giovedì , 19 Maggio 2022
Report Legambiente Mal’Aria
Foto di Ralf Vetterle da Pixabay

Report Legambiente Mal’Aria: qual è la situazione dell’inquinamento atmosferico?

Come ogni anno, sono stati resi noti i risultati del Report Legambiente Mal’Aria 2021. Le analisi riguardano 96 capoluoghi e i risultati non sono per nulla soddisfacenti, nonostante il lockdown e gli spostamenti molto limitati a causa del Covid – 19. 

L’inquinamento atmosferico è un problema complesso che ha svariate cause, come il traffico, il riscaldamento domestico, l’industria, ma anche l’agricoltura. Come riporta l’EEA (European Environment Agency), le morti premature dovute all’inquinamento atmosferico sono oltre 50mila, in tutta Europa.

Ma quali sono, nello specifico, i risultati del Report Legambiente Mal’Aria?

Le polveri sottili

Tra le città prese in considerazione, ben 35 risultano essere oltre i limiti di legge per la concentrazione giornaliera di polveri sottili (Pm10). Queste, infatti, hanno superato la soglia dei 35 giorni, con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi / metro cubo prevista per le polveri sottili. 

La città di Torino si aggiudica questo triste primato con 98 giorni di sfioramento, seconda la città di Venezia con 88. Segue Padova con 84, Rovigo con 83 e Treviso con 80 giorni. Milano registra 79 giorni, Avellino e Cremona 78, Frosinone 77. Modena e Vicenza, con 75 giorni di superamento dei limiti, chiudono le 10 peggiori città. 

In classifica altre due città campane, oltre ad Avellino. Napoli, infatti, registra 55 giorni di superamento, mentre Benevento 41. 

Gli unici capoluoghi nei limiti di legge in Piemonte sono Biella, Cuneo e Verbania. In Lombardia, invece, solo a Lecco, Sondrio e Varese rientrano nei limiti. In Veneto, invece, solo Belluno.

Le situazioni più critiche, dunque, stando al Report Legambiente Mal’Aria 2021, si registrano in Pianura Padania.  

Le medie annuali delle polveri sottili

Le medie annuali delle polveri sottili rappresentano la cronicità dell’inquinamento. L’OMS ha stabilito che il dato da non superare per le polveri sottili, per la tutela della salute, dovrebbe essere 20 microgrammi per metro cubo. 

Tra le città analizzate, ben 60 superano questo numero. In testa sempre Torino con 35 μg/mc. Seguono Milano, Padova e Rovigo con 34 μg/mc, Venezia e Treviso con 33 μg/mc. Cremona, Lodi, Vicenza, Modena e Verona registrano 32 μg/mc. Segue Avellino con 31 μg/mc, che raggiunge il risultato peggiore del Sud Italia, mentre Napoli registra 28 μg/mc, Bari 23 μg/mc come Catania. 

Le proposte di Legambiente

Alla luce dei risultati di questi risultati tanto negativi, Legambiente avanza delle proposte per cercare di fronteggiare la situazione. 

Per quanto riguarda la mobilità, tra le proposte di Legambiente, vi è il potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità condivisa. Durante questo periodo di pandemia la carenza del trasporto pubblico italiano ha causato non pochi problemi, sia per il lavoro in presenza, sia per il ritorno a scuola. Inoltre, l’Italia è in forte ritardo sull’acquisto di bus elettrici, problema di cui vi abbiamo già parlato (clicca qui per saperne di più).

Per quanto riguarda l’uso dello spazio pubblico e della strada, nel Report Legambiente Mal’Aria si propone di favorire gli spostamenti “green”, con aree pedonali e percorsi ciclo – pedonali adeguati o favorendo l’approccio “15 minuti”, come in programma a Parigi. 

L’inquinamento atmosferico durante il lockdown 

Ma quanto incide il traffico sull’inquinamento atmosferico? 

L’EEA, nel report del 2020 sulla qualità dell’aria in Europa, prende in considerazione le polveri sottili e il biossido di azoto (NO2) durante il periodo del lockdown dell’Aprile scorso. Effettivamente la concentrazione dei due inquinanti in quel periodo è diminuita. Più precisamente la concentrazione delle polveri sottili è stata di circa il 20%, mentre quella del NO2 è compresa tra il 40% e il 60%. Dunque, il risultato non è così buono come ci si aspettava. 

Il motivo è che il periodo critico dell’inquinamento comprende i mesi novembre, dicembre, gennaio e febbraio. Dunque, all’inizio del lockdown il danno era stato già fatto e il lockdown non ha fatto altro che “tamponare” ciò che era già accaduto. 

Inoltre, in area Padana, le concentrazioni di polvere sottili sono principalmente di formazione secondaria. Derivano, infatti, dai microcristalli di sali d’ammonio, la cui fonte principale è l’allevamento di bestiame, attività mai cessata durante il lockdown.  

 

Il consumo di carburante

Inoltre, i consumi di carburante non sono stati così soddisfacenti nel 2020, nonostante gli spostamenti limitati. Si registra il 21% in meno per benzina e metano e -17% per gasolio da autotrazione.  

Nel 2020, pur avendo utilizzato l’auto il 20% in meno rispetto al 2019, a Roma e Milano si è toccato il limite di legge annuo per la concentrazione di biossido d’azoto (40μgr/mc per l’NO2). 

Per questo motivo, Legambiente chiede, come già previsto nell’accordo tra governo e regioni della Pianura Padana, il blocco della circolazione nelle città inquinate, delle auto diesel “Euro4” e delle auto a benzina “Euro1”. Al 2025 il blocco totale annuale si deve estendere anche all’ “Euro5” diesel e così via. 

In conclusione, ciò che emerge dal Report Legambiente Mal’Aria è che ora è più urgente che mai una pianificazione e delle leggi solide per contrastare il problema serio dell’inquinamento atmosferico. La nostra salute e l’ambiente ci ringrazieranno. 

 

Fonte: Report Legambiente Mal’ Aria 2021

Marianna Fierro

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