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Goal 2: sconfiggere la fame

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Goal 2: sconfiggere la fame

Il secondo obiettivo dell’Agenda 2030 dell’ONU (Goal 2) è porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

È fondamentale rivalutare il modo in cui coltiviamo, condividiamo e consumiamo il cibo. L’agricoltura, la silvicoltura e la pesca – se usate al meglio – possono offrire cibo nutriente e generare anche redditi per tutti.

Purtroppo, oggigiorno, suoli, fiumi, oceani, foreste e la nostra biodiversità si stanno degradando rapidamente. Di conseguenza, il cambiamento climatico sta esercitando pressioni esponenziali sulle risorse dalle quali dipendiamo. In aumento anche i rischi associati a disastri ambientali come siccità e alluvioni.

Drammatica anche la situazione nelle zone rurali, in cui molte donne si trovano costrette a trasferirsi in città, perché impossibilitate nel sostenersi con i proventi ricavati dalle loro terre. 

È doveroso un cambiamento profondo nel sistema mondiale agricolo e alimentare. Solo in questo modo potremmo essere in grado di nutrire 795 milioni di persone che oggi soffrono la fame, in aggiunta agli altri 2 miliardi di persone che abiteranno il nostro pianeta presumibilmente nel 2050.

Goal 2: fatti e cifre

1.    Fame

•    Circa 795 milioni di persone nel mondo – ovvero una persona su nove – sono denutrite;

•    La maggior parte di chi soffre la fame vive in Paesi in via di sviluppo, dove il 12,9% della popolazione è denutrita;

•    L’Asia è il continente con il maggior numero di individui che soffre la fame: due terzi della popolazione totale. Negli ultimi anni la percentuale si è ridotta in Asia meridionale, ma è aumentata leggermente in Asia occidentale;

•    I maggiori problemi di denutrizione si rilevano in Asia meridionale, con quasi 281 milioni di persone denutrite. In Africa subsahariana, le proiezioni per il periodo 2014-2016 indicano un tasso di denutrizione di quasi il 23%;

•    La malnutrizione provoca quasi la metà (45%) delle morti nei bambini al di sotto dei cinque anni: 3,1 milioni di bambini all’anno;

•    Nel mondo, un bambino su quattro soffre di ritardo nella crescita. Nei Paesi in via di sviluppo, la proporzione può salire a 1 su 3;

•    Nelle regioni in via di sviluppo, 66 milioni di bambini che possiedono un’età per frequentare la scuola primaria vanno a scuola affamati, con 23 milioni solo in Africa.

2.    Sicurezza alimentare

•    L’agricoltura è il settore che impiega il maggior numero di persone in tutto il mondo, fornendo mezzi di sostentamento per il 40% della popolazione mondiale. È la principale fonte di reddito e di lavoro per le famiglie rurali più povere;

•    500 milioni di piccole aziende agricole nel mondo, la maggior parte delle quali dipende da risorse piovane, forniscono l’80% del cibo che si consuma nella maggior parte del mondo sviluppato. Investire nei piccoli agricoltori, sia donne sia uomini, è la strada migliore per aumentare la sicurezza alimentare e la nutrizione dei più poveri, e per aumentare la produzione alimentare per i mercati locali e globali;

•    Dal 1900, il settore agricolo ha perso il 75% della varietà delle colture. Un uso migliore della biodiversità agricola può contribuire ad un’alimentazione più nutriente, a migliori mezzi di sostentamento per le comunità agricole e a sistemi agricoli più resilienti e sostenibili;

•    Se le donne attive in agricoltura avessero pari accesso alle risorse rispetto agli uomini, il numero delle persone che soffre la fame nel mondo potrebbe ridursi fino a 150 milioni;

•    1,4 miliardi di persone non hanno accesso all’elettricità; la maggior parte di queste persone vive in aree rurali delle regioni in via di sviluppo. In molte regioni, la scarsità energetica rappresenta uno dei principali ostacoli all’obiettivo di ridurre la fame e di assicurare che il mondo produca cibo sufficiente a soddisfare la domanda futura.

Target

2.1 Entro il 2030, eliminare la fame e assicurare a tutte le persone, in particolare i poveri e le persone in situazioni vulnerabili, tra cui i bambini, l’accesso a un’alimentazione sicura, nutriente e sufficiente per tutto l’anno;

2.2 Entro il 2030, eliminare tutte le forme di malnutrizione, incluso il raggiungimento, entro il 2025, degli obiettivi concordati a livello internazionale sull’arresto della crescita e il deperimento dei bambini sotto i 5 anni di età, e soddisfare le esigenze nutrizionali di ragazze adolescenti, in gravidanza, in allattamento e delle persone anziane;

2.3 Entro il 2030, raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori di alimenti su piccola scala, in particolare le donne, le popolazioni indigene, le famiglie di agricoltori, pastori e pescatori, anche attraverso l’accesso sicuro e giusto alla terra, ad altre risorse e stimoli produttivi, alla conoscenza, ai servizi finanziari, ai mercati e alle opportunità che creino valore aggiunto e occupazione non agricola;

2.4 Entro il 2030, garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e applicare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, che aiutino a conservare gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, alle condizioni meteorologiche estreme, alla siccità, alle inondazioni e agli altri disastri, e che migliorino progressivamente il terreno e la qualità del suolo;

2.5 Entro il 2020, assicurare la diversità genetica di semi, piante coltivate e animali da allevamento e domestici e le loro specie selvatiche affini, anche attraverso banche del seme e delle piante gestite e diversificate a livello nazionale, regionale e internazionale, e promuovere l’accesso e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche e delle conoscenze tradizionali collegate, come concordato a livello internazionale;

2.a Aumentare gli investimenti, anche attraverso una cooperazione internazionale rafforzata, in infrastrutture rurali, servizi di ricerca e di divulgazione agricola, nello sviluppo tecnologico e nelle banche genetiche di piante e bestiame, al fine di migliorare la capacità produttiva agricola nei Paesi in via di sviluppo, in particolare nei Paesi meno sviluppati;

2.b Correggere e prevenire restrizioni commerciali e distorsioni nei mercati agricoli mondiali, anche attraverso l’eliminazione parallela di tutte le forme di sovvenzioni alle esportazioni agricole e tutte le misure di esportazione con effetto equivalente, conformemente al mandato del “Doha Development Round”;

2.c Adottare misure per garantire il corretto funzionamento dei mercati delle materie prime alimentari e dei loro derivati e facilitare l’accesso tempestivo alle informazioni di mercato, anche per quanto riguarda le riserve di cibo, al fine di contribuire a limitare l’estrema volatilità dei prezzi alimentari;

Gli indicatori utilizzati 

Per garantire gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, l’ASviS ha introdotto una serie di strumenti statistici, analitici originali ed innovativi.

Oltre ad un database – con le serie storiche di tutti gli indicatori selezionati dall’ONU e resi noti dall’Istat – sono stati presentati anche degli indicatori compositi relativi ai singoli SDG’s.

Si tiene in considerazione una prospettiva temporale, al fine di fornire una misura sintetica e di facile lettura del percorso di avvicinamento – o di allontanamento – agli stessi. 

L’indicatore composito relativo all’obiettivo 2 è stato costruito sulla base dei seguenti indicatori:

  • Eccesso di peso dei bambini;
  • Produzione per unità di lavoro delle aziende agricole, per classe di unità; di lavoro e per classe di fatturato euro;
  • Quota di superficie agricola utilizzata (SAU) investita da coltivazioni biologiche; 
  • Propensione alla spesa in agricoltura delle amministrazioni pubbliche; 
  • Aiuto Pubblico allo Sviluppo in agricoltura  (prezzi costanti anno 2015).

L’indice composito del Goal 2 è passato da 100 del 2010 a 114,2 del 2015. Il biennio 2012 – 2013 aveva fatto registrare un calo consistente a causa dell’aumento di peso tra i bambini, poi rientrato. 

Valutazione qualitativa dell’impatto della crisi da Coronavirus sugli indicatori di sviluppo sostenibile del Goal 2

Per il Goal 2 si evidenziano due elementi: l’andamento del settore agricolo e i comportamenti alimentari.

Gli indicatori relativi alla produzione agricola restano tendenzialmente invariati durante la pandemia. 

Non appare possibile, invece, prevedere l’andamento degli indicatori strettamente legati a comportamenti personali. Eccezione fatta per quello legato alla buona alimentazione. Atteso in peggioramento perché la riduzione delle disponibilità economiche potrebbe gravare anche sulla qualità del cibo consumato.

Il concetto di food system

L’Obiettivo principale del Goal 2 per l’Agenda 2030 è la disponibilità di cibo per tutti.

Non basta che questo sia commestibile. È necessario che sia anche di qualità, sicuro e che rispetti le necessità dietetiche e del processo biologico. 

Pertanto, dobbiamo passare  da una logica di “food for food” ad una di “right to food”. In cui sostenibilità economica, ambientale e sociale, diventino il perno del discorso.

Bisogna riformulare il paradigma alimentare di tutti gli stakeholder coinvolti: imprese, fruitori, settori a supporto, governance e decisori politici.

Si deve progressivamente arrivare ad un nuovo concetto di “food systems”.

Garantire un buono stato di salute significa educare a nuovi stili di vita alimentari sostenibili.

La situazione attuale nel mondo

Attualmente una persona su nove è sottonutrita. Cioè non ha cibo a sufficienza per condurre una vita attiva, sana e produttiva.

A livello globale, la malnutrizione è al 45% una delle cause scatenanti delle morti infantili, sotto ai 5  anni di età.

Dal 1990, il numero di persone affamate è diminuito di 216 milioni. Una riduzione del 21,4%, a fronte di un aumento di 1,9 miliardi nella popolazione mondiale. 

La malnutrizione cronica compromette all’incirca 155 milioni di bambini in tutto il mondo. Limita anche la loro crescita cerebrale e fisica, generando ulteriori rischi di morte, malattie in età adulta. 

A partire dal 2017, solo 26 dei 202 paesi membri delle Nazioni Unite sono sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di sviluppo sostenibile.

Il 20% non ha fatto molti passi in avanti e quasi il 70% non ha sufficienti dati per determinare i propri progressi.

La situazione attuale in Europa 

L’indice composito ha mostrato un andamento pressoché stabile dal 2010 al 2014.

Negli ultimi quattro anni, invece, è stato rilevato un lieve miglioramento.

Dal 2015 è in aumento la superficie agricola dedicata alle coltivazioni e la produttività in agricoltura. Essa è aumentata fino al 2017, ma poi ha subito un’inversione di tendenza nel 2018.

L’impatto ambientale dell’agricoltura è in costante peggioramento, a causa delle emissioni di ammoniaca, pari nel 2017 a 20,3 Kg per ettaro coltivato.

Nel caso specifico del Goal 2, le distanze tra i Paesi europei sono abbastanza contenute.

Malta presenta un valore dell’indice composito che dista oltre 12 punti dal penultimo Paese, ossia la Romania. La Slovenia ha vissuto un netto miglioramento tra il 2010 e il 2018, grazie all’aumento della percentuale di agricoltura biologica, del supporto governativo alla ricerca e sviluppo in agricoltura. 

L’Italia si colloca in una posizione leggermente conveniente rispetto alla media europea. 

La situazione attuale in Italia 

Dopo il miglioramento segnalato fino al 2015 – legato principalmente all’incremento della produzione per unità di lavoro delle aziende agricole e della quota di superficie agricola utilizzata (SAU) per coltivazioni biologiche – nei successivi quattro anni l’indicatore composito ha mostrato un andamento stabile. 

Secondo l’Istat, nei primi due trimestri del 2020 l’agricoltura ha registrato diminuzioni del valore aggiunto, rispetto al trimestre precedente, pari all’1,9% e al 3,7%.

La riduzione delle unità di lavoro è stata pari all’1,8% e al 3%. La contrazione dei redditi da lavoro dipendente è stata pari allo 0,2% e allo 0,7%. 

Sulla base di tali informazioni, gli effetti negativi della pandemia – legati al settore agricolo e al peggioramento della qualità dell’ alimentazione – presagiscono cattive sorti per l’Obiettivo 2.  

Fonte: rapporto ASviS 2020

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