lunedì , 18 Ottobre 2021
Bioeconomia
Foto di Mudassar Iqbal da Pixabay

La Bioeconomia è la nuova frontiera dell’economia verde: ma di cosa si tratta?

Da poco è nato l’Osservatorio Interdisciplinare sulla Bioeconomia, costituito su iniziativa di docenti e ricercatori di università e centri di ricerca a seguito della conferenza “La Strategia europea di bioeconomia: scenari e impatti territoriali, opportunità e rischi”.

Della Bioeconomia si parla ancora troppo poco. Eppure, ad oggi, sembra essere la nuova frontiera dell’economia verde, la panacea capace di conciliare ambiente, economia e lavoro. Ed oggi come non mai sappiamo quanto queste siano collegate tra loro e lo siano anche con la salute.

Ma di cosa si tratta esattamente? Procediamo con ordine.

L’Osservatorio

L’Osservatorio si propone tanto di monitorare ciò che accade in Italia e in Europa in nome della “Bioeconomia”, quanto di proporre indicazioni e iniziative volte al sostegno decisionale.

Nasce – come si legge sul sito dell’ISDE – “nella consapevolezza che la Strategia di bioeconomia (e i diversi programmi connessi) in Italia e in Europa non possa essere concepita solo come una rilevante sfida da cogliere a tutti i costi”.

Sempre gli esperti aggiungono:

“Come componenti del mondo scientifico e accademico, abbiamo ritenuto necessaria e opportuna la costituzione di un Osservatorio indipendente e interdisciplinare che, attraverso un approccio sistemico e integrato, assuma il compito di monitorare ciò che accade in Italia e in Europa nel campo delle diverse accezioni di Bioeconomia, al fine di contribuire alla comprensione dei processi in corso e dei possibili scenari, nonché di proporre indicazioni e iniziative volte al sostegno decisionale”.

A questo punto una domanda sorge spontanea. Cosa si intende per Bioeconomia?

La Bioeconomia

La Bioeconomia può essere definita come un’economia basata sull’utilizzazione sostenibile di risorse naturali rinnovabili e sulla loro trasformazione in beni e servizi finali o intermedi.

Quindi comprende non solo settori tradizionali come l’agricoltura, la pesca, l’acquacoltura e la selvicoltura. Ma anche settori economici più moderni come quelli delle biotecnologie e delle bioenergie.

In realtà affonda le sue radici negli anni ’60. Con Georgescu Roegen, che aveva teorizzato una forma di bioeconomia realmente capace di far convivere l’attività umana con la vita sul Pianeta e con l’ecosistema che li ospita.

Ma, rispetto a quella prima “forma” oggi la Bioeconomia presenta alcune sostanziali differenze. Che riguardano anche la Strategia europea di bioeconomia (che aveva già fatto emergere numerosi dubbi in seguito alla consultazione pubblica online del 2011).

La Bioeconomia in Italia

In Italia le strategie per l’attuazione della bioeconomia sono elaborate dal Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita (CNBBSV), insediato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Stando all’ultimo Rapporto della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, le attività connesse alla bioeconomia hanno un peso significativo.

Basti pensare che nel 2018 hanno generato un valore della produzione pari a circa 345 miliardi di euro (10,2% sul totale della produzione). Ed hanno dato lavoro a più di due milioni di persone (8,1% sul totale degli occupati).

Le criticità odierne

Ad oggi, quando si parla di ambiente, le criticità sono davvero tante. Come la perdita di sicurezza alimentare (in seguito all’utilizzo sempre maggiore del suolo agricolo per coltivazioni “no food”), di biodiversità, il sovrasfruttamento delle risorse naturali, tanto per citarne alcune.

Ha sollevato nell’ultimo periodo diverse critiche anche l’inserimento dell’energia prodotta da biomasse forestali tra le rinnovabili. Dove per “energia prodotte da biomasse forestali” si intende quella derivante dal legno di alberi appositamente tagliati da boschi preesistenti.

Insomma, soprattutto in questo momento storico abbiamo davvero bisogno delle competenze degli esperti che hanno dato vita all’Osservatorio.

Anna Gaia Cavallo

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