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I giovani preferiscono la campagna

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I giovani preferiscono la campagna

I giovani preferiscono la campagna. Lo afferma un’analisi di Coldiretti su dati Infocamere. Più di 56 mila giovani sotto ai 35 anni sono alla guida di imprese agricole. 

L’analisi

In primis, va specificato che le rilevazioni alla base dello studio si riferiscono al terzo trimestre 2019. Ciò che emerge è che sono più di 548 mila le aziende guidate da under 35 in tutti i comparti produttivi, dal commercio alla manifattura ai servizi. Il settore agricolo, cioè, vanta più del 10% dei giovani imprenditori.

E se vi dicessimo che l’innovazione e l’originalità superano l’esperienza? Certo, senza competenze specifiche, niente è possibile. Ma in ogni caso le aziende “giovani” sono più produttive in media. Basti pensare che sono più grandi del 54% rispetto alla media, hanno un fatturato più elevato del 75% e il 50% di occupati per azienda in più.

E non solo. Le loro aziende – ben 7 su 10 – operano in settori più complessi. Come la trasformazione aziendale dei prodotti, le fattorie didattiche, gli agriasilo, il biologico, il turismo sostenibile, il recupero di specie animali e vegetali rare, la pet therapy, l’agribenessere e così via.

I neoimprenditori

Non più eredi di aziende agricole, ma veri e propri neoimprenditori. I giovani di oggi non sono figli di agricoltori, intenti a continuare la tradizione di famiglia. Sono giovani laureati (almeno la metà di loro lo è), insoddisfatti della vita di città, desiderosi di trovare “conforto” e lavoro in campagna.

E la maggior parte di loro riesce nel suo intento. Il 74% è orgoglioso del lavoro che svolge e il 78% è più contento di prima.

Largo alle donne

Che non si dica mai più che le donne non hanno ruoli apicali. Almeno, questo non succede in campagna. Il green si tinge di rosa in molti casi.

Circa un terzo – il 32% per essere precisi – delle aziende agricole vede al vertice una donna. Ed il dato è in crescita costante da cinque anni. Non è impossibile quindi che tra altri cinque la percentuale sarà cresciuta notevolmente.

I genitori vogliono figli agricoltori?

Sempre secondo lo studio Coldiretti / Ixé sì. Non solo i giovani preferiscono la campagna, ma anche i loro genitori. Almeno otto italiani su dieci sarebbero contenti se il proprio figlio trovasse lavoro nell’agricoltura.

Del resto, gli incoraggianti dati precedenti sul tasso di soddisfazione la dicono lunga. Chi non vorrebbe vedere suo figlio felice della propria vita e del proprio lavoro?

Ecco spiegato anche il boom di iscritti negli istituti di agraria. Dal 2012 al 2018 – dati del Ministero dell’Istruzione alla mano – l’incremento è stato del 36%.

C’è bisogno di spazi verdi

Fino a qui sembra tutto bellissimo. C’è però una conditio sine qua non tutto questo non sarebbe possibile. C’è bisogno di terreni disponibili e coltivabili. Ed ecco che arriva in soccorso agli aspiranti agricoltori la Banca nazionale delle terre agricole, che raccoglie e mette online l’inventario completo dei terreni agricoli che si rendono disponibili per i più svariati motivi. E che raccoglie, organizza e dà le informazioni necessarie sulle loro caratteristiche e sulle modalità e condizioni di cessione e di acquisto.

Per adesso, per fortuna in Italia i terreni non scarseggiano. Oggi è uno dei Paesi che ha visto e vede crescere di più la propria superficie forestale, che oggi copre il 36 per cento del totale. La crescita è stata addirittura di 1 milione di ettari in 30 anni, cioè 800 metri quadrati al minuto. L’importante, quindi, è che la crescita resti costante. Solo così i giovani potranno continuare ad avere un futuro in campagna.

Anna Gaia Cavallo

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