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Stop pesticidi, battaglia di civiltà

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Stop pesticidi, battaglia di civiltà
L’obiettivo del 40% della Sau (Superficie Agricola Utilizzata) condotta con il metodo biologico entro il 2030.

Stop pesticidi, battaglia di civiltà

Il Wwf Italia, insieme con le associazioni che aderiscono alla Campagna “Cambia la Terra” promossa da Federbio, chiede al Governo e alle Regioni alcune modifiche sostanziali per il nuovo piano di azione nazionale, rafforzando divieti, limiti e regole vincolanti.

di Giuliano D’Antonio*

E’ in corso in questi giorni un’importante partita sulle modalità di utilizzo dei pesticidi. In particolare il Wwf Italia ha voluto attirare l’attenzione sulla revisione del Pan (Piano di Azione Nazionale) scaduto lo scorso 12 febbraio, ed ancora in fase di aggiornamento da parte dei tre Ministeri competenti: Mipaaft, Mattm e Salute. Il Wwf Italia, insieme alle Associazioni che aderiscono alla Campagna Cambia la Terra promossa da Federbio, “chiede al Governo e alle Regioni – è spiegato in una nota di sintesi – alcune modifiche sostanziali per il nuovo Pan che dovrebbe prevedere divieti, limiti e regole vincolanti sull’utilizzo dei pesticidi in agricoltura, nella manutenzione delle strade e ferrovie e all’interno delle città per la gestione del verde pubblico e privato (orti e giardini), colmando le lacune della precedente versione del Piano che lo hanno reso di fatto inefficace rispetto agli obiettivi di riduzione dei rischi da pesticidi, come invece imponeva la Direttiva europea del 2009 (2009/128/Ce)”.

E’ importante che si proceda celermente anche nella prospettiva di “ridurre i rischi – sottolinea il Wwf – per i residenti nelle aree rurali e gli agricoltori fissando distanze minime di sicurezza dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche per difenderle dal rischio di una possibile contaminazione accidentale”. Come pure “nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette deve essere vietato l’utilizzo di pesticidi pericolosi per gli habitat e le specie selvatiche, con misure di conservazione della biodiversità regolamentari vincolanti”. Il ricorso alle tecniche biologiche è auspicabile anche “per la manutenzione delle aree non agricole (rete viaria, ferroviaria) con particolare attenzione al verde pubblico e agli spazi utilizzati dalla popolazione residente nelle città”.

Esiste, poi, il fronte del divieto totale del glifosate in Italia entro il 2022, “escludendo – scrive sempre il Wwf – qualsiasi ipotesi di rinnovo dell’autorizzazione concessa per cinque anni dall’Unione Europea il 27 novembre 2017”. Come pure vanno definiti “criteri più rigorosi per la concessione delle deroghe per l’utilizzo di pesticidi di norma vietati a causa della loro pericolosità per la salute umana e per gli ecosistemi”. Indispensabile, inoltre, “rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo”.

Ma, la battaglia di fondo resta – come rimarcano le Associazioni riunite nella Campagna “Cambia la Terra”, promossa da Federbio – l’inclusione nel nuovo Pan Pesticidi dell’obiettivo del 40% della Sau (Superficie Agricola Utilizzata) nazionale “condotta con il metodo biologico entro il 2030, utilizzando meglio le risorse della Pac attuale e della futura Pac post 2020”.

Queste priorità così importanti per le comunità e i territori dovrebbero diventare tema centrale di approfondimento nella maniera più diffusa possibile. Ma questo è un altro discorso.

*Presidente Fonmed (Fondazione Sud per la Cooperazione e lo Sviluppo del Mediterraneo)

(Fonte: wwf.it/ 15.04.2019)

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