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AuREUS: la tecnologia che trasforma i rifiuti alimentari in energia rinnovabile

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AuREUS: la tecnologia che trasforma i rifiuti alimentari in energia rinnovabile

Lo spreco alimentare è uno dei grandi problemi da risolvere, soprattutto nei Paesi più sviluppati. Parte del cibo viene gettato direttamente dai consumatori, mentre un’altra parte viene perso durante il processo di produzione. Ciò comporta un grande spreco di risorse, come l’energia, l’acqua e fonti fossili. Inoltre, la grande quantità di rifiuti organici gettati in discarica contribuisce in maniera cruciale al cambiamento climatico. Partendo da questi problemi, Carvey Ehren Maigue, studente di ingegneria presso l’Università di Mapùa nelle Filippine, ha ideato una nuova tecnologia che potrebbe portare a dei risvolti positivi. Il ventisettenne è il nuovo vincitore del premio James Dyson Award per il miglior progetto legato alla sostenibilità. La sua invenzione si chiama AuREUS e permette di trasformare i rifiuti alimentari in energia rinnovabile. Il progetto si ispira alle bellissime luci dell’aurora, come suggerisce lo stesso nome (Aurora Renewable Energy and UV Sequestration).

Come funziona AuREUS?

AuREUS è una tecnologia che consente ad altri dispositivi di raccogliere la luce ultravioletta e convertirla in elettricità, tramite pannelli e pellicole solari. Utilizza gli scarti di colture riciclate per assorbire i raggi UV. 

Le particelle ad alta energia sono assorbite da altre luminescenti, le quali le riemettono come luce visibile a causa della riflettività interna. La luce visibile catturata viene poi convertita in corrente continua.

Le particelle luminescenti, elemento chiave per l’abilitazione della tecnologia, derivano da coloranti naturali a base di frutta e verdura.

Ad oggi sono stati testati 78 tipi di colture e 9 di queste hanno mostrato un alto potenziale.

Il sistema AuREUS può essere integrato in diversi oggetti della vita quotidiana, dai vestiti alle case. Come afferma lo stesso studente:

“Possiamo usare AuREUS al posto delle tipiche finestre di vetro, in modo che interi edifici possano diventare fonti di energia solare verticale”.

In che modo AuREUS è differente?

Il punto di forza di AuREUS non è solo quello di trasformare i rifiuti alimentari in energia rinnovabile.

AuREUS è vantaggioso perché utilizza materiali non troppo costosi e può funzionare anche quando non è rivolto direttamente verso il sole. Infatti può contare sulla diffusione dei raggi UV attraverso le nuvole e sulla luce UV che rimbalza lungo le pareti degli edifici o sui marciapiedi. Inoltre, assorbendola, protegge le persone sia all’interno che all’esterno. 

La ricerca continua

Al fine di rendere questa tecnologia ancora più soddisfacente, saranno effettuate ulteriori ricerche per consentire l’approvvigionamento al 100% di coloranti da frutta e verdura, in luogo dell’attuale 80%. 

I colori utilizzati nel sistema AuREUS sono cinque: rosso, arancione, giallo, verde e blu. Attualmente, manca una valida alternativa per il colore blu. Una volta trovata, questa tecnologia potrà essere definita totalmente sostenibile. 

In sostanza, il progetto dello studente al contempo determina un migliore utilizzo dell’energia solare per contrastare il cambiamento climatico e sostiene l’industria agricola colpita dalle calamità, attraverso il riciclo di colture che sarebbero considerati rifiuti, mitigando così le perdite degli agricoltori. 

Altre iniziative

Come accennato, non è la prima iniziativa che si pone l’obiettivo di riciclare i rifiuti alimentari. L’Unione Europea punta anche a questi rifiuti per stimolare l’economia circolare.

La ditta francese Love Your Waste, già dal 2019, lavorando con scuole, ospedali e ristoranti, raccoglie i rifiuti alimentari prodotti dai clienti e li trasforma in biogas, energia rinnovabile e fertilizzanti organici. Tutto questo grazie ai digestori anaerobici. 

Recentemente anche Starbucks, Unliver e i produttori americani di latticini hanno aderito al progetto di trasformare i rifiuti alimentari in energia rinnovabile. L’iniziativa è stata avanzata dalla società Vanguard Renewables e utilizza lo stesso sistema dei digestori anaerobici. 

Non possiamo che augurarci che con tutte queste iniziative si risolvano sia il problema dello spreco del cibo (che a livello globale corrisponde a circa un terzo), sia il problema dei rifiuti. 

Riusciremo mai a vivere in un mondo non invaso dalla spazzatura? Di certo di soluzioni ne abbiamo tante. 

Marianna Fierro

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