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Massimo Castelli, il sindaco di un milione di alberi, che punta tutto sulla natura

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Massimo Castelli, il sindaco di un milione di alberi, che punta tutto sulla natura

“Sindaco di un milione di alberi”. Così si è definito Massimo Castelli, sindaco di Cerignale, al Corriere della Sera. Immerso nell’Appennino Occidentale (in provincia di Piacenza), il paese conta 122 abitanti. La natura qui, quindi, la fa da padrona.

Massimo Castelli è anche coordinatore nazionale dei piccoli comuni, per i quali si è sempre battuto, denunciando più volte la loro progressiva scomparsa.

La natura come punto di forza

La natura è il punto di forza di questo paesino. E ciò è emerso soprattutto in questo periodo segnato dal Coronavirus.

Lo stesso sindaco, in un’intervista al Corriere della Sera, ha definito la zona “il salvadanaio del futuro”. Gli alberi, infatti, costituiscono una risposta duplice contro la crisi pandemica e quella climatica.

Per far rivivere queste zone è necessario ripartire dalla natura. Come specifica lo stesso sindaco:

“Il bosco abbandonato è un disastro e va governato come si faceva un tempo, quando dipendevamo dalla natura e ne facevamo parte. Oggi vanno ricostruiti i legami con le terre marginali, ma soprattutto bisogna ricreare condizioni di vita e di lavoro in questi luoghi. Noi siamo un po’ come i congolesi: quello che c’era di buono se lo sono presi gli altri”.

Ciò che rende ancora più ricco questo paese sono la grande abbondanza di acqua, disponibile perchè molte stalle sono state chiuse e i mulini hanno smesso di lavorare. E la centrale idroelettrica, che permette di consumare più energia di quella consumata attualmente dagli abitanti.

Un altro grande passo verso la salvaguardia della natura è stato fatto con l’aiuto dell’architetto Davide Groppi. Tutti i lampioni del piccolo paesino sono spariti, al loro posto sono stati illuminati direttamente i muri delle case.

In questo modo non si rende solo più suggestivo il paesaggio, ma si riduce drasticamente l’inquinamento visivo.

I giovani come destinatari dei cambiamenti

Uno degli obiettivi di Castelli è quello di avvicinare i giovani. Grazie all’economia circolare e alla green economy. Creando cioè occupazione in equilibrio con la natura.

I giovani sono il domani. E loro sono gli unici che possono trasformare questo paesino – che ad oggi sembra essere fuori dal mondo – in una vera e propria risorsa. Nella base, quindi, su cui costruire le fondamenta del loro futuro.

Tradizione e innovazione

Partire dalla tradizione (agricoltura e allevamento) – con un occhio sempre puntato sull’innovazione – è il modo più vantaggioso per fare crescere questi luoghi.

Sul solco della tradizione, infatti, il sindaco aveva avanzato una proposta per evitare la scomparsa della razza bovina ottonese, molto diffusa nella zona. Per riattivare l’allevamento, cioè, aveva proposto l’adozione a distanza delle mucche. L’idea, purtroppo, non è andata a buon fine, perché nessuno era disponibile a gestire l’operazione.

Le iniziative regionali

Seguendo l’esempio del sindaco degli alberi, il presidente della regione, Stefano Bonaccini, ha lanciato un piano per la forestazione. Piantare quattro milioni di alberi nei prossimi cinque anni da Rimini alla Val Trebbia. Uno per ognuno dei suoi abitanti. Quest’anno saranno piantati i primi 500 mila nei giardini privati e delle scuole, in aree pubbliche e private.

Il poeta ambientalista Gary Snyder scriveva: “La natura non è un posto da visitare ma il sentirsi a casa”. Questo è proprio l’obiettivo del sindaco degli alberi: fare della natura la propria casa e coesistere con essa.

Marianna Fierro

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