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MED-LIMES, immagini e racconti dai confini del Mediterraneo

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MED-LIMES, immagini e racconti dai confini del Mediterraneo
La manifestazione si è svolta a Salerno dal 24 al 26 maggio scorsi.

MED-LIMES, immagini e racconti dai confini del Mediterraneo

Durante le tre giornate della rassegna proiettati i cortometraggi sul dramma dell’immigrazione. Spazio ed attenzione anche per altri temi di grande rilevanza come la discriminazione razziale e la scarsità delle risorse idriche e alimentari.

di Laura Maiellaro

Un racconto delle voci più lontane, quelle dimenticate e accantonate. Le voci che arrivano dai confini del Mediterraneo. Queste voci sono state le protagoniste dei cortometraggi in gara durante la prima edizione della Rassegna cinematografica “MED-LIMES- Ai confini del Mediterraneo”. Durante i tre giorni della manifestazione, sono stati proiettati i cortometraggi che hanno indotto una riflessione su temi importanti: il dramma dell’immigrazione, la scarsità delle risorse idriche e alimentari, la discriminazione razziale. I registi hanno dato immagini e voce alle storie di vite ai limiti, affrontando, secondo la loro personale visione, le tematiche che si intrecciano con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile individuati dall’Onu. Particolare l’allestimento dell’Arco Catalano nel centro storico di Salerno. Una spirale di cubi in cartone riciclabile – con le immagini degli Obiettivi Onu – ha adornato la suggestiva location di Palazzo Pinto. Quasi una metafora di quel mare che accoglie, ma allo stesso tempo può trascinare a fondo.

Ed proprio il dramma dell’immigrazione si è imposto in tutta la sua drammaticità in questa prima edizione. La giuria presieduta da Alfonso Conte dell’Università degli Studi di Salerno e composta da Emanuela Braghin, Carmela Boniello e Aldo Galelli ha assegnato i premi a cortometraggi di assoluta rilevanza sociale e culturale.

Il 1° Premio è andato a “Spoon river a Lampedusa” del regista casertano Rosario Santella, un racconto per immagini che ha descritto il dramma dei migranti nelle acque del Mediterraneo con grande liricità e sensibilità. La Menzione speciale della Giuria è stata riservata all’opera di Virginia Barrett con il suo docufilm “A me resta la speranza”.  La regista – presente a Salerno alla cerimonia conclusiva della manifestazione – ha sottolineato “limportanza di non abituarsi alla tragedia dei migranti che ormaiavviene quotidianamente sulle coste del Mediterraneo”. Le immagini degli sbarchi e l’approfondimento documentativo della sofferenza di donne, bambini e uomini che dopo la traversata “della disperazione” approdano sulle coste siciliane hanno fornito un’istantanea vera e cruda di ciò che avviene in acque a noi così vicine.

La Giuria Giovani – composta dagli alunni dell’Istituto d’Istruzione Superiore Giovanni XXIII – ha premiato invece “Spiderboy”, il cortometraggio della regista romana Linda Fratini dedicato all’importanza dell’amicizia come “antidoto” per combattere e vincere la discriminazione razziale.

Questa prima edizione della rassegna ha messo in evidenza la necessità di prendere consapevolezza di quello che succede ai “limiti” del Mediterraneo: “L’obiettivo è contribuire a diffondere la conoscenza di queste problematiche al fine di stimolare una più generale presa di coscienza di quanto accade ai confini e nelle acque del Mediterraneo, in pratica non solo alle porte di casa nostra, ma all’interno dei territori nei quali quotidianamente si svolge la nostra vita”, ha affermato il Presidente della Fonmed Giuliano D’Antonio, che ha poi così concluso: “Il nostro minimale contributo è un seme di speranza per non dimenticarci mai di quanti hanno bisogno del nostro aiuto”. La speranza di vedere il Mediterraneo riprendere il suo ruolo di mediatore tra tutti i popoli che lo abitano, perché esso è da sempre il luogo per eccellenza dello scambio, del confronto, della condivisione di idee, di valori, di umanità.

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