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Nel carrello più attenzione alla salute

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Nel carrello più attenzione alla salute
L’analisi dei dati Ismea-Nielsen riferiti al 2017 conferma la crescita degli alimenti naturali.

Nel carrello più attenzione alla salute

Il packaging assume sempre più un ruolo fondamentale per veicolare i nuovi claim: senza zuccheri aggiunti, senza latte e uova, senza olio di palma, senza glutammato aggiunto, senza glutine.

Gli acquisti nel carrello alimentare sono sempre più influenzati da un atteggiamento molto attento alla qualità dei prodotti e alle conseguenze sulla salute. Si consilida, quindi, il trend positivo dei segmenti “naturale” e “benessere” che – spiega l’Ismea – “la fanno da padroni, rappresentando in molti casi una crescita a due cifre (pasta di semola integrale: +16%, riso integrale: + 20%, ma anche frutta secca: +7,9% nel 2017 da sommarsi al +7,7% del 2016)”. “La composizione del carrello della spesa – evidenzia sempre l’Ismea – vede sempre aumentare la quota dei prodotti venduti con confezionamento del produttore (provvisti di codice EAN) arrivati a pesare oramai il 98% per le bevande e oltre il 63% per i generi alimentari. In ciascuna filiera sono i prodotti confezionati quelli ad essere maggiormente favoriti, a sostegno della tesi che il consumatore chiede oggi che ogni prodotto venga raccontato. Il packaging assume infatti sempre più un ruolo fondamentale come mezzo per veicolare i nuovi claim: senza zuccheri aggiuntisenza latte e uovasenza olio di palmasenza glutammato aggiuntosenza glutine, nonché la presenza di nutrienti fondamentali quali omega3, ferro, vitamine”.  E’ in questo contesto ben configurato che si inseriscono gli ultimi dati (Ismea-Nielsen) secondo i quali “i consumatori italiani nel 2017 hanno speso circa il 3% in più per l’acquisto di beni alimentari e il 4,6% in più per le bevande alcoliche e analcoliche”.  Il 2017, quindi, ha visto il consolidamento della “fase di ripresa progressiva dei consumi delle famiglie, in un quadro macroeconomico caratterizzato dal quarto anno consecutivo di aumento del reddito disponibile, da un lieve incremento della propensione al risparmio e dalla crescita del Pil”.

La congiuntura delle filiere agroalimentari.

Ma come sono andate le cose per le imprese? “Nel quarto trimestre 2017 l’andamento dei prezzi in azienda – specifica Ismea – è stato tendenzialmente positivo per i prodotti della maggior parte delle filiere. Su base annua, l’indice dei prezzi è cresciuto del 7,8%, soprattutto per la spinta dei listini dei prodotti zootecnici (+10,1%) a cui hanno contribuito le buone performance di uova e lattiero-caseari; positivo anche l’andamento dell’indice delle produzioni vegetali (+5,8%) sostenuto dall’aumento dei prezzi di frutta (+10,8%) e vino (+30,2%). Dal lato dei costi, i prezzi dei mezzi correnti di produzione sono cresciuti su base annua dell’1,8%, con aumenti soprattutto dei prodotti energetici, dei salari e degli animali di allevamento. Nel quarto trimestre quasi tutte le voci dell’indice sono risultate in aumento tendenziale.  A livello produttivo, il 2017 è stato caratterizzato da un bizzarro andamento climatico che ha penalizzato le immissioni di offerta programmate sul mercato.  Il decorso meteorologico, infatti, ha influito sullo sviluppo vegetativo delle coltivazioni, portando in alcuni casi alla concentrazione dell’offerta in periodi più ristretti a causa del caldo prolungato, in altri a perdite di raccolto per la siccità o per le gelate”.

(Fonte: AgrOsserva/ ismea.it – 14.03.2018)

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