Breaking News
  • Biodiversità, attacco senza precedentiNei giorni scorsi a Parigi è stato presentato il rapporto dell’Ipbes (Onu). Biodiversità, attacco senza precedenti Tre quarti dell'ambiente terrestre e circa il 66% dell’habitat marino sono stati modificati in modo significativo. [...]
  • Condomini “aperti” e risparmio energeticoLa campagna di Legambiente “Civico 5.0” ed il racconto delle 22 esperienze attivate nella Penisola. Condomini “aperti” e risparmio energetico I modelli operativi più efficaci per adottare sistemi maggiormente sostenibili in considerazione [...]
  • Stop pesticidi, battaglia di civiltàL’obiettivo del 40% della Sau (Superficie Agricola Utilizzata) condotta con il metodo biologico entro il 2030. Stop pesticidi, battaglia di civiltà Il Wwf Italia, insieme con le associazioni che aderiscono alla Campagna [...]

Un viaggio nel tempo: la natura nella letteratura

Line Spacing+- AFont Size+- Print This Article
Un viaggio nel tempo: la natura nella letteratura

Fin dai tempi più antichi l’uomo ha cercato di indagare i meccanismi della natura, trovando soluzioni più o meno razionali. Fin dall’antica Grecia, la culla della civiltà Occidentale, la natura nella letteratura è sempre stata presente, a dimostrazione di quanto sia sempre stata considerata fondamentale per la vita dell’uomo. 

La natura nell’Antica Grecia…

I Greci erano molto lontani dalla nostra nozione di ambiente, ma di sicuro erano consapevoli dell’importanza di ciò che li circondava. L’ambiente veniva concepito sia come locus amenus, in quanto sinonimo di meraviglia e di serenità, sia come locus horridus, ovvero instabile, pericolosa e spietata. 

Tutti gli eventi naturali, positivi e negativi, erano segni divini da interpretare e dietro ogni evento negativo vi era (quasi sempre) la punizione di un dio. 

Un esempio è la tragedia di Sofocle, Edipo Re, che risale al V secolo a.C. 

Edipo, re della città di Tebe, deve debellare una pestilenza che tormenta la sua città. La colpa della pestilenza ricadrà su egli stesso perché, a sua insaputa, ha ucciso il precedente re della città, nonché suo padre.  

Volendo cogliere il significato intrinseco, questa storia ci fa capire quanto le nostre azioni incidano sul benessere dell’ambiente. Come potremmo immaginare, a punirci non è un dio, ma la forza della natura di cui non rispettiamo gli spazi e esigenze.

Nelle Opere e i Giorni di Esiodo, poeta vissuto tra il VIII e VII a.C., la natura, e in particolare la terra, è lo specchio dell’armonia delle relazioni sociali, di un senso diffuso di giustizia e di un’etica del lavoro che riflette una corretta distribuzione delle risorse. Il sovvertimento dei vincoli sociali e il mancato senso di giustizia finiscono per essere spia e causa di una catastrofica trasformazione ambientale, portatrice di fame e di carestie che impoverirà le città e costringerà gli abitanti ad affrontare i pericoli del mare e ad emigrare dai luoghi di origine. 

A partire dal V – IV secolo a.C., i filosofi e i medici ippocratici poi si dedicarono a indagare le cause fisiche dei fenomeni naturali e atmosferici o quelle delle malattie, sottraendole quindi all’arbitrio del divino. 

…e nell’Antica Roma

La natura nella letteratura dell’antica Roma riprende, almeno inizialmente, l’idea greca. 

I Romani, però, avevano un rapporto molto più ambiguo con essa. 

Nel De rerum natura, Lucrezio (I secolo a.C.), cerca di spiegare l’origine del cosmo e dei fenomeni naturali per liberare gli uomini dalla paura della morte e soprattutto degli dèi. La natura viene vista come una matrigna per gli uomini, poiché fin dalla nascita infligge difficoltà e sofferenze. 

Inoltre, con i Romani osserviamo i primi grandi lavori di urbanistica: opere di irrigazione, acquedotti, la rete stradale. 

Lo stesso Lucrezio nel De Rerum Natura non ignora l’impatto sull’ambiente delle attività civili, estrattive, metallurgiche e urbanistiche. Queste comportavano già forti modificazioni del paesaggio e difficoltà nella distribuzione dell’acqua potabile e nello smaltimento dei rifiuti. 

Allo stesso tempo, il grande oratore Cicerone nel De natura deorum (I a.C) esalta l’abilità dell’uomo, capace di sfruttare le risorse naturali fino a creare “quasi una seconda natura nella natura”.

L’avvento del Cristianesimo…

Con il Cristianesimo cambia completamente la visione che l’uomo ha del mondo.

Anche la natura nella letteratura viene vista in una dimensione nuova. Diventa un dono divino concesso agli uomini, habitat da cui raccogliere i frutti e da far prosperare con il lavoro e la fatica.

…e l’influenza di San Francesco


Questa nuova concezione della natura è visibile in San Francesco d’Assisi, autore dell’opera più antica della letteratura italiana. L’autore del Cantico delle creature, composto intorno al 1224, percepisce gli elementi della Natura come oggetti della creazione divina e vi è un forte senso di fratellanza tra l’uomo e gli elementi e le creature dell’universo. 

San Francesco esalta l’uomo che lavora la terra. L’incontro con tutti gli elementi naturali (quali animali, alberi, vento) guida l’uomo nel rapportarsi con ciò che ha un’identità opposta alla sua. Inoltre, secondo il Santo, vi sono molteplici affinità tra uomo e natura. 

Nella sua opera vi è un elenco degli elementi del creato, a cominciare dagli astri, ai quattro elementi naturali che forniscono agli uomini ciò di cui hanno bisogno per vivere. 

La natura nella letteratura moderna: Giacomo Leopardi…


Parlando di natura, non si può non ricordare Giacomo Leopardi. 

La natura nella letteratura di Leopardi ha avuto da sempre un ruolo centrale. Dapprima come madre benigna, poi come matrigna cattiva. Negli ultimi anni della sua vita scrive La Ginestra, in una villa alle falde del Vesuvio, che ha un forte valore simbolico. 

La ginestra che si trova sul vulcano e abbellisce questa zona arida, è gentile, in opposizione alla minaccia del vulcano. Dunque rappresenta la pietà verso la sofferenza degli esseri perseguitati dalla natura. È un forte messaggio di solidarietà per tutti gli uomini che non possono fare altro che allearsi in una social catena e costruire una rete di solidarietà e soccorso reciproco. 

Con questa social catena l’uomo potrebbe garantire una società più giusta e può essere confortato dai suoi simili quando la natura si ritorcerà contro di lui. Perché inevitabilmente accadrà.  

Oggi più che mai questi versi risultano attuali. La pandemia sta segnando la nostra vita, ma queste parole possono trasmettere speranza. La speranza di uscirne il prima possibile, collaborando tutti insieme. 

… E Gabriele D’Annunzio

Immancabile è un cenno alla natura nella letteratura di Gabriele D’Annunzio, figura emblematica del ‘900. 

La natura in Gabriele D’Annunzio viene personificata, è simbolo di energia vitale, vibrante sensualità ed erotismo. La natura nella letteratura di D’Annunzio tende a fondersi e a confondersi con l’uomo. 

Nella pioggia nel pineto, composta nel 1902, la personificazione della natura è evidente: il poeta e la sua donna si trasformano in creature silvestri, diventano parte integrante della selva e le loro caratteristiche si mescolano. Gli elementi naturali assumono connotazioni umane e viceversa. 

Sul solco di questi grandi insegnamenti potremmo ripartire sentendoci un tutt’uno con la natura e svolgere tutte le attività nel rispetto dell’ambiente e di tutto ciò che ci circonda. 

Noi siamo un tutt’uno con la natura e il suo benessere è il nostro benessere. 

Marianna Fierro

0 Comments

No Comments This Article Has No Comments Yet

Sorry, either someone took all the comments and ran away or no one left any in the first place !

But You can be first to leave a comment !

Leave Your Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

10 + diciotto =

Banner
Banner
Banner
Banner

Archivi

Ecobionews