venerdì , 30 Luglio 2021
Goal 17
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Goal 17: partnership per gli obiettivi 

Il Goal 17 si propone di rafforzare i mezzi di cooperazione internazionale per facilitare il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 in tutti i Paesi. 

Il rischio è che, con la pandemia e con la conseguente crisi economica, aumentino anche le tensioni internazionali e all’interno dei singoli Paesi, riducendo l’approccio cooperativo a favore di quello puramente competitivo.

Infatti, il commercio e gli investimenti sono in netto declino e l’uso della tecnologia sta generando un profondo divario in tutto il mondo. 

I target 

I target utilizzati per il Goal 17 riguardano vari ambiti e sono: 

– Finanza

17.1 Rafforzare la mobilitazione delle risorse interne, anche attraverso il sostegno internazionale ai Paesi in via di sviluppo, per migliorare la capacità interna di riscossione di imposte e altre forme di entrate.

17.2 Impegno di raggiungere l’obiettivo dello 0,7% del PIL [per i Paesi in via di sviluppo da parte dei Paesi sviluppati (e di un valore più limitato per gli altri Paesi).

17.3 Mobilitare ulteriori risorse finanziarie per i Paesi in via di sviluppo da più fonti.

17.4 Aiutare i Paesi in via di sviluppo a raggiungere la sostenibilità del debito a lungo termine 

17.5 Adottare e applicare i regimi di promozione degli investimenti a favore dei paesi meno sviluppati.

– Tecnologia

17.6 Migliorare la cooperazione Nord – Sud, Sud – Sud e quella triangolare in ambito regionale ed internazionale e l’accesso alla scienza, alla tecnologia e all’innovazione e migliorare la condivisione delle conoscenze sulle condizioni reciprocamente concordate.

17.7 Promuovere lo sviluppo, il trasferimento, la disseminazione e la diffusione di tecnologie ecocompatibili ai paesi in via di sviluppo a condizioni favorevoli, anche a condizioni agevolate e preferenziali.

17.8 Rendere la Banca della Tecnologia e i meccanismi di sviluppo delle capacità scientifiche, tecnologiche e di innovazione completamente operativi per i paesi meno sviluppati entro il 2017, nonché migliorare l’uso delle tecnologie abilitanti, in particolare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. 

– Costruzione di competenze e capacità

17.9 Rafforzare il sostegno internazionale per l’attuazione di un sistema di costruzione delle capacità efficace e mirato nei paesi in via di sviluppo per sostenere i piani nazionali di attuazione di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

– Commercio

17.10 Promuovere un sistema commerciale multilaterale universale, basato su regole, aperto, non discriminatorio ed equo nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio.

17.11 Aumentare in modo significativo le esportazioni dei paesi in via di sviluppo, in particolare al fine di raddoppiare la quota delle esportazioni mondiali dei paesi meno sviluppati entro il 2020.

17.12 Realizzare un mercato senza dazi e l’accesso al mercato per tutti i paesi meno sviluppati, in linea con le decisioni dell’Organizzazione mondiale del commercio.

– Coerenza politica e istituzionale

17.13 Migliorare la stabilità macroeconomica globale, anche attraverso il coordinamento e la coerenza delle politiche.

17.14 Migliorare la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile.

17.15 Rispettare lo spazio politico di ciascun paese e la leadership per stabilire e attuare politiche per l’eliminazione della povertà e per lo sviluppo sostenibile.

– Partenariati multilaterali

17.16 Migliorare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile, integrato da partenariati multilaterali che mobilitino e condividano le conoscenze, le competenze, le tecnologie e le risorse finanziarie.

17.17 Incoraggiare e promuovere efficaci partenariati tra soggetti pubblici, pubblico-privati e nella società civile, basandosi sull’esperienza e sulle strategie di accumulazione di risorse dei partenariati.

– I dati, il monitoraggio e la responsabilità

17.18 Entro il 2020, rafforzare il meccanismo di supporto delle capacità per i paesi in via di sviluppo, per aumentare in modo significativo la disponibilità di dati di alta qualità, tempestivi e affidabili disaggregati in base al reddito, sesso, età, razza, etnia, status migratorio, disabilità, posizione geografica e altre caratteristiche rilevanti in contesti nazionali.

17.19 Entro il 2030, costruire sistemi di misurazione dell’avanzamento verso lo sviluppo sostenibile che siano complementari alla misurazione del PIL e sostenere la creazione di capacità statistiche nei paesi in via di sviluppo. 

Indicatori 

Per quanto riguarda gli indicatori, quelli utilizzati per il Goal 17 dell’Agenda 2030, sono:

  • Aiuto Pubblico allo Sviluppo sul PIL.  
  • Importazioni dai paesi in via di sviluppo.
  • Rapporto del debito pubblico su PIL.
  • Quota delle tasse ambientali sul gettito fiscale totale.    

La situazione nel mondo

Lo scoppio del Covid – 19 ha acuito le differenze sociali ed economiche tra tutti i paesi.

Ad esempio, la diffusione delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione con la possibilità di accesso a Internet aiuta lo sviluppo economico. Nonostante l’utilizzo di internet sia cresciuto globalmente nell’ultimo decennio, metà della popolazione mondiale non è ancora connessa e non può usufruire di questa opportunità di crescita sociale ed economica.

Infatti, alla fine del 2019, il 53,6% delle persone (4,1 miliardi) utilizzava internet, con forti disparità regionali.

Nel 2018, solo il 20% della popolazione in Oceania (escluse Australia e Nuova Zelanda) e il 26% nell’Africa subsahariana utilizzava Internet rispetto alle altissime percentuali del mondo occidentale (84% in Europa e Nord America e 87% in Australia e Nuova Zelanda). 

La situazione in Europa

L’Unione Europea mostra segni di sensibile peggioramento per il Goal 17.

Vi è stata una tendenza negativa fino al 2014, causata dalla diminuzione delle importazioni dai Paesi in via di sviluppo e dall’aumento del debito pubblico.

Negli anni successivi l’indice composito ha mostrato un lieve miglioramento, ma non ha recuperato il livello osservato nel 2010, a causa della continua diminuzione della quota di tasse ambientali sul totale delle entrate fiscali. 

Ad ogni modo, tra il 2010 e il 2018, è peggiorato in tutta Europa l’indicatore relativo alle importazioni dai Paesi in via di sviluppo e quello relativo alla quota di tasse ambientali sul totale delle entrate fiscali. 

Particolarmente negativo è il valore della Grecia, dovuto principalmente ad un forte aumento del debito pubblico su PIL dal 2010 al 2018.

Al primo posto, invece, si collocano i Paesi Bassi, sebbene con dei risultati inferiori al 2010.

Le differenze territoriali sono determinate principalmente dall’indicatore relativo al debito pubblico. 

La situazione in Italia

Nella classifica europea l’Italia si colloca al diciassettesimo posto.

L’indicatore composito è peggiorato fino al 2015 a causa dell’aumento del debito pubblico e della diminuzione delle importazioni dai Paesi in via di sviluppo.

Guardando i dati più recenti, tra il 2018 e il 2019 si è registrata sostanziale stabilità.

Tuttavia, nel 2019 la quota dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) sul reddito nazionale lordo si attestava allo 0,24% del RNL, livello ancora molto lontano dall’obiettivo internazionale (0,7%). Nel 2020 si è assistito ad un aumento straordinario del rapporto tra debito pubblico e PIL e va ad influire una situazione già di per sé negativa.

Insomma, il raggiungimento del Goal 17 dell’Agenda 2030 sembra ancora troppo lontano. 

Marianna Fierro

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