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Se la polemica comprime la libertà

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Se la polemica comprime la libertà
Le “deplorevoli” iniziative in occasione del 35° congresso (15-17 novembre) dell’associazione in programma a Milano.

Se la polemica comprime la libertà

Al di là dell’adesione o meno ai principi dell’agricoltura biodinamica, va preservata l’elaborazione di teorie e metodi di coltivazione eco-sostenibili, tutelando, ovviamente, la volontà di aderirvi o meno.

di Giuliano D’Antonio*

“Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo”. Questo principio – attribuito in maniera controversa a Voltaire – sintetizza la posizione che riteniamo giusto esprimere in merito alla querelle che si sta consumando in occasione del 35° congresso (15-17 novembre) dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica sul tema: “Innovazione e ricerca, alleanze per l’agro-ecologia”. Un evento che ha ottenuto – è bene ricordarlo – il patrocinio del Politecnico di Milano, del Comune di Milano e della Regione Lombardia. Si tratta di un appuntamento al quale è prevista la partecipazione di rappresentanti di centinaia di aziende e, in qualità di relatori, di numerosi e qualificati docenti e studiosi delle dinamiche del comparto agrario anche a livello internazionale, oltre che di non poche personalità di rilievo istituzionale in Italia ed in Europa. In altre parole: un appuntamento che mobilita notevoli intelligenze ed esperienze e, nello stesso tempo, consente di entrare in contatto con una realtà che esprime un pensiero, una teoria ed una pratica che hanno trovato non secondaria diffusione. Di fronte a questo evento, però, si è registrata la levata di scudi di un gruppo di docenti dell’Università di Milano che ha diffuso una lettera indirizzata al Rettore del Politecnico, al Sindaco e ad altri esponenti istituzionali, con la quale si critica aspramente la metodologia operativa dell’agricoltura biodinamica e si sollecita tutti i destinatari della missiva stessa a non portare i saluti all’apertura del congresso, in modo da non fare percepire con la loro presenza una considerazione positiva dei contenuti della manifestazione. Va, infine, aggiunto che l’invito a intervenire al convegno, che è stato inoltrato dagli organizzatori del congresso ai firmatari della lettera, è stato rifiutato.

Di fronte a questo scenario altamente invasivo della legittima libertà di opinione e di elaborazione teorica da parte dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, un gruppo di autorevolissimi accademici e studiosi  – Claudia Sorlini, Luciana Angelini,Stella Agostini, Paolo Bàrberi, Stefano Benedettelli, Marcello Biocca, Stefano Bocchi, Maurizio Borin – ha scritto una lettera ricollocando la “questione” nel suo invalicabile ambito di riferimento, dissentendo “profondamente da questo comportamento anzitutto perché denigra associazioni di agricoltori il cui modello di agricoltura, sensibile ai temi della salute e della sostenibilità, è comunque una realtà diffusa e riconosciuta istituzionalmente; in secondo luogo perché è scorretto nei confronti di quei colleghi, ottimi ricercatori italiani e stranieri anche di fama internazionale, competenti in materia, che senza pregiudizi hanno condotto ricerche sull’agricoltura biodinamica e biologica e pubblicato i risultati su riviste internazionali, anche di altissimo impatto (PLOS ONE, Nature)”.

La Fonmed non può che condividere il pensiero prioritario che si rintraccia in questa lettera: “L’approccio scientifico non sta nella scelta dell’oggetto, ma nel metodo che viene utilizzato. Il vero atteggiamento antiscientifico è semmai il dogmatismo di chi non vuole occuparsi di argomenti che ha personalmente condannato a priori come ridicoli”.

Al di là, quindi, dell’adesione o meno ai principi dell’agricoltura biodinamica, va preservata la libertà di discussione e di elaborazione delle metodologie che tengono conto della necessità di un impatto ecosostenibile, tutelando, ovviamente, la stessa identica libertà di aderirvi o meno.

E, naturalmente, tenendo sempre conto che l’agricoltura biologica, in ogni sua forma di approccio operativo, è ormai protagonista di un trend di crescita e di diffusione che appare inarrestabile alla luce di mutati stili di vita (e non solo di quelli alimentari). L’agricoltura – integrata, di precisione, conservativa, biologica, biodinamica, agro ecologica – è sempre più consapevole di avere una missione fondamentale: sfamare il pianeta senza danneggiare gli equilibri ambientali, contribuendo in maniera sostanziale alla strutturazione di percorsi ecosostenibili anche e soprattutto dal punto di vista sociale. Insomma, non c’è spazio per posizioni pregiudiziali e foriere di polemiche improduttive e dannose.

*Presidente Fonmed (Fondazione Sud per la Cooperazione e lo Sviluppo del Mediterraneo)

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