domenica , 28 Febbraio 2021
intervista ai ragazzi di Canapette

Mascherine in fibre di canapa e prodotti derivanti da essa: intervista ai ragazzi di Canapette

Il Covid – 19 ha causato tanti problemi: tra questi emerge il grande numero di mascherine monouso e il loro smaltimento. Secondo l’Ispra – Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale – solo nei primi otto mesi di pandemia sono state prodotti almeno 300mila tonnellate di rifiuti, tra guanti, mascherine e protezioni per il volto. Solo in Italia. Le soluzioni per ovviare a questo problema sono tante. Ad esempio, si potrebbero utilizzare le mascherine in fibra di canapa. Come hanno fatto Luca De Leonardis e Mario Teti, rispettivamente titolare a amministratore della start – up Canapette, che ha sede a Ricigliano, un piccolo paese ai limiti della provincia di Salerno, sulle falde dell’Appenino lucano. Di questo e tanto altro abbiamo parlato con loro.

Che impatto ha sull’ambiente la vostra lavorazione? Oltre alla coltura bio, anche il modo di coltivare salvaguarda l’ambiente?

Innanzitutto, bisogna precisare che la nostra azienda coltiva all’aperto e in serra, e non indoor (ovvero al chiuso con uso di lampade) come molte altre realtà del nostro settore. Non vi è quindi utilizzo di luce artificiale e, di conseguenza, spreco di energia. Coltiviamo con metodo biologico e biodinamico, utilizzando solo fertilizzanti biologici, organici e naturali, senza pesticidi e altri prodotti di derivazione chimica. In tutte le strutture aziendali disponiamo di pannelli solari per l’autoproduzione sostenibile di energia elettrica necessaria alla nostra produzione, producendo e immettendo nel mercato più energia di quanta ne viene consumata per i nostri processi.

Quali sono i vantaggi di una mascherina in tessuto di canapa rispetto alle altre in commercio?

Le mascherine in canapa risultano essere traspiranti, anti – acaro, antisettiche, lavabili e riutilizzabili, realizzate al 100% da materiale completamente naturale, la fibra tessile di canapa. Le fibre di questa pianta sono cave e igroscopiche e la combinazione di queste proprietà dona ai tessuti un’elevata capacità termoisolante e traspirante insieme, rendendoli freschi d’estate e caldi in inverno. È, inoltre, una tra le fibre naturali più resistenti, sia all’azione meccanica (usura e strappi) che alle deformazioni. Grazie a queste caratteristiche un indumento di canapa risulta essere confortevole, fresco con il caldo e coprente con il freddo, resistentissimo, indeformabile e duraturo. Inoltre riflettono i raggi ultravioletti (fino al 95%), schermano i campi elettrostatici, non conducono l’energia elettrica.

Voi siete una start – up. Di cosa vi occupate e da dov’è nata la vostra avventura?

La nostra realtà è stata fondata circa 3 anni fa. Nasciamo come azienda agricola biologica. Oltre alla coltivazione di infiorescenze di canapa legale, produciamo anche vino ed olio EVO biologico, in combinazione all’allevamento di circa 200 pecore da latte, producendo formaggi tipici della nostra zona, il Sele – Tanagro, nota per i terreni incontaminati, lontani dalle aree di coltivazione intensiva, che ci permette di ottenere un prodotto 100% biologico. Recentemente abbiamo incrementato le colture inserendo alcune piante officinali tra le quali: lavanda, melissa, iperico, malva, utili al rilassamento e dalle ottime proprietà curative, per la produzione di tisane che verranno inserite nell’assortimento del nostro Relax Shop.

Torniamo a noi. Come avviene la produzione della mascherina? 

Le mascherine sono realizzate a mano, da tessuto di canapa, in un’azienda abruzzese partner specializzata in sartoria di fibre alternative.

Avete scelto comunque di utilizzare la plastica per l’imbustamento? Perché?

Si, purtroppo utilizziamo la plastica come rivestimento delle mascherine per far sì che non si contaminano prima di poterne usufruire. Tuttavia, cerchiamo di essere il più sostenibili possibili. Ad esempio, un passaggio fondamentale nella produzione di Canapa risulta essere la concia, ovvero il momento in cui le infiorescenze maturano e si seccano. Tale processo nella nostra azienda avviene in damigiane di vetro, piuttosto che in contenitori di plastica come il resto delle aziende del settore, proprio per valorizzare al meglio la naturalezza dei fiori e l’incontaminazione del vetro. Inoltre, il packaging delle nostre infiorescenze è in carta Kraft riciclata per ridurne l’impatto ambientale.

Su Ecobionews abbiamo parlato di tutti i lati positivi che potrebbe avere la pianta di canapa. Avete intenzione di allargare la vostra produzione?

Noi riteniamo la canapa una pianta dalle notevoli proprietà e dai molteplici utilizzi. Si può assimilare la canapa al maiale di cui si sa, non si butta via nulla! Oltre alla produzione di infiorescenze, tutti gli “scarti” vegetali di produzione, quali steli e foglie, li riconvertiamo per produrre principalmente cosmetici fornendo un’azienda partner specializzata, “Verdesativa”, o per produrre energia tramite Biomassa. Recenti studi dimostrano inoltre come le radici della canapa possano eliminare la presenza dei metalli pesanti nel terreno attraverso il processo di fitobonifica. Abbiamo in cantiere di sperimentare e di estendere questo progetto.

Quali sono le potenzialità della pianta, secondo voi? E per quale motivo il suo utilizzo viene ostacolato?

Gli utilizzi della canapa sono davvero tantissimi. Oltre ai benefici delle infiorescenze, dagli steli si ricava la fibra tessile, dai semi si può produrre farina, olio e persino etanolo. In generale si può utilizzare nel campo dell’abbigliamento e della bioedilizia, così come nell’alimentare e nel settore medico, grazie al principio attivo del CBD, miorilassante e antidepressivo, sempre più riconosciuto nella cura di diverse tipologie di malattie. Le potenzialità della pianta sono molteplici, forse anche per questo è stata sempre al centro di dibattiti politici ed economici a cui hanno fatto capo i più svariati stereotipi che accompagnano la classe media della nostra società, soprattutto legati alla componente psicoattiva nota come THC. Forse non tutti sanno che negli anni ‘20 Henry Ford costruì la Ford Hemp Car, un’autovettura interamente costruita in telaio di canapa ed alimentata ad etanolo di canapa. Lo stesso Ford per dimostrare come il telaio in canapa fosse resistente, si fece filmare mentre colpiva con un martello il telaio dell’auto senza che questa riportasse danni o graffi. Per quel che ci riguarda, speriamo che questa pianta venga promossa sempre di più in futuro nei suoi svariati utilizzi per contribuire ad uno sviluppo sostenibile dal nostro pianeta. 

Dove si possono acquistare le mascherine e tutti gli altri vostri prodotti?

Le mascherine, e tutti i nostri alti prodotti come fiori, olii cbd, canapette e cosmetici sono acquistabili online sul nostro sito web (www.canapette.com) oppure direttamente nel nostro brand shop, “C-relax”, appena aperto nel centro storico di Salerno. Un nuovo format studiato per rispondere alle esigenze di relax a cui rispondiamo con un vasto assortimento per rispondere a quella che è stata definita la malattia del nostro millennio, l’ansia e lo stress. Veniteci a trovare!

Marianna Fierro

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