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Radiazione germicida ultravioletta: è davvero efficace contro il Covid – 19?

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Radiazione germicida ultravioletta: è davvero efficace contro il Covid – 19?

La radiazione germicida ultravioletta (UVGI), è un metodo di sterilizzazione che usa la luce ultravioletta (UV) con lunghezze d’onda comprese nella banda UV-C (tra 100 e 280 nanometri). Che modifica il DNA o l’RNA dei microorganismi e quindi impedisce loro di riprodursi o di essere dannosi.


È utilizzata per la disinfezione di cibo, acqua e aria. La luce UV è considerata un mutagene a livello cellulare da più di un secolo.

Utilizzare un dispositivo UVGI in ambienti come sistemi di circolazione dell’acqua e dell’aria uccide microorganismi patogeni, virus e muffe. Associati ad un sistema di filtraggio possono rimuovere i microorganismi pericolosi da questi ambienti.

Efficacia della sterilizzazione

L’efficacia delle lampade germicide dipende nello specifico da due fattori: il tempo di esposizione e la vicinanza alla sorgente luminosa.

Più prolungata sarà l’esposizione agli UV – C, più questa sarà letale per i microorganismi. Inoltre, più la sorgente degli UV – C sarà ravvicinata, più la sterilizzazione sarà efficace.

Questo significa che non saranno sufficienti pochi secondi per disinfettare una superficie. Ma sarà necessario un tempo di esposizione prolungato (solitamente almeno 15 minuti) a distanza relativamente ravvicinata.

La radiazione germicida ultravioletta è anche dannosa?

È necessario ricordare che i raggi UV – C sono pericolosi. Non solo per virus e batteri, ma anche per l’uomo.

Gli effetti negativi di questi raggi si applicano infatti a qualunque essere vivente. E l’essere umano non fa eccezione.

Non è possibile, infatti, utilizzare la radiazione germicida ultravioletta per sterilizzare la propria pelle ed è impossibile avvicinarla agli occhi. In quanto i raggi UV – C potrebbero causare ustioni, con potenziali effetti cancerogeni, e problemi di vista temporanei o permanenti.

Questi dispositivi vanno utilizzati solamente su elementi inorganici. Come ad esempio smartphone, occhiali, monete, banconote, o altri oggetti di uso quotidiano da sterilizzare.

Radiazione germicida ultravioletta e Covid – 19

Attualmente si sta cercando di provare l’efficacia di queste lampade anche contro il Covid – 19.

Le ricerche, però, fino ad ora non hanno ancora portato risultati ufficiali.

È garantito che la radiazione germicida ultravioletta possa contrastare virus simili al Covid – 19. Come ad esempio la SARS o la MERS, due tipologie di virus considerate molto simili nelle loro caratteristiche al nuovo coronavirus. Ma non è detto che possano funzionare anche con quest’ultimo.

Nel caso in cui dovesse essere efficace, si potrebbe utilizzare per la disinfezione della mascherina. Ma attualmente non ci sono dati certi. Di conseguenza è sempre meglio utilizzarne una nuova.

Metodi alternativi

La radiazione germicida ultravioletta non è l’unico metodo che possiamo utilizzare per sanificare.

Esistono infatti altri tipi di disinfezione ugualmente efficienti.

Come la ionizzazione. Che si basa sull’immissione nell’aria di ioni negativi. Questi hanno potere di aumentare il flusso di ossigeno al cervello, generare energia, alleviare fastidi stagionali (come tosse e raffreddore) e produrre benefici sull’apparato respiratorio, poiché tendono ad agglomerare le polveri sottili liberando l’aria da queste.

Esiste anche la fotocatalisi. Che in sostanza trasforma (attraverso dei raggi UV) l’umidità dell’aria in perossido di idrogeno (acqua ossigenata).

Attualmente vengono impiegate soprattutto le pitture fotocatalitiche. Che neutralizzano gli agenti inquinanti presenti nell’aria.

Infine, troviamo la ozonizzazione. Che ha un forte impatto su virus, batteri, muffe, funghi ed acari. Ed ha anche un effetto deodorante. Ad oggi è tra le sanificazioni più richieste, poiché riconosciuta dal Ministero della Sanità come presidio naturale per la sterilizzazione degli ambienti.

In definitiva non solo la radiazione germicida ultravioletta non è utile contro il Covid – 19 (per quel che sappiamo), ma può essere anche nociva per la salute e per la sanificazione esistono validissime alternative (meno pericolose).

Maria De Luca

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