Breaking News
  • Biodiversità, attacco senza precedentiNei giorni scorsi a Parigi è stato presentato il rapporto dell’Ipbes (Onu). Biodiversità, attacco senza precedenti Tre quarti dell'ambiente terrestre e circa il 66% dell’habitat marino sono stati modificati in modo significativo. [...]
  • Condomini “aperti” e risparmio energeticoLa campagna di Legambiente “Civico 5.0” ed il racconto delle 22 esperienze attivate nella Penisola. Condomini “aperti” e risparmio energetico I modelli operativi più efficaci per adottare sistemi maggiormente sostenibili in considerazione [...]
  • Stop pesticidi, battaglia di civiltàL’obiettivo del 40% della Sau (Superficie Agricola Utilizzata) condotta con il metodo biologico entro il 2030. Stop pesticidi, battaglia di civiltà Il Wwf Italia, insieme con le associazioni che aderiscono alla Campagna [...]

Musica green: quando le canzoni raccontano l’ambiente

Line Spacing+- AFont Size+- Print This Article
Musica green: quando le canzoni raccontano l’ambiente

Quando anche la musica è green. Ci sono canzoni che raccontano intere epoche. Canzoni che narrano di struggenti storie d’amore. E poi ci sono le canzoni che parlano dell’ambiente in cui viviamo.

Sono stati tantissimi gli artisti che negli anni hanno trattato il tema. Del resto, questo riguarda tutti, nessuno escluso. E se è vero che la musica riesce a cogliere tutte le sfaccettature della vita, non poteva non entrare nel mondo green, per cogliere anche le sue.

Cantanti italiani e musica green

È il 1966 quando Adriano Celentano sale sul palco di Sanremo raccontando la storia del “Ragazzo della via Gluck”. Nato per caso in una casa fuori città, circondato da “gente tranquilla, che lavorava”.

Solo un anno dopo, Francesco Guccini scrive, in “Noi non ci saremo”, di una catastrofica palla di fuoco che avrebbe distrutto l’umanità.

Quattro anni dopo Lucio Dalla – insieme a Paola Pallottino – canta de “Il bambino di fumo”. Un bambino che “piange sulla città con gli occhi azzurri bruciati dal dolore, ma lassù anche il pianto diventa carbone”. Il riferimento all’inquinamento atmosferico – lo “smog” – è chiaro.

Risale agli anni ’70 anche “Eppure soffia”, di Pierangelo Bertoli. Uno dei brani simbolo dell’impegno nella lotta all’inquinamento. Si tratta di una delle canzoni “più ecologiste” dell’intero repertorio italiano.

La musica green oltreoceano

Voliamo adesso oltreoceano. Siamo nel 1966 (molto prima quindi del periodo in cui Paul McCartney avrebbe sposato la causa ambientalista delle organizzazioni internazionali Friends of the Earth e Greenpeace). Ma i Beatles già cantano “Mother Nature’s Son”, un omaggio alla pace della campagna.

Passano quattro anni. Joni Michell, durante il suo primo viaggio alle Hawaii, una mattina, affacciandosi alla finestra del suo albergo, vede bellissime montagne verdi in lontananza. Poi, guarda giù e vede un enorme parcheggio. Decide così di scrivere “Big yellow taxi”, che parla di come l’uomo abbia rovinato la natura.

Solo due anni dopo, anche Marvin Gaye – icona indiscussa del soul e dell’R&B – si avvicina ai temi ambientali. E compone “Mercy, Mercy Me (The Ecology)”, una vera e propria preghiera in musica, un grido d’aiuto.Le cose non sono più come una volta”, canta Gaye, elencando una serie di tragedie che si abbattono sugli elementi più puri e vitali del nostro ambiente. “Dove sono finiti tutti i cieli blu? Il veleno è il vento che soffia da Nord, da Sud e da Est”.

Arriviamo al 1988. I Talking Heads decidono di raccontare, in “(Nothing But) Flower”, un mondo al contrario. Il cui il progresso ha raggiunto il suo culmine. E l’uomo sembra essersi dimenticato della bellezza della natura. Siamo assuefatti al progresso. Ma questo non ci allontana forse dalle cose più semplici – ma essenziali – della vita?

Passano altri sette anni. È il 1995. Micheal Jackson si trova in Austria, in un hotel. Ed inizia a riflettere e ad addolorarsi per la condizione del Pianeta. Decide di scrivere la canzone della Terra (Earth Song). Perchè “con lo squilibrio ecologico in corso, e molti dei problemi ambientali, la Terra sente il dolore”. Ed affinchè “la gente ascolti la voce del pianeta”.

Lou Reed ed i Pearl Jam e la tutela del mondo animale

Nel 1989 Lou Reed parlava dell’ultima grande balena americana (“Last great American whale”). E di quanto l’uomo non curi l’ambiente in cui vive (sia esso mare, oppure terra).

Hanno affrontato lo stesso tema esattamente dieci anni dopo i Pearl Jam in “Whale song”. Brano scritto per denunciare gli orrori della caccia alle balene, ingannate da baleniere vigliacche, pronte a sfruttare qualsiasi cosa in cambio di denaro e a trarre vantaggio “da tutto ciò che è libero”: “il cuore di una balena è grande come una macchina. La mente di un baleniere è macchiata di oscurità”.

La musica ha il potere di smuovere le anime. Che possa contribuire a sensibilizzare le persone alle tematiche ambientali?

Anna Gaia Cavallo

0 Comments

No Comments This Article Has No Comments Yet

Sorry, either someone took all the comments and ran away or no one left any in the first place !

But You can be first to leave a comment !

Leave Your Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

nove − sei =

Banner
Banner
Banner
Banner

Archivi

Ecobionews