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Agea e piante officinali ora si cambia

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Agea e piante officinali ora si cambia
Approvati dal Consiglio dei Ministri due decreti legislativi che introducono norme semplificative.

Agea e piante officinali ora si cambia

Varata la riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura ed il Testo Unico che disciplina lo specifico segmento di particolari specie vegetali destinate a varie utilizzazioni.

Approvato il decreto legislativo che – in attuazione della legge sulla semplificazione, la razionalizzazione e la competitività dei settori agricolo e agroalimentare (legge 28 luglio 2016, n. 154) – introduce norme in materia di riorganizzazione delle competenze nel sistema di erogazione degli aiuti comunitari cui sono preposti l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA) e gli Organismi pagatori riconosciuti. Via libera anche al nuovo Testo Unico in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali. Il testo fa proprie le conclusioni del Tavolo di Filiera delle piante officinali, istituito nel 2013, e, “tenendo conto delle normative europee – spiega una nota del Mipaaf – adegua la disciplina vigente dando un nuovo assetto al settore, in modo da favorirne la crescita e lo sviluppo e da valorizzare le produzioni nazionali, garantendo al contempo una maggiore trasparenza e conoscenza al consumatore finale”.

Riorganizzazione dell’Agea.

Il decreto, in attuazione dell’articolo 15 della legge delega e in linea con la nuova politica agricola comune 2014-2020, prevede la riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), in modo da renderla maggiormente rispondente alle specifiche esigenze del settore e da assicurare il raggiungimento di diversi obiettivi: migliorare la qualità dei servizi erogati alle imprese agricole; razionalizzare e contenere la spesa; innalzare l’efficienza del sistema di pagamenti; rivedere e ottimizzare il modello di coordinamento degli organismi pagatori a livello regionale; rivedere l’attuale sistema di gestione del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale); ottimizzare l’accesso alle informazioni, mediante la realizzazione di una piattaforma informatica che permetta una più forte integrazione tra le articolazioni regionali e la struttura centrale. “Il decreto – specifica sempre la nota del Mipaaf – mira ad assicurare in modo più strutturato e netto la separazione tra le funzioni di Organismo di Coordinamento e di Organismo Pagatore attribuite all’Agea”.

Piante officinali.

Il decreto, ai sensi dell’articolo 5 della legge delega, costituisce il nuovo Testo Unico in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali. In particolare: fornisce una nuova definizione di piante officinali, prevedendo inoltre l’istituzione dei registri varietali delle specie di piante officinali, nei quali sono elencate le piante officinali ammesse alla commercializzazione e sono stabilite le modalità e le condizioni per la certificazione delle sementi; chiarisce in maniera non equivoca “che la coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali sono considerate a tutti gli effetti attività agricole”; disciplina la raccolta spontanea, “in modo da evitare il depauperamento delle aree a questa destinate e da favorire una maggiore conoscenza delle stesse zone, delle piante e dell’ambiente in cui si sviluppano”; stabilisce che, con decreto del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, “deve essere adottato il Piano di Settore della Filiera delle Piante Officinali, che costituisce lo strumento programmatico strategico diretto a individuare gli interventi prioritari per migliorare le condizioni di produzione e di prima trasformazione delle piante officinali, al fine di incentivare lo sviluppo di una filiera integrata dal punto di vista ambientale, di definire forme di aggregazione professionale e interprofessionale capaci di creare condizioni di redditività per l’impresa agricola e di realizzare un coordinamento della ricerca nel settore”; prevede, per le Regioni “la possibilità di istituire, nel rispetto della normativa dell’Unione Europea, marchi finalizzati a certificare il rispetto di standard di qualità nella filiera delle piante officinali”.

(Fonte: politiche agricole.it/ 16.05.2018)

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