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La vera minaccia per l’economia sono i cambiamenti climatici

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La vera minaccia per l’economia sono i cambiamenti climatici

La vera minaccia per l’economia sono i cambiamenti climatici. Lo affermano diversi studi, che evidenziano il peso degli effetti del riscaldamento globale sull’economia.

Le ripercussioni dei cambiamenti climatici sul sistema finanziario: lo studio

Uno studio pubblicato di recente sulla rivista Nature Climate Change – frutto della collaborazione di un team internazionale di ricercatori che comprende autori di CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, RFF – CMCC European Institute on Economics, Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna, Università Bocconi, Politecnico di Milano – ha evidenziato come i danni dei cambiamenti climatici possano avere un effetto importante sulla stabilità del sistema finanziario.

L’approccio utilizzato nello studio prevede l’uso di un modello ad agenti eterogenei (agent – based). Che permette di descrivere il sistema economico a livello di singoli attori – imprese, banche, decisori politici, ecc. – esposti ai danni dei cambiamenti climatici.

Perchè il cambiamento climatico riversa i suoi effetti sul sistema finanziario?

Perchè gli eventi estremi ad esso associati – come alluvioni, frane, innalzamento del livello del mare e tempeste – possono determinare un incremento delle infrastrutture a rischio. Cosa che si ripercuoterebbe negativamente sulle compagnie assicurative, per effetto dell’innalzamento dei premi.

Ed anche perchè le temperature più elevate riducono la produttività dei lavoratori e la profittabilità delle imprese. Ed a quel punto il deteriorarsi delle condizioni di bilancio di imprese, colpite dagli impatti del clima, porterebbe a delle insolvenze che, cumulate, andrebbero a minare la stabilità delle banche.

A loro volta le crisi finanziarie hanno ripercussioni sull’economia, perché causano una riduzione della produzione e dei consumi. Ma anche sulla finanza pubblica, per un aumento dei costi necessari alla ristrutturazione del sistema finanziario da parte dei governi.

Quanto saranno frequenti i fallimenti delle banche?

Qui arriva il primo dato allarmante. I fallimenti delle banche in futuro rispetto ad oggi potrebbero essere, a causa dei cambiamenti climatici, più frequenti anche del 248% (e comunque almeno del 26%).

Salvare le banche insolventi comporterebbe un costo per i governi pari a circa il 5% – 15% del PIL all’anno, portando a un’esplosione del debito pubblico, che potrebbe arrivare a raddoppiare nel 2100.

Come si possono scongiurare questi rischi?

In altre parole, quali sono le politiche macro – prudenziali progettate per mitigare il rischio di solvibilità del sistema finanziario?

Ce lo spiega Andrea Roventini, docente di Economia alla Scuola Superiore Sant’Anna:

“Lo studio ha evidenziato come, in presenza di impatti da cambiamento climatico, il regolamentatore finanziario può richiedere alle banche di fissare un limite ai prestiti erogati alle imprese che tenga conto anche dell’andamento del clima, così da minimizzare i rischi a cui il sistema finanziario si espone.”

Una cosa, però, va specificata. Anche agendo sui parametri di politica macro – prudenziale i danni restano comunque ingenti. Per cui gli autori suggeriscono di associare sempre a questo strumento strategie di mitigazione e adattamento forti ed incisive. 

In ogni caso, però, è ormai chiaro che gli effetti del cambiamento climatico pesino sul sistema economico. E non poco. Escluderli da quest’ultimo sarebbe una mossa incosciente.

Il peso degli effetti del cambiamento climatico deve rientrare nei modelli di previsione economica

Un altro studio – condotto dalla Georgetown University, insieme agli scienziati della Warwick University e pubblicato su Nature communications – ha stimato proprio i danni economici aggiuntivi che possiamo aspettarci a causa delle fluttuazioni della temperatura media globale e del graduale aumento delle emissioni di CO2 in atmosfera.

Del resto “le variazioni della temperatura della Terra si traducono in danni economici”, come ha spiegato Sandra Chapman, coautrice dello studio. E tentare di ignorarli – com’è stato fatto fino ad ora – non serve a nulla. Sono proprio lì, davanti ai nostri occhi. E non se ne andranno finchè non li avremo affrontati.

Quindi, a quanto ammontano “gli extra – danni” economici? Viaggeranno in una forbice compresa da 10 a 50 mila miliardi di dollari nei prossimi 200 anni. In poche parole, non agire sui cambiamenti climatici ha un costo altissimo.

Secondo gli autori dello studio è “evidente la necessità di ridurre le emissioni a un ritmo più rapido di quello attuale”. Ma bisogna “anche prepararsi a mitigare gli effetti e i costi”. Su cosa dovrebbero puntare i governi? Sempre secondo gli studiosi, sulla sicurezza alimentare, sugli investimenti in infrastrutture, sulla creazione di agenzie e supporti sociali.

In ogni caso, è chiaro che la vera minaccia per l’economia sono i cambiamenti climatici. È arrivato il momento di agire. Non c’è più tempo da perdere.

Anna Gaia Cavallo

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