domenica , 28 Febbraio 2021
pannelli solari trasparenti
Foto di MichaelGaida da Pixabay

Pannelli solari trasparenti: l’invenzione italiana che rivoluziona il modo di ricavare energia

Per raggiungere una reale sostenibilità è necessario partire dalle fonti di energia rinnovabile. Secondo quanto ha riportato l’associazione Ember, nella prima metà del 2020, quasi il 10% dell’elettricità globale è arrivata da sole e vento. Un grande traguardo, nonostante lo scoppio della pandemia. Le attuali celle solari, però, sebbene sempre più economiche ed efficienti, hanno il limite di essere completamente opache e quindi poco utilizzabili a livello architettonico. Infatti, soprattutto negli edifici più grandi, non basta ricoprire i tetti per renderli indipendenti energeticamente, soprattutto in vista delle norme emanate dall’Unione Europea per la realizzazione di edifici “Zero Energy Building”, ovvero quelli il cui consumo energetico è pari a zero. Per sopperire ai limiti delle classiche celle solari, entrano in gioco i pannelli solari trasparenti: un’invenzione italiana, che potrebbe rivoluzionare il modo di costruire e di ricavare energia. Di fatto, sono delle finestre semitrasparenti che permettono di convertire le facciate dei grandi palazzi in generatori di energia.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Lo studio


Lo studio parte dall’Università di Milano – Bicocca. Grazie a un team guidato da Franco Minardi, fisico della materia e Sergio Brovelli, scienziato dei materiali e cofondatore dello spin – off della stessa università Glass to Power, una start – up nata nel 2016 con lo scopo di industrializzare e portare in commercio i nuovi dispositivi fotovoltaici ideati. 

Come funzionano i pannelli solari trasparenti?

L’elemento fondamentale dei pannelli solari trasparenti è il concentratore solare luminescente, dispositivo proposto per la prima volta negli anni ’70. Che, però, non ha mai funzionato per problemi tecnologici. Almeno fino ad ora. L’incontro dei due professori, Brovelli (esperto di nanotecnologie) e Minardi (esperto di fotonica molecolare) ha permesso di risolvere questi problemi. 

Per creare questi pannelli solari trasparenti si utilizzano delle particelle che riescono a separare la capacità di assorbire la luce e quella di emetterla.

La luce riemessa viene guidata all’interno della lastra e arriva sul bordo del pannello, dove si trova una cella solare convenzionale, che la trasforma in corrente elettrica. 

La parte elettrica, dunque, è nascosta all’interno della finestra, mentre la superficie non presenta nulla ed è perfettamente semitrasparente. 

I vantaggi dei pannelli solari trasparenti

Come emerge dallo stesso sito di Glass to Power, le prestazioni sono molto soddisfacenti: l’efficienza complessiva va dal 5 al 7%. 

Inoltre – dal punto di vista architettonico – possono essere inseriti con molta facilità negli edifici. Ed i materiali utilizzati per la loro creazione sono molto stabili e durevoli nel tempo. Le lastre plastiche, infatti, sono realizzate con plexiglass, altamente riciclabile (e già molto utilizzato nell’edilizia).

Le nanoparticelle, invece, sono realizzate con materiali inorganici, privi di metalli pesanti, come il silicio. In questo modo si garantisce continuità e durata nella produzione di energia elettrica. L’assenza di metalli pesanti, inoltre, riduce i problemi relativi allo smaltimento alla fine del ciclo di vita dell’impianto. 

Questi pannelli solari trasparenti, quindi, sono delle vere e proprie finestre, capaci di produrre energia.

Sono la dimostrazione, dunque, che è possibile rispettare l’ambiente, stando attenti anche all’estetica delle nostre città.

Marianna Fierro

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