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I pesci diventano agricoltori: anche in Italia i primi impianti di produzione acquaponica

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I pesci diventano agricoltori: anche in Italia i primi impianti di produzione acquaponica

Anche i pesci sono dei veri e propri agricoltori. A testimoniarlo è l’esempio di Crocetta del Montello (Treviso), in cui – nell’azienda agricola della famiglia Moretto – è stato installato il primo impianto di produzione acquaponica veneto. Nella nuova struttura, infatti, i pesci forniscono il nutrimento necessario per la crescita di piantine di insalata gentile. 

Procediamo però con ordine. Per comprendere realmente cosa succeda negli impianti simili a quello veneto, dobbiamo capire che cosa sia l’acquaponica.

Che cos’è l’acquaponica?

L’acquaponica è una pratica agricola mista che unisce l’idroponica (coltivazione delle piante fuori suolo, ossia senza terra e grazie all’acqua) e l’acquacoltura (allevamento di organismi acquatici), per produrre verdure, erbe aromatiche e frutta.

In che modo funziona concretamente? 

L’acqua delle vasche raccoglie e trasporta tutti i rifiuti liquidi e solidi prodotti in modo naturale dai pesci che, privi di un apposito depuratore, inquinerebbero l’ambiente. Il sistema acquaponico filtra – grazie anche all’aiuto di batteri benefici – gli scarti prodotti dai pesci. Che diventano poi nutrimento per la coltivazione delle piante. 

In soldoni, l’acquaponica trasforma l’impianto di coltivazione in un piccolo ecosistema completamente autonomo, in cui l’acqua viene continuamente recuperata e i rifiuti dei pesci diventano un fertilizzante agricolo. 

L’acquaponica è davvero sostenibile?

Assolutamente sì. Infatti, tra i vantaggi della pratica agricola mista sono da tenere in considerazione il risparmio idrico, l’utilizzo di colture intensive in spazi molto ridotti, la mancanza di necessità  di pesticidi e fitofarmaci.

E ancora, al fine di evitare problemi di tossicità per pesci e piante, nell’acquaponica sono tenuti sotto controllo tutti gli eventuali parassiti che potrebbero formarsi. 

Inoltre, non è necessario l’impiego di mezzi agricoli per la pratica alternativa agricola e questo implica il minor consumo di combustibili fossili.

L’acquaponica nel mondo e il suo arrivo in Europa

Pur risalendo in via sperimentale agli anni ’70, solo di recente sono stati costruiti i primi grossi impianti produttivi acquaponici in nazioni come Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. 

A livello europeo, le prime realtà produttive di acquaponica si sono affermate solo di recente e soprattutto in Olanda, in Inghilterra e in Islanda. 

E in Italia? 

Nel nostro Paese ci sono ancora molti progetti non completamente definiti. Anche se nel 2019 – alle porte di Roma – è stato inaugurato The Circle, il primo impianto acquaponico commerciale presente sul nostro territorio nazionale. 

A seguire anche la già citata Moretto Farm, in provincia di Treviso. Nell’impianto veneto, grazie alla possibilità di mantenere costanti le caratteristiche ambientali interne, i produttori saranno capaci anche di soddisfare le esigenze della richiesta stagionale ortofruttifera.

Insomma, non ci resta che imparare dagli esempi altrui. E sperare che in Italia la produzione acquaponica diventi un’alternativa sostenibile in crescita e non la solita eccezione. 

Margherita Parascandolo

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