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Tiziano Guardini: quando la moda diventa sostenibile

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Tiziano Guardini: quando la moda diventa sostenibile

“Be light. Sii luce”. Questo è il titolo della collezione autunno – inverno 2020/ 2021 del Fashion Designer, Tiziano Guardini.

Lo stilista quarantenne, dopo aver conseguito una laurea in Economia, ha deciso di spendere la propria attitudine artistica concentrandosi sulla moda sostenibile. La Natura come spinta iniziale – al fine di promuovere un nuovo approccio stilistico – è la sola capace di porre l’attenzione su quella che viene chiamata ECOuture. Un modo sperimentale e d’avanguardia di fare Couture (Arte della moda) che intende coniugare l’universo legato ai materiali sostenibili e il cruetly free (Prodotti non testati sugli animali).

Estetica ed etica, questi i baluardi di Guardini, che in occasione del lancio della sua nuova collezione autunnale, presentata alla “Milano Fashion Week”, ha dichiarato: “È tempo di tornare a casa. Disegnando la collezione ho immaginato una donna dinamica, metropolitana che sente però l’esigenza di riconnettersi con la natura. Ritorna sul lago, nella dimora di famiglia, abbandonata, vestita di carte da parati antiche e permeata di ricordi”.

La musa dello stilista

Ispirazione sensazionale di Guardini, è l’artista statunitense Kiki Smith. Che tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta, ha affrontato svariate tematiche sociali, quali l’AIDS, il gender, l’etnia. E soprattutto – tra i lavori più recenti – ha messo a nudo il legame simbiotico tra il mondo umano e quello animale.

Kiki è una figura suadente e ancestrale, in grado di presentare la sua femminilità, sfoggiando il suo estro, tra arazzi, sculture e illustrazioni.

Le collezioni di Guardini

La donna guardiniana è emancipata ma, al tempo stesso, manifesta la propria essenza in uno snodo temporale che oscilla tra il presente e il futuro. Del resto è sempre necessario un discorso di “amorosi sensi” tra ciò che è stato e ciò che sarà.

Ritornando ai dettagli della collezione autunno – inverno 2020 /2021, la linea presentata dal giovanissimo stilista italiano, si concentra sul periodo degli anni ‘70 – ’80. Momento in cui il mood “figli dei fiori” era di sicuro quello più in voga durante il boom economico, perché mera espressione della “Milano da bere”.

Le collaborazioni

Compagni di viaggio di Guardini sono numerose aziende nazionali ed internazionali che, come lui, hanno a cuore il connubio “sostenibilità – moda”.

Tra i più accreditati, i tessuti proposti dal Lanificio Cerruti, che da anni si propone di lavorare riducendo al minimo l’impatto dell’attività sull’ambiente. Anche per le collezioni passate, Guardini ha scelto l’azienda per dare vita ai cappotti in lana riciclata, prodotti con filato cardato rigenerato. Fondamentale è stato l’utilizzo di queste fibre, che ha permesso di limitare la circolazione di sostanze chimiche inquinanti.

Torna frequentemente nelle sue collezioni il nylon rigenerato Econyl di Aquafil. Che utilizza i tessuti dalle reti usate in precedenza per pesca, dando di conseguenza vita a svariati piumini coloratissimi.

Tra le altre cose, non possiamo non citare la collaborazione con Swarovski, da cui sono nati numerosi gioielli cristalli upcycled (con materiali di scarto).

A prescindere dalle innumerevoli collaborazioni, la progettualità dello stilista, resta quella di far convergere l’innovazione con il tradizionale rispetto per la natura. Non a caso, il motto di Tiziano Guardini è: “L’ecosostenibilità è la capacità di percepire la sacralità della vita”.

Margherita Parascandalo

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