Breaking News
  • Biodiversità, attacco senza precedentiNei giorni scorsi a Parigi è stato presentato il rapporto dell’Ipbes (Onu). Biodiversità, attacco senza precedenti Tre quarti dell'ambiente terrestre e circa il 66% dell’habitat marino sono stati modificati in modo significativo. [...]
  • Condomini “aperti” e risparmio energeticoLa campagna di Legambiente “Civico 5.0” ed il racconto delle 22 esperienze attivate nella Penisola. Condomini “aperti” e risparmio energetico I modelli operativi più efficaci per adottare sistemi maggiormente sostenibili in considerazione [...]
  • Stop pesticidi, battaglia di civiltàL’obiettivo del 40% della Sau (Superficie Agricola Utilizzata) condotta con il metodo biologico entro il 2030. Stop pesticidi, battaglia di civiltà Il Wwf Italia, insieme con le associazioni che aderiscono alla Campagna [...]

Le città campane sono poco green: come migliorare la situazione?

Line Spacing+- AFont Size+- Print This Article
Le città campane sono poco green: come migliorare la situazione?

Nel report annuale di Legambiente, le città campane hanno perso posizione anche quest’anno. Dimostrando ancora una volta di essere poco green.

I dati

Realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, il report annuale “Ecosistema Urbano” racconta – attraverso una classifica stilata sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani – il duro cambiamento green in atto nella Penisola. Cambiamento che, per le città campane poco green, sembra essere ancora più faticoso.

Il report, infatti, ha riportato dati non molto incoraggianti sulle città campane.

Napoli scende al novantesimo posto, rispetto al 2019, anno in cui era alla posizione ottantaquattro. Caserta perde ventiquattro posizioni scendendo alla posizione novantacinque. Salerno perde due posizioni, sistemandosi al settantasettesimo posto. Benevento subisce il più alto crollo, dalla quarantasettesima posizione dello scorso anno, al sessantesimo posto.

Buona, invece, la prestazione di Avellino che risulta miglior capoluogo in classifica, posizionandosi al trentunesimo posto. Il capoluogo ha, infatti, scalato di trentaquattro posizioni la classifica.

Quali sono i parametri di classificazione?

Le performance ambientali specifiche si basano su: 

  • inquinamento 
  • raccolta differenziata
  • rete idrica 
  • trasporto pubblico 
  • mobilità 
  • fonti rinnovabili

In generale, le città campane poco green faticano a dare risposte alle criticità che le attanagliano. 

A confermarlo i numeri sempre più elevati delle concentrazioni di biossido di azoto nell’aria. La situazione peggiore è quella di Salerno, dove si è registrata una media 38,4 μg/mc. Segue Napoli con 36,6 μg/mc. Poi Avellino con 20,9 μg/mc. Ed infine Benevento, con 22,0 μg/mc.

A preoccupare sono anche i numeri dei trasporti. Napoli con soli 98 passeggeri trasportati annualmente per abitante, è ancora lontana dalle altre grandi metropoli e città turistiche che troviamo quest’anno ai vertici della classifica. Come Venezia, con 705 viaggi/ab/anno e Milano 468 viaggi/ab.

Inoltre, Napoli conta 15 vetture – km / abitante, alla pari di Salerno. Ultima Caserta con 14 vetture – km / abitante.

Per quanto riguarda le isole pedonali, solo Napoli raggiunge la media di 0,47 metri quadrati per abitante, confermando la crescita dello scorso anno. Mentre Salerno e Benevento si avvicinano rispettivamente con 0,39 e 0,38 metri quadrati. Caserta fanalino di coda con appena 0,11 metri quadrati. 

Imbarazzanti anche i numeri sulla raccolta differenziata e sul verde urbano, oltre al fatto che, a confermare che le città campane siano poco green, si stima che una cospicua parte dell’acqua potabile immessa in rete venga sprecata.

Quali sono le soluzioni da adottare per salire in classifica? 

Come dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania:

“Le città campane poco green possono aggredire le emergenze e trasformarle in occasioni di cambiamento, guidando la transizione verso nuovi modelli economici. Possono optare per una produzione carbon free, investendo in posti di lavoro green, in mobilità nuova, in efficienza nei settori decisivi dell’edilizia, dell’energia, dei rifiuti, dell’uso del suolo e delle risorse naturali. Non bisogna inventare nulla, semplicemente applicare ricette che stanno funzionando in altre città italiane ed europee”. 

Secondo Legambiente, inoltre, ci sono dieci piccoli passi da poter fare in ogni città campana poco green. Come: 

  • ridisegnare strade, piazze e spazi pubblici delle città;
  • aumentare il verde urbano;
  • una mobilità verso “emissioni zero”;
  • priorità alla mobilità pubblica;
  • fuori i diesel e i veicoli più inquinanti dalle città;
  • road pricing e ticket pricing;
  • riqualificazione degli edifici pubblici e privati;
  • riscaldarsi senza inquinare;
  • rafforzare controlli su emissioni auto, caldaie, edifici;
  • intervenire su industrie e aree portuali.

Per l’associazione, giocano un ruolo fondamentale gli alberi: creando nuovi spazi verdi, sia nelle vie del centro che delle periferie, sia sugli edifici e sui tetti; le alberate, infatti, riparano gli stabilimenti dal calore e dal freddo, con un risparmio dell’energia stimato al 10%. 

Maria De Luca

0 Comments

No Comments This Article Has No Comments Yet

Sorry, either someone took all the comments and ran away or no one left any in the first place !

But You can be first to leave a comment !

Leave Your Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

quattro × uno =

Banner
Banner
Banner
Banner

Archivi

Ecobionews