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Ismea, bio in 9 famiglie su 10

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Ismea, bio in 9 famiglie su 10
Italia divisa in due. Il Nord esprime il 64% della domanda e il Sud solo l’11%.

Ismea, bio in 9 famiglie su 10

L’incidenza sui consumi complessivi degli italiani nel 2017 ammonta al 3%, con settori che continuano a fare da traino come gli ortaggi (+11,5%) e la frutta (+18,3%).

Il cambiamento degli stili di vita ed il conseguente approccio innovativo alla dieta alimentare si riflette sul mercato dei consumi cambiandone la “geografia”. “Il biologico – si evince dal rapporto sulla Competitività dell’agroalimentare italiano di Ismea presentato nei giorni scorsi – ormai non è più né una moda né una nicchia di mercato: 9 famiglie italiane su 10 hanno acquistato durante l’anno un prodotto certificato. L’incidenza del biologico sui consumi complessivi degli italiani ammonta al 3%, con settori che continuano a crescere e fare da traino come gli ortaggi (+11,5%) e la frutta (+18,3%) e altri, che seppur partiti con ritardo, mostrano performance di tutto rilievo: vino (+109,9%), carni fresche (+65,2%) e trasformate (+35,4%), oli e grassi vegetali (+41,1%)”.

Ma anche  in questo ambito affiorano i dualismi territoriali. “Quando parliamo di biologico – spiega Ismea –  l’Italia risulta divisa in due: con il Nord della penisola che esprime il 64% della domanda di prodotti biologici e il Sud che ne rappresenta solo l’11%, pur essendo l’area del Paese da cui proviene gran parte della produzione certificata”.

La mappa dell’agricoltura “bio”.

“L’agricoltura biologica – si legge in una nota di sintesi di Ismea – coinvolge in Italia 1,8 milioni di ettari e 72 mila operatori certificati, con un aumento per entrambe le variabili del 40% circa rispetto al 2013”

Oltre che per le produzioni biologiche, “l’agroalimentare italiano si connota anche per un sistema di qualità certificata che non ha eguali nel mondo. L’Italia vanta notoriamente il primato mondiale dei riconoscimenti Dop e Igp (818 tra vini e prodotti alimentari), ma soprattutto con un valore all’origine della produzione che è cresciuto, secondo le stime Ismea, del 50% nel decennio, e un export triplicato”.

Lo scenario generale dei consumi.

Se si allarga lo sguardo ai consumi per la tavola più in generale, occorre considerare che secondo le stime di Ismea “ammonta a 160 miliardi di euro la spesa che gli italiani hanno destinato nel 2017 all’alimentazione e alle bevande sia a casa sia fuori dalle mura domestiche. Una percentuale pari al 15% dei consumi totali”.

Per quanto riguarda il solo consumo domestico, le elaborazioni Ismea “indicano per il 2017 un incremento della spesa del 3,2% rispetto all’anno precedente, tendenza che viene confermata anche nel primo trimestre di quest’anno e che va a consolidare il trend di crescita, dopo l’andamento stagnante in atto fino al 2016”.

Ismea segnala “in questa fase di recente ripresa dei consumi, il recupero nel 2017 delle vendite di carne e in generale di prodotti a base proteica quali salumi, uova e, in misura minore, latte e derivati, interessati da un crollo delle vendite negli ultimi 5 anni”. Risulta “in crescita anche la spesa per prodotti ortofrutticoli, dovuta non solo all’incremento dei prezzi ma anche alla capacità del comparto di intercettare, prima di altri, le nuove tendenze e le richieste dei consumatori, mettendo a punto un’offerta variegata di prodotti salutistici e ad alto contenuto di servizio, con tassi di crescita a due cifre in volume e valore, per tutto l’ultimo quinquennio”.

I prodotti maggiormente acquistati.

Nella top ten dei prodotti maggiormente acquistati nel 2017 si trovano sul podio “l’ortofrutta fresca con un peso sulla spesa del 13,4%, le carni fresche (9,5%) e i formaggi (8,4%). A seguire salumi, ortofrutta trasformata, pesce, vino, latte, acqua in bottiglia e solo all’ultimo posto della top 10 la pasta”.

(Fonte: ismea.it/ 24.07.2018)

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