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L’utilità della raccolta differenziata: perchè è importante riciclare?

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L’utilità della raccolta differenziata: perchè è importante riciclare?

Ormai la raccolta differenziata fa parte della nostra vita quotidiana. Tutti abbiamo nelle nostre case diversi cestini per differenziare i materiali e anche per strada spesso – purtroppo non sempre – è possibile gettare i rifiuti separatamente. Ma qual è l’utilità della raccolta differenziata? Perché è così importante farla? E, soprattutto, perché è così importante farla in modo corretto?

Prima di rispondere a queste domande facciamo un breve excursus. 

Quando e perché nasce la raccolta differenziata?


La raccolta differenziata è l’effetto di una strategia politica volta non solo a ridurre la quantità di rifiuti, ma soprattutto ad incentivarne il riciclo.

Le prime norme dall’Unione Europea arrivano nel 1975.

In Italia, invece, la svolta si ha nel 1997 con il Decreto Ronchi. Grazie a Edo Rochi è nato un sistema di raccolta e riciclo dei rifiuti, regolato dal consorzio unico CONAI.

Ma arriviamo al punto: l’utilità della raccolta differenziata.

A cosa serve la raccolta differenziata?

Fare la raccolta differenziata apporta dei benefici all’ambiente e all’economia. 

La raccolta differenziata riduce il consumo di materie prime, l’utilizzo di energia, di acqua e l’emissione di gas serra.

Sul piano economico i vantaggi sono legati sia al grado di purezza del rifiuto, ma anche alla creazione di nuovi stabilimenti. Ne consegue un incremento dei posti di lavoro e lo sviluppo del proprio territorio.

La raccolta differenziata, dunque, è un sistema intelligente di smaltimento per ridurre i consumi energetici e i costi delle industrie, per risparmiate le risorse naturali del pianeta e limitare l’inquinamento.

Per beneficiare di questi vantaggi e non compromettere lo smaltimento e il riciclo, è fondamentale fare una buona raccolta differenziata.

Cosa comporta una raccolta differenziata fatta male?

L’utilità della raccolta differenziata, se non fatta in modo corretto, è compromessa.

Ogni volta che un prodotto non viene riciclato, finisce nelle discariche o negli inceneritori. I rifiuti e i gas inquinanti deteriorano il pianeta e pesano sulla nostra economia.

Le discariche a cielo aperto apportano danni a terra e acqua e danneggiano anche il cibo che arriva sulle nostre tavole. Andrebbero inoltre a favorire il degrado ambientale e a subirne le conseguenze sono anche flora e fauna.

I sistemi convenzionali (come accumulo nelle discariche e l’incenerimento in appositi impianti) non sono più sufficienti per smaltire il numero sempre più elevato di rifiuti. L’economia lineare, basata sull’usa e getta, non regge più.

È importante, dunque, fare la raccolta differenziata in modo corretto, per evitare di invalidare il processo di riciclaggio e di sprecare materie prime che potrebbero essere riutilizzate. 

A che punto siamo in Italia? 

Dall’ultimo rapporto dell’Istituto sui rifiuti urbani del 2019, riguardante l’anno 2018, emergono dati non molto incoraggianti sulla raccolta differenziata.

La produzione di rifiuti urbani nel 2018 è il 58,1%, ben 2,6 punti al di sopra dell’anno 2017.

Secondo le stime, la plastica rappresenta il 22,6% dei rifiuti urbani (pari a 3,9 milioni di tonnellate). Quella differenziata, però, è solo il 7,8% (circa 1,3 milioni di tonnellate). Dunque, corrisponde a circa un terzo della produzione totale.

Ancora più scoraggianti sono i numeri della plastica riciclata. Solo il 5% – circa 650 mila tonnellate – è avviato al riciclo. Eravamo partiti da 3,9 milioni di tonnellate. Il dato è molto basso.

La posizione dell’Europa

L’obiettivo del Parlamento europeo è zero rifiuti urbani in discarica.
Per combattere l’accumulo di rifiuti, l’Europa ha proposto un nuovo sistema di produzione.

Il 2 dicembre 2015 la Commissione Europea ha presentato un pacchetto di misure per l’economia circolare, entrate in vigore nel 2018. 

Economia circolare significa risparmio: per le imprese, per gli enti pubblici e per i consumatori. Significa meno materie prima da estrarre, trasportare e lavorare con benefici per l’ambiente e riduzione dei gas effetto serra.
Con questo modello di produzione, il prodotto è pensato fin dall’inizio per durare, essere riparato e riciclato. Questo oggetto dunque ritornerà ad essere una materia prima, la quale però non si importa e non si estrae. È materia prima accessibile ed ecosostenibile. 

Per raggiungere questo obiettivo, però, è importante far conoscere l’utilità della raccolta differenziata.

Come fare, dunque, una buona raccolta differenziata?

Le carenze della raccolta differenziata dipendono in primis da noi. Quello che manca è una corretta educazione alla divisione dei rifiuti. Eppure, al giorno d’oggi non dovrebbe essere difficile fare una buona raccolta differenziata. I supporti sono tanti. 

Ad esempio, l’app Junker aiuta a fare la raccolta differenziata in maniera semplice, veloce e senza errori. Basta inquadrare il codice a barre: Junker lo riconoscerà, lo scomporrà nelle materie prime che lo costituiscono e indicherà in quali bidoni queste vanno gettate. Recentemente l’app ha introdotto una nuova funzione: nel caso in cui non ci fosse il codice a barre basta una semplice foto.

In alternativa basta seguire le regole del proprio Comune. In base al comune di appartenenza, infatti, ci possono essere piccole variazioni nella raccolta differenziata. Scoprire quali sono, però, è davvero facile. Ormai tutti distribuiscono volantini e dépliant con la divisione dei vari rifiuti. In alternativa, si può semplicemente visitare il sito per ottenere tutte le informazioni utili.

Insomma, fare una buona raccolta differenziata bene non è poi così difficile. Serve solo un po’ di attenzione per il bene collettivo. Perché nessun materiale è di per sé dannoso per l’ambiente, ma è l’azione umana a renderli tali. 

Come afferma il manager, speaker e scrittore americano Mark Victor Hansen: “La spazzatura è una grande risorsa nel posto sbagliato a cui manca l’immaginazione di qualcuno perché venga riciclata a beneficio di tutti”.

Marianna Fierro 

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