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Idrogeno verde in Italia: sarà la nostra nuova fonte di energia?

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Idrogeno verde in Italia: sarà la nostra nuova fonte di energia?

L’Italia riceverà dieci miliardi, in dieci anni, da destinare all’energia rinnovabile alimentata ad idrogeno. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha limato gli ultimi dettagli delle linee guida per la strategia nazionale sull’idrogeno. Manca ancora una data per la pubblicazione (che è comunque attesa a breve). Poi seguirà una consultazione pubblica con i portatori di interesse, con l’obiettivo di consolidare una versione definitiva del documento per i primi mesi del 2021. Per l’idrogeno verde in Italia, Roma metterà a disposizione metà dell’intera somma, l’altro 50%, invece, arriverà da fondi europei e da finanziamenti privati.

Perché è stato scelto proprio l’idrogeno?

L’idrogeno verde in Italia può essere l’alternativa pulita e più efficace ai combustibili fossili. 

L’idrogeno rinnovabile viene prodotto utilizzando l’elettricità generata da energia eolica o solare, per alimentare l’elettrolisi dell’acqua. La chiave di volta è rappresentata dagli elettrolizzatori abbinati ai campi solari o eolici. In questo modo, parte dell’energia prodotta dai campi rinnovabili, invece che finire in rete, andrebbe ad alimentare la reazione chimica (l’elettrolisi) dell’acqua, separando le molecole di ossigeno da quelle di idrogeno. 

Il prodotto così ottenuto può essere utilizzato come gas per la mobilità, le caldaie e i settori industriali altamente impattanti, in termini di emissioni nocive. Una tecnica che secondo gli esperti – come afferma La Repubblica – se diffusa su scala commerciale, rappresenterebbe il “sacro graal” dell’energia rinnovabile.

E se, per produrre l’idrogeno verde, occorre una grande quantità di elettricità da fonte rinnovabile, allo stesso tempo si avrà una diminuzione dei prezzi delle energie pulite. Questo, sommato a un aumento della domanda dell’idrogeno green, potrebbe far calare il prezzo del gas da 6 a 1,7 dollari al chilogrammo entro il 2050. Al contempo, l’aumento dei prezzi del mercato del carbonio potrebbe giocare a favore della fonte pulita, che permetterà all’idrogeno verde in Italia, di soddisfare il 2% della domanda totale di energia.

Gli obiettivi del nostro Paese

L’obiettivo delineato dalla squadra di tecnici italiana, coordinata dal Viceministro Stefano Buffagni, è di ottenere 5 GW di capacità di elettrolisi entro il 2030. Ambiti d’impiego indicati dal documento sono i trasporti (treni e camion), l’industria pesante (riconversione delle raffinerie, ma non solo) e la miscelazione nella rete del gas naturale.

Inoltre, secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, alimentare l’energia con l’idrogeno verde in Italia, permetterebbe di eliminare fino a 8 milioni di tonnellate di CO2. Per la metà del secolo, se i costi continueranno a calare e si svilupperanno le necessarie economie di scala, il MiSE stima che l’idrogeno verde in Italia possa soddisfare addirittura il 20% della domanda di energia.

Infine, ci saranno effetti anche su occupazione e PIL. Nel complesso, l’idrogeno green potrebbe portare 200mila nuovi posti di lavoro e generare ricchezza fino a 27 miliardi di euro.

Nella bozza di documento, vista dall’agenzia di stampa Reuters, sembra ci siano iniziative anche per l’idrogeno cosiddetto blu. Si tratta di H2 prodotto a partire da fonti fossili come carbone, gas e petrolio, ma con il recupero della CO2 emessa.

Maria De Luca

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