domenica , 28 Febbraio 2021
Legge sul biologico
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Legge sul biologico (finalmente approvata dal Senato): tutto ciò che c’è da sapere

La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato il testo di legge sul biologico. Più precisamente la legge sulle “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”.

Dopo più di due anni di stallo, il voto è stato unanime. Con l’inserimento di alcune modifiche che però non stravolgono il testo già approvato alla Camera, ma costringono ad un ulteriore passaggio parlamentare per la sua definitiva approvazione. Queste completano positivamente l’articolo sulle sementi relativamente al materiale riproduttivo eterogeneo biologico secondo quanto previsto dal regolamento (UE) 2018/848. Ed inseriscono la delega al Governo per la revisione e razionalizzazione della normativa per rafforzare il sistema dei controlli per garantire una sempre maggiore trasparenza e sicurezza per i consumatori. 

Cosa prevedeva il testo di legge sul biologico?

La legge sul biologico si propone di sostenere lo sviluppo del settore mediante un Piano di azione nazionale (e non solo). Tra le azioni proposte vi sono l’istituzione di un “Tavolo tecnico per la produzione biologica” presso il Mipaaft e di un “marchio biologico italiano”.

Cosa prevede nello specifico il Pan? In sostanza interventi su tutta la filiera. Dal favorire la conversione delle aziende agricole al metodo biologico, al sostegno delle piccole imprese. Dalla promozione del consumo dei prodotti biologici (a cominciare dagli enti pubblici che dovranno usare il metodo biologico nel verde pubblico e offrire biologico nelle loro mense), al promuovere la sostenibilità ambientale definendo azioni per l’incremento e il mantenimento della fertilità naturale del terreno.

E non solo. Anche la formazione rientra nel testo di legge sul biologico. Saranno previsti appositi percorsi formativi specifici (corsi di laurea, dottorati di ricerca, master e corsi di formazione in tema di produzione biologica) e corsi di aggiornamento specifici per i docenti degli istituti tecnici agrari. Nell’ambito dei progetti di ricerca verranno incentivati quelli sul biologico.

Sono inoltre compresi interventi volti a migliorare l’incontro tra produttori e consumatori.

Un articolo a sé stante è dedicato alle sementi biologiche (che però, come abbiamo detto, è stato oggetto di modifiche).

L’importanza del biologico

Perchè premere sul biologico? Perchè questo metodo di produzione esplica una duplice funzione: risponde alla domanda da parte dei consumatori di alimenti e fibre salubri e sicuri e fornisce beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale.

Il biologico non comprende sostanze chimiche e / o sintetiche, diserbanti, concimi non naturali (utilizzate nell’agricoltura tradizionale per trattare le piante). Questo significa che non contamina l’ambiente (quindi non è causa delle malattie provocate dall’inquinamento chimico). Che gli alimenti biologici presentano una qualità nutrizionale superiore rispetto a quelli convenzionali e sono più ricchi di antiossidanti e vitamine. E sappiamo che la maggiore ricchezza nutrizionale dei prodotti biologici a sua volta permette di mantenere l’organismo sano. Inoltre il cibo biologico sostiene una maggior biodiversità e la diversità è fondamentale per la vita del pianeta.

I numeri in Italia

L’Italia è oggi ai primi posti in Europa per superficie agricola utilizzata certificata in biologico, con il 15,8% della SAU, non distante dall’obiettivo del 25% entro il 2030 indicato dalla Commissione Europea per tutti i paesi membri dell’Unione.

Il WWF ritiene che debba scommettere sull’agroecologia e puntare ad una maggiore crescita del biologico per raggiungere nel 2030 il traguardo, ambizioso ma realistico, del 40% di SAU certificata.

Ed ha espresso apertamente il suo parere sulla sua pagina:

“Il biologico e il biodinamico rappresentano oggi i modelli di agroecologia più avanzati per le produzioni agroalimentari sostenibili e di qualità. Il “Made in Italy” per essere competitivo nel mercato internazionale deve investire sul biologico ed è per questo positiva la presenza nel testo approvato al Senato di un marchio che consentirà ai consumatori di identificare i prodotti delle filiere biologiche 100% italiane”.

L’approvazione della legge sul biologico in ogni caso è un traguardo per il nostro Paese. Che sia il primo di una lunga serie?

Anna Gaia Cavallo

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