venerdì , 30 Luglio 2021
corrente Amoc
Foto di Comfreak da Pixabay

La corrente Amoc si è indebolita troppo: cosa potrebbe accadere nel mondo?

“La corrente Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica (Amoc) si è indebolita nell’ultimo millennio”. Questo il titolo dell’articolo pubblicato da un gruppo di ricercatori irlandesi, tedeschi e inglesi che su Nature geoscience.

“The day after tomorrow” – film del 2004 – è stato provvidenziale. Immaginava le conseguenze catastrofiche derivate dal collasso del ciclo climatico. Che forse oggi potrebbe non essere più solo immaginario (anche se ovviamente le sue conseguenze non sono estreme come raccontato nel film).

Stiamo già raggiungendo un punto di non ritorno?

La corrente Amoc

L’Amoc è un sistema di correnti oceaniche che provvedono a un doppio flusso. Quello superficiale, di acqua molto salata e calda, va verso l’emisfero nord. Quello profondo, di acqua fredda a bassa concentrazione salina, va in direzione sud.

In pratica trasporta l’acqua calda superficiale dal Golfo del Messico verso il nord Atlantico, dove si raffredda e diventa più salata fino a quando non affonda a nord dell’Islanda, che a sua volta attira più acqua calda dai Caraibi.

Questa circolazione è accompagnata da venti che contribuiscono anche a portare un clima mite e umido in Irlanda, nel Regno Unito e in altre parti dell’Europa occidentale.

L’Amoc muove circa 20 milioni di metri cubi di acqua al secondo – centinaia di volte quelle del Rio delle Amazzoni – e regola il clima di tutto l’emisfero nord e parte di quello meridionale.

La corrente del Golfo

Di sicuro più conosciuta è la Corrente del Golfo. Chiamata anche grande nastro trasportatore, trasporta il caldo tropicale verso nord, mantenendo una temperatura mite. Ma è grazie a lei anche che si creano i monsoni che portano le piogge in Africa e in Estremo Oriente.

Forse non tutti sanno che la Corrente del Golfo è una delle componenti dell’Amoc.

Le conseguenze dell’aumento delle temperature

L’aumento delle temperature medie del globo ha causato lo scioglimento della Groenlandia. Se questa dovesse scomparire, sarebbe capace di innalzare da sola il livello del mare di 7,2 metri.

Uno studio condotto dall’Università dell’Ohio dimostra che lo strato di ghiaccio ha raggiunto uno stato dinamico. E che anche se tornassimo indietro di 20 – 30 anni, continuerebbe a perdere massa.

Nell’ultimo anno abbiamo perso 532 gigatonnellate di ghiaccio. Dove va a finire l’acqua dolce? In mare. Ed inevitabilmente ne riduce la salinità ed interferisce con il meccanismo termoalino che regola la Corrente del Golfo. Così inibisce lo sprofondamento ed il conseguente richiamo di acqua calda.

L’acqua dolce sta arrivando anche dal Beaufort Gyre, una circolazione che si estende nell’Oceano Artico nei pressi del Labrador, in Canada.

Un tempo portava alla maturazione progressiva del ghiaccio e alla formazione di strati più spessi. Ma si è scoperto che il suo apporto di acqua dolce è aumentato del 40%.

Cosa potrebbe accadere nel mondo?

Si sta già verificando un raffreddamento del nord dell’Oceano Atlantico.

I ricercatori prevedono che l’Amoc si indebolirà ulteriormente se il riscaldamento globale continuerà ad aumentare e potrebbe ridursi da circa il 34% al 45% entro la fine di questo secolo.

Nel continente americano si potrebbe assistere ad un incremento del livello del mare. Invece in Europa si assisterebbe ad inverni rigidi ed estati caldissime. Durante l’estate le piogge scarseggerebbero e, quindi, le ondate di calore sarebbero più forti e frequenti.

Tutti questi scenari erano già stati previsti in anticipo. Ciò che è emerso, però, è che il rallentamento è più avanzato del previsto. La velocità con cui ci stiamo riscaldando potrebbe portare alla cancellazione dell’Amoc nel giro di poco tempo.

Anna Gaia Cavallo

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