martedì , 21 Settembre 2021
macellazione cavalli sportivi
Foto di Clarence Alford da Pixabay

Un decreto dice basta alla macellazione dei cavalli sportivi

Non esisterà più la macellazione dei cavalli sportivi. Così ha stabilito il decreto legislativo n. 36 del 28 febbraio, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale pochi giorni fa.

Il decreto legge è un traguardo molto importante per la Federazione italiana sport equestri. Sia per il riconoscimento giuridico del cavallo come atleta al pari dell’uomo. Sia perchè contiene norme che tutelano la salute e il benessere del compagno di sport equestri.

Ma procediamo con ordine.

Cosa si intende per cavallo atleta?

Perchè un cavallo sia considerato atleta è necessario che possegga determinati requisiti.

Come si legge nel decreto, è necessario che:

  1. Sia definibile «equide registrato», ai sensi dell’articolo 2 del Regolamento (UE) n. 262/2015 della Commissione, del 17 febbraio 2015, come risulta dal «Documento di Identificazione», conforme allo stesso Regolamento europeo;
  2. Sia dichiarato non destinato alla produzione alimentare, come previsto dal Regolamento (UE)
    n. 262/2015 e come risultante dal «Documento di Identificazione» conforme allo stesso Regolamento (UE) n. 262 del 2015, anche dopo la cessazione dell’attività sportiva;
  3. sia iscritto al «repertorio cavalli atleti» presso la Federazione Italiana Sport Equestri o la Federazione Pentathlon Moderno o la FitetrecAnte, o un Ente di Promozione Sportiva come risulta dal «Documento di Identificazione» o dal documento emesso dal sistema di tesseramento dello stesso organismo sportivo interessato.

L’articolo 23 prescrive poi che il cavallo atleta per svolgere attività sportiva sia sottoposto annualmente a visita veterinaria sportiva effettuata da un veterinario abilitato alla professione che attui anche le profilassi vaccinali prescritte dalla normativa vigente e dai regolamenti della Federazione Italiana Sport Equestri o la Federazione Pentathlon Moderno o della FitetrecAnte o dell’Ente di Promozione Sportiva presso i quali il cavallo è tesserato.

Il titolo IV del decreto

Il titolo IV del decreto legislativo regolamenta tutte le discipline sportive che prevedono l’impiego di animali e punta a descrivere bene i confini del loro benessere.

Sono vietati metodi di addestramento e di allenamento che possono danneggiare la salute e il benessere psicofisico dell’animale, in quanto essere senziente ai sensi dell’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

È altresì vietato qualsiasi metodo di coercizione o costrizione e l’utilizzo di mezzi o dispositivi che possano provocare danni alla salute e al benessere psicofisico dell’animale e comunque provocarne sofferenza. Devono essere utilizzati metodi di addestramento che tengono conto delle capacità cognitive e delle modalità di apprendimento degli animali.

Non è ammesso far allenare e gareggiare animali in stati fisiologici incompatibili con lo sforzo richiesto, come nel caso di gravidanza avanzata o di allattamento. La bardatura e le attrezzature da utilizzare per l’attività sportiva, compresa la ferratura, devono essere idonei ad evitare all’animale lesioni, dolore, sofferenze o disagi psico – fisici.

Garantire sicurezza ed incolumità dell’animale

Le caratteristiche tecniche delle piste, dei campi e delle aree di gara, comunque denominate, nonché di tutte le relative attrezzature devono rispondere a criteri di sicurezza e salvaguardia dell’incolumità degli animali. Le strutture dove gli animali vengono custoditi devono assicurare agli stessi uno spazio di movimento e di riposo adeguato alla loro specifica natura.

Ogni animale deve essere dotato di un documento di identità anagrafica intestato a persona fisica maggiore di età o a persona giuridica, che ne assume i doveri di custodia, di mantenimento e di cura, e di una scheda sanitaria.

I veicoli per il trasporto degli animali devono garantirne la sicurezza e l’incolumità, essere ben ventilati, puliti e disinfettati e il trasporto deve avvenire nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 3 del Regolamento (CE) 1/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004 e, comunque,
garantendo condizioni tali da non esporre gli animali a lesioni o sofferenze.

È fatto obbligo al proprietario dell’animale di stipulare una polizza assicurativa per i danni provocati dall’animale anche qualora si trovi sotto la custodia di soggetto diverso dal proprietario stesso.

Divieto di macello

È fatto divieto di macellare o sopprimere altrimenti gli animali non più impiegati in attività sportive, fatta eccezione per l’abbattimento umanitario.

La questione della macellazione dei cavalli sportivi aveva fatto scalpore negli ultimi anni. Questo sia per l’ovvio valore etico della questione. Sia perchè molti cavalli da corsa sono non DPA – non macellabili – e non possono essere destinati al mercato dei mattatoi. Eppure nella filiera alimentare sono finiti spesso animali precedentemente sottoposti a trattamenti farmacologici, nonostante i rischi per la salute umana.

Emblematica l’inchiesta dell’ABC che nel 2019 portò alla luce il macabro traffico legato ai cavalli australiani da corsa a fine carriera.

Adesso questo non sarà più possibile. La macellazione dei cavalli sportivi sarà solo un tragico, atroce e triste ricordo. Un enorme passo avanti per la tutela di questi animali innocenti.

Anna Gaia Cavallo

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