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“End of waste”: che sia davvero vicina la “fine dei rifiuti”?

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“End of waste”: che sia davvero vicina la “fine dei rifiuti”?

“End of waste”. Letteralmente la fine di rifiuti (e l’inizio del riciclo di carta e cartone). Questo il nome del decreto firmato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Che segue la norma sui PAP, rifiuti da prodotti assorbenti per la persona (decreto firmato il 15 maggio 2019). E sulla gomma vulcanizzata granulare, (firmato a marzo 2020).

I numeri in Italia

La carta complessivamente raccolta in Italia nel 2018 si aggira intorno ai 5,3 milioni di tonnellate. Cui si aggiunge quella proveniente da rese e da altre attività industriali. Per un totale di circa 6,65 milioni di tonnellate.

La carta da macero può essere riusata come materia prima nella manifattura di carta e cartone ad opera dell’industria cartaria, nonché in industrie che utilizzano come riferimento la norma UNI EN 643.

Ed è qui che subentra un altro beneficio del decreto. Infatti, riciclare significa anche creare posti di lavoro. Che, soprattutto in questo periodo storico, sono assolutamente necessari.

Come ha affermato lo stesso Costa:

“L’End of Waste è un tassello indispensabile per la valorizzazione del potenziale dei rifiuti. E può dare un forte contributo allo sviluppo delle potenzialità del settore di riciclo. Una società del riciclo e del recupero diventa tale nel momento in cui i materiali possono essere reintrodotti sul mercato ed essere in grado di competere con le materie prime vergini. Consentendo una riduzione del consumo di risorse naturali e materie prime e la riduzione del quantitativo di rifiuti da destinare allo smaltimento”.

Il regolamento

Il testo stabilisce finalmente i criteri che devono essere rispettati affinché i rifiuti di carta e cartone da macero cessino di essere qualificati come tali, per poter diventare prodotti da immettere nel successivo processo industriale.

Il regolamento End of Waste per carta e cartone si suddivide in 7 articoli (che definiscono gli ambiti di applicazione, i criteri ai fini della cessazione della qualifica di rifiuto, gli scopi specifici di utilizzabilità). E in 3 allegati:

  • l’allegato 1 reca i criteri generali ai fini della cessazione della qualifica di rifiuto, con esplicito riferimento alla norma UNI EN 643.
  • il 2 individua gli scopi specifici per cui sono utilizzabili la carta e cartone recuperati.
  • il 3 riporta il modello della dichiarazione di conformità (DDC), redatta sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, che reca l’anagrafica del produttore e le dichiarazioni del produttore sulle caratteristiche della carta e cartone recuperati.

In conclusione, quindi, che sia questa davvero la fine dei rifiuti?

Anna Gaia Cavallo

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