerà in una casa di proprietà, un 5% che sceglierà la pensione ed un 4% che sfiderà il clima in un campeggio, in un villaggio o in un’altra struttura all’aria aperta. Saranno comunque vacanze all’insegna della coppia: il 39% andrà infatti in viaggio con il partner, più di quelli che porteranno invece la famiglia (il 34%) e gli amici (il 19%). Ferma al 6% la quota di chi andrà da sé, mentre chi sceglie il viaggio di gruppo passa dall’1 al 2%”.

L’analisi della Confesercenti.

“La nostra indagine di Natale, quest’anno, rileva importanti segnali positivi, anche se – spiega la Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise – questi coinvolgono soprattutto i consumi turistici”. “Complessivamente, comunque, il quadro che emerge è di una fase di progressivo rilancio, ma ancora delicata. Preoccupa un po’ la ripartenza dell’incertezza sul futuro: quest’anno è ritenuta un condizionamento per le spese di Natale dal 15% degli italiani, il 3% in più dello scorso anno. A pesare, forse, sono i timori di instabilità legati alla prossima tornata elettorale. Cresce anche la sensazione di stare erodendo troppo il risparmio, condizionata dal calo del potere d’acquisto registrato nell’ultimo anno. Segnali che sembrano suggerire un possibile cedimento di quell’atteggiamento fiducioso che gli italiani e le imprese avevano ritrovato e che è prioritario mantenere. Per questo è vitale concentrare gli sforzi, mettendo in campo interventi mirati a dare maggiore impulso alla ripartenza effettiva dei consumi ed al sostegno dei piccoli imprenditori che, purtroppo, sono quelli che hanno pagato il prezzo più alto della crisi e scontano una domanda interna ancora debole”.

(Fonte: confesercenti.it/ 01.12.2017)

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