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L’inquinamento indoor è più pericoloso di quello esterno

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L’inquinamento indoor è più pericoloso di quello esterno

E se vi dicessimo che i veri pericoli per la salute provengono (letteralmente) da casa nostra? Ebbene sì. L’inquinamento indoor è più pericoloso di quello outdoor. La vera minaccia è molto più vicina di quanto sembri.

L’inquinamento atmosferico, quello marino costituiscono un pericolo per noi e per la nostra salute. Ma l’inquinamento proveniente (letteralmente) dalle nostre case lo è ancora di più, proprio perchè è così vicino a noi.

Vediamo esattamente cosa inquina.

La muffa

La muffa che si forma, ad esempio, sulle pareti non va assolutamente sottovalutata.

Alcune spore sono così piccole da riuscire facilmente a penetrare in profondità nelle vie respiratorie, fino a raggiungere i bronchi e gli alveoli polmonari, con conseguenze e problemi di salute anche gravissimi.

Le scarpe

Letto così, sembra assurdo. Eppure ogni scarpa mediamente ospita decine di migliaia di batteri per centimetro quadrato.

Di che batteri si tratta? Di Escherichia coli e di Staphylococcus aureus, che è alla base di infezioni della pelle, del sangue e del cuore, come dimostrano diversi studi. Ma non solo. Quando camminiamo all’esterno sulle scarpe si accumulano sostanze tossiche, come erbicidi o inquinanti. Ed ovviamente, non togliendo le scarpe all’ingresso di casa nostra, rischiamo di portare queste sostanze all’interno.

Radio, tv, cellulari, elettrodomestici

Tra gli agenti fisici responsabili di una cattiva qualità dell’ambiente indoor ci sono anche i campi elettromagnetici.

Il fenomeno definito “inquinamento elettromagnetico” è legato alla generazione di campi artificiali, cioè non attribuibili al naturale fondo terrestre, ma prodotti da impianti realizzati per trasmettere informazioni attraverso la propagazione di onde elettromagnetiche. Proprio come radio, tv, cellulari, elettrodomestici.

Stufe, caldaie a gas, camini

L’utilizzo dei combustibili fossili origina sempre vapor d’acqua, anidride carbonica (CO2), in quanto la combustione non è mai perfetta.

Gli inquinanti generati come sottoprodotti sono in definitiva quelli più pericolosi. E sono sostanzialmente il monossido di carbonio (CO), il biossido di zolfo (SO2), vari composti organici volatili (COV) e il monossido di azoto (NO). Che dà origine al più pericoloso biossido di azoto (NO2), all’ozono e ad altri derivati idrocarburici per mezzo di reazioni complesse.

Fumo, resine sintetiche, colle, solventi, vernici, imballaggi, tessuti, detergenti e saponi

Forse non tutti sanno che tutti loro contengono formaldeide, un gas nocivo per la salute dell’uomo.

Il fumo di sigaretta è uno dei principali responsabili. Ma anche nei locali dove non si fuma non è infrequente trovare concentrazioni pari a 0,1 parti per milione (ppm). A causa, appunto, di vernici, di colle, di solventi usati nei mobili e nell’edilizia (moquette, parquet).

Impianti di condizionamento e ventilazione

Si tratta di impianti che lavorano con l’acqua. E che quindi, se difettosi, finiscono per creare dei ristagni che diventano luoghi perfetti per la proliferazione dei batteri.

Questi piccoli ricettacoli batterici vengono poi deliberatamente messi in circolazione negli ambienti della casa quando l’impianto viene acceso e inizia quindi a condizionare l’aria.

Come ridurre l’inquinamento indoor?

Per contrastare l’inquinamento indoor, bastano poche semplici – ma importanti – regole. Come favorire il ricambio dell’aria tra esterno e interno degli ambienti. Utilizzare per la pulizia prodotti biologici, cioè a basso potenziale inquinante. Limitare l’uso di detergenti e articoli per la pulizia personale spray: questi sono ricchi di frazioni volatili che, a parità di inquinamento, agiscono però in modo più diffuso e immediato con danni diretti alle persone che li utilizzano durante le pulizie.

E ancora, tenere puliti gli ambienti domestici per combattere i batteri, allergie e pollini. Evitare le vernici aggressive, preferendo quelle ad acqua per la tinteggiatura delle pareti. Installare un sistema VMC per assicurare il corretto ricambio dell’aria negli ambienti confinati.

Anche alcune piante – cosiddette “mangia – smog” – possono venire in nostro soccorso. Cioè quelle che si nutrono delle sostanze che per noi sono inquinanti. Tra queste, la più efficace – come emerge da diversi studi – è la Guzmania lingulata. Un’altra pianta molto adatta per questo scopo è il Ficus (Ficus benjamina), molto diffusa nei nostri appartamenti.

Insomma, basta poco per vivere meglio.

Anna Gaia Cavallo

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