Breaking News
  • “Mal’aria”, ripartiamo dalla cultura ambientaleNel 2018 superati i limiti di legge in ben 55 capoluoghi di provincia. Conseguenze pesanti per la salute dei cittadini. “Mal’aria”, ripartiamo dalla cultura ambientale Il rapporto di Legambiente: “Tra le principali [...]
  • Cibo, ancora troppi inutili sprechiGli impatti ambientali sono destinati a peggiorare notevolmente entro il 2050. Cibo, ancora troppi inutili sprechi Nonostante sia in atto già da qualche anno una vera e propria rivoluzione degli stili di [...]
  • Diseguaglianze, Ue ancora lontana dal “goal 10”Il rapporto dell’Eurostat 2018 – riferito agli ultimi cinque anni – analizza i risultati conseguiti rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030. Diseguaglianze, Ue ancora lontana dal “goal 10” E’ il segnale più evidente [...]

Agenda 2030, la vera sfida per l’Ue

Line Spacing+- AFont Size+- Print This Article
Agenda 2030, la vera sfida per l’Ue
E’ sempre più inaccettabile che non circolino ancora con chiarezza le informazioni in grado di descrivere il quadro delle reali responsabilità.

Agenda 2030, la vera sfida per l’Ue

In vista delle elezioni europee l’ASviS sottoscrive l’appello della rete europea di organizzazioni della societa civile per chiedere ai leader di impegnarsi sul cruciale versante delle politiche ambientali.

di Giuliano D’Antonio

Nel 2019 si voterà per il rinnovo del Parlamento Europeo. Una scadenza che – al di là della consueta strumentalizzazione dal punto di vista della politica interna – dovrebbe essere “letta” soprattutto in chiave di reale attuazione delle politiche di carattere sovranazionale, a cominciare da quelle che riguardano una questione cruciale come quella dello sviluppo sostenibile. E, invece, tutto passa in un generale silenzio, generando un’agenda partitica che di tutto finge d’interessarsi tranne che delle priorità che la nuova assemblea elettiva Ue è chiamata urgentemente ad affrontare. E’ in questo contesto che si inserisce la firma da parte dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) della  lettera appello “sulla necessità per l’Ue di dare piena attuazione all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”. L’ASviS – insieme con la rete Sdg Watch Europe – “sollecita la leadership europea a costruire e implementare una visione integrata delle politiche, seguendo la direzione indicata dall’Agenda 2030 dell’Onu e dai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs)”.

La lettera aperta ai leader dell’Ue evidenzia “l’urgenza di concentrarsi sul futuro dell’Unione adottando una visione politica ambiziosa, ponendosi come leader globale per lo sviluppo sostenibile”. Come non essere d’accordo con il portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini che sottolinea come questa iniziativa “possa servire a unire gli Stati membri in un momento molto critico e consentire all’Europa di assumere un importante ruolo di leadership globale per guidare tutti i Paesi verso l’attuazione dell’Agenda 2030 e adottare con urgenza lo sviluppo sostenibile come missione politica principale dell’Unione”?

D’altro canto, è bene ricordare ancora una volta che l’Agenda 2030 è stata sottoscritta nel 2015 da 193 Paesi ed è articolata in 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile e 169 target. L’Ue rispetto a questo fondamentale accordo ha svolto un ruolo di grande rilevanza. Perché ora, invece, assistiamo ad un rallentamento così  inconcepibile e dannoso? Perché derogare da una road map politica finalizzata alla trasformazione dell’attuale modello di sviluppo per garantire al mondo un futuro sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale?

“A tre anni dalla sottoscrizione dell’Agenda – ha ribadito in una nota sempre l’ASviS –  l’Ue non ha ancora adottato una strategia europea per lo sviluppo sostenibile”. La lettera aperta contiene “alcune richieste fondamentali per il futuro dell’Unione, come la definizione di una strategia europea per lo sviluppo sostenibile; l’adozione di politiche interne ed esterne che siano coerenti e implementino l’Agenda 2030; lo sviluppo di una governance adatta a implementare riforme nella direzione auspicata e la revisione dell’organizzazione del Semestre europeo; un programma finanziario sostenibile che accompagni la transizione; la redazione di un report che tenga conto dei progressi da presentare all’High-level Political Forum”.

E’ del tutto evidente che le distanti posizioni politiche e gli interessi divergenti dei singoli Stati continueranno a condizionare le decisioni che pure a livello generale sono state già condivise. Ma è sempre più inaccettabile che ai cittadini europei non arrivino ancora con chiarezza le informazioni in grado di descrivere il quadro delle reali responsabilità e le cause oggettive della lentezza che caratterizza l’attuazione di politiche concrete Stato per Stato.

Le elezioni europee della prossima primavera potrebbero essere la giusta occasione per esprimere un voto in grado di assicurare più forza e slancio all’attuazione  dell’Agenda 2030. Ma è lecito pensare che di questi temi si discuterà ben poco nei prossimi mesi.

*Presidente Fonmed (Fondazione Sud per la Cooperazione e lo Sviluppo del Mediterraneo)

(Fonte: Comunicato Stampa ASviS/ 13.12.2018)

Banner
Banner
Banner
Banner

Archivi

Ecobionews

ECOBIONEWS

Direttore Responsabile
Ernesto Pappalardo

 

Direttore Editoriale:
Giuliano D’Antonio

 

Editore: Medicert srl
via Benedetto Croce,10

 

Testata registrata presso
il Tribunale Civile di Salerno
n. 35 del 21-10-2010
PI: 04045580653
cap. soc. 25.000,00 euro Int. versato