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Ecocidio: crimine contro l’umanità o questione morale?

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Ecocidio: crimine contro l’umanità o questione morale?

L’ecocidio è un crimine contro l’umanità, oppure una questione puramente morale?

Cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento.

Storia e definizione dell’Ecocidio

Il termine “ecocidio” è attribuibile agli anni Settanta. Momento storico in cui, per la prima volta, si incominciò a dibattere sul diritto di cui anche la “Natura può avvalersi”.

A seguito della Conferenza sulla guerra e la responsabilità nazionale, tenutasi a Washington durante quegli anni, molti studiosi hanno iniziato a dibattere sulla reale necessità di far rientrare l’ecocidio in una dimensione legale e di criminalità internazionale. Primo passo per stabilire un dovere. Non solo una tendenza etica e morale nei riguardi di tutte le forme di vita presenti sulla terra.

L’ecocidio è un crimine contro l’ambiente naturale, di cui fanno parte esseri animali e umani. Di conseguenza, si profila come un vero e proprio assassinio perpetrato ai danni della Terra.

Nello specifico, il termine mette in evidenza i danni causati alla terra, al mare, alla flora e alla fauna, e quindi a tutti gli ecosistemi danneggiati per mano dell’uomo.

L’ecocidio è, quindi, l’apice di un danno collaterale. Che per forza di cose travolge i vari livelli in sinergia con l’ambiente, siano essi culturali, psicologici, o emotivi. 

Crimini contro la pace: potrebbe rientrarvi l’ecocidio?

Lo Statuto di Roma – da cui è nata la Corte penale internazionale – necessita ancora molte modifiche. Tra queste, appunto, l’inclusione dell’ecocidio.

La Cpi, di fatto, ha giurisdizione su quattro categorie di crimini, noti come crimini contro la pace. E cioè il genocidio, i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e i crimini di aggressione. Dell’ecocidio nemmeno l’ombra.

Pensare che l’ecocidio non rientri a pieno titolo tra i crimini contro la pace, acutizzerebbe indirettamente l’impossibilità di addebitare una responsabilità personale, ad uno o più soggetti fisici precisi.

Quindi, istituire l’ecocidio come crimine internazionale significherebbe porre fine all’immunità e all’impunità di industrie e aziende colpevoli.

L’appello delle Associazioni

Il Wwf (World Wide Fund for Nature) nel Living Planet Index, ha fatto sapere che nel 2020, sono spariti circa 2 / 3 della fauna selvatica del pianeta Terra.

L’ecocidio, infatti, a detta del Wwf, coinciderebbe con la distruzione dei vari habitat naturali presenti nel mondo. Tale scelta implicherebbe l’incessante crescita di nuovi spazi per l’agricoltura. In cui, però, l’unico obiettivo diventerebbe così la sola produzione di qualche prodotto finale a sfavore delle conservazioni ambientali degli stessi luoghi.

“Fermiamo la devastazione! Fermiamo l’ecocidio delle Alpi apuane!”. Questo, è invece, l’appello accorato degli attivisti di “Fridays for Future Asti”.

Le Alpi Apuane sono la sede della più grande riserva idrica della Toscana e rappresentano il 50% di tutta la biodiversità della Regione. E sono – chiaramente non per scelta – vittime di un’escavazione selvaggia. Che le sta distruggendo ad un ritmo impressionante. Basti pensare che negli ultimi 30 anni è stato estratto più marmo che in tutti i 2000 anni di storia precedenti al 2020.

L’alleanza mondiale

Per i tanti motivi citati, il 23 ottobre scorso, l’eurodeputata francese Marie Toussaint ha dato vita a “l’International parliamentary alliance for the recognition of ecocide”, una rete di deputati provenienti da tutti i continenti, che hanno come obiettivo finale quello di combattere per far sì che l’ecocidio diventi un crimine riconosciuto a tutti gli effetti dal sistema giuridico.

Hanno abbracciato la causa i ministri di molti Paesi. Come l’Europa, il Brasile, gli Stati Uniti e le Filippine.

Come ha affermato Samuel Cogolati, deputato belga che ha aderito all’iniziativa:

“In questo momento la legge vieta i furti e il traffico di droga. Ma tace sui crimini più gravi commessi contro il pianeta. Ora siamo tutti vittime del degrado climatico, dell’inquinamento e del crollo della biodiversità. Dobbiamo proteggere la natura e le generazioni future in modi molto più forti. Dobbiamo riconoscere il valore intrinseco degli ecosistemi nel nostro codice penale”.

In definitiva, alla luce di tutto ciò, la risposta alla domanda iniziale sembra scontata. L’ecocidio dovrebbe essere considerato un vero e proprio crimine contro l’umanità. Non si tratta assolutamente di una questione puramente morale. Sarebbe interessante cercare di comprendere anche in che modo l’Italia risponda alla questione dell’ecocidio, visti gli innumerevoli crimini commessi – intenzionalmente o meno – soprattutto nel Sud Italia.

Margherita Parascandalo

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