venerdì , 30 Luglio 2021
finanza sostenibile
Foto di HeatherPaque da Pixabay

Sarà la finanza sostenibile a trainare lo sviluppo economico italiano ed europeo?

La finanza sostenibile potrebbe trainare lo sviluppo economico dell’Italia e dell’Europa?

Secondo l’ultima edizione della Global Sustainable Investment Review5 – il report della Global Sustainable Investment Alliance (GSIA) sullo stato dell’arte del mercato della finanza sostenibile a livello globale – nel biennio 2016 – 2018 gli investimenti SRI (Sustainable and Responsible Investment) hanno superato i 30mila miliardi di dollari. L’Europa si conferma al primo posto per masse gestite con 12,3mila miliardi di dollari, pari al 46% del mercato SRI globale. Un dato significativo riguarda il rapporto tra investimenti sostenibili e totale delle masse gestite a livello professionale: in Europa tale rapporto si attesta intorno al 50%.

Per quanto riguarda il mercato europeo, l’ultima edizione dell’European SRI Study6, pubblicato da Eurosif a novembre 2018, conferma un’attenzione sempre maggiore verso gli investimenti sostenibili. Inoltre, è in aumento la tendenza a integrare considerazioni in merito agli SDGs nelle strategie e nelle scelte d’investimento.

Sì, questi dati risalgono a circa tre anni fa. Ma neanche la pandemia (e la conseguente crisi economica) sono riusciti a fermare l’avanzata della finanza sostenibile.

Ma procediamo con ordine.

Cosa si intende per finanza sostenibile?

Quando si parla di finanza sostenibile ci si riferisce al complesso di attori, strategie, strumenti, prodotti e, in generale, dalle iniziative finanziarie che contribuiscono al raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU.

Lo scopo della finanza per lo sviluppo sostenibile è indirizzare risorse finanziarie pubbliche e private verso settori, progetti e iniziative funzionali alla transizione dell’economia verso modelli più sostenibili, ovvero più inclusivi e a ridotto impatto sull’ambiente.

Più in dettaglio, la finanza per lo sviluppo sostenibile persegue il miglioramento
delle condizioni sociali, culturali ed economiche delle comunità, dei cittadini, delle imprese e delle
associazioni. E promuove lo sviluppo della cooperazione, l’educazione al risparmio e alla
previdenza, la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile dei territori.

Inoltre, la finanza sostenibile potrebbe collegarsi alla misurazione degli impatti ambientali e sociali generati dagli investimenti. Gli SDGs possono costituire indicatori efficaci per questa operazione.

E cosa si intende per investimento sostenibile?

L’investimento sostenibile è una tipologia d’investimento che contribuisce al conseguimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030.

In sostanza, mira a creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso attraverso una strategia di investimento orientata al medio – lungo periodo. Che, nella valutazione di imprese e istituzioni, integra l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo.

L’importanza della finanza sostenibile per le aziende ed i governi

Negli ultimi anni l’integrazione degli SDGs  – e, più in generale, di considerazioni di sostenibilità ambientale e sociale – negli obiettivi e nelle strategie d’investimento è una pratica sempre più diffusa.

Questa tendenza è determinata da una crescita di consapevolezza dei governi e degli investitori sulla rilevanza finanziaria dei temi di sostenibilità e sul ruolo centrale dei mercati dei capitali nel sostenere una crescita economica inclusiva e a basso impatto ambientale.

Inoltre, i risparmiatori sono sempre più interessati ad allineare le scelte finanziarie con i propri valori o con i temi ambientali e sociali ritenuti importanti.

Iniziative UE

Anche gli interventi normativi e di policy proposti dalla Commissione Europea si
concentrano sull’obiettivo di indirizzare investimenti verso progetti allineati agli obiettivi ambientali e climatici dell’UE.

Con la sottoscrizione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e dell’Accordo di Parigi sul Clima nel 2015, l’Unione Europea ha posto la sostenibilità ambientale e sociale al centro delle proprie politiche. In particolare, la Commissione Europea sostiene la transizione verso un modello di sviluppo economico circolare, a bassa concentrazione di carbonio e improntato all’efficienza energetica.

A giugno del 2018 la Commissione Europea ha nominato un Technical Expert Group (TEG) on
Sustainable Finance con il compito di fornire consulenza tecnica sul alcuni temi del Piano
d’Azione. In due anni le attività della Commissione e del TEG si sono concentrate su:

  • tassonomia delle attività economiche ecocompatibili;
    • rendicontazione delle informazioni ESG sulle politiche e sui prodotti degli investitori istituzionali (disclosure ESG);
    • linee guida sulla dichiarazione delle informazioni sul cambiamento climatico da parte delle aziende;
    • benchmark climatici e requisiti di disclosure ESG per tutte le tipologie di benchmark;
    • standard europeo sui Green Bond;
    • Ecolabel per prodotti finanziari.

Finanza sostenibile, crisi economica ed Agenda 2030

Per risanare la crisi economica, la finanza pubblica sembra essere fondamentale. La forza trasformativa della finanza pubblica può essere utilizzata per promuovere la transizione verso l’Europa dello sviluppo sostenibile, dell’uguaglianza, dell’innovazione sociale. Spingendo i Paesi, le Regioni e le Città ad adottare forme e strumenti di finanza pubblica che incorporino gli SDGs e i Target dell’Agenda 2030, insieme agli obiettivi dell’Accordo di Parigi e del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.

Un esempio lampante dell’importanza della finanza sostenibile è l’impact investing. Di cosa si tratta? Di investimenti in imprese, organizzazioni e fondi realizzati con l’intenzione di generare un impatto socio – ambientale positivo e misurabile, assieme a un
ritorno finanziario. Parliamo di una strategia d’investimento sostenibile particolarmente efficace per contrastare gli effetti della crisi economica, anche attraverso l’integrazione degli SDGs. Questa forma d’investimento è adatta alle situazioni di crisi, in quanto l’impatto socio – economico può essere prevalente rispetto alla sicurezza dell’investimento.

Nella fase di analisi che precede l’investimento, l’Agenda 2030 può essere usata come strumento di valutazione degli aspetti socio – ambientali associati ai progetti investibili. Inoltre,
gli indicatori dei 17 SDGs permettono di misurare gli impatti generati, fornendo indicazioni su
come orientare le scelte future.

Nonostante la crisi economica, la fiducia degli investitori sul ruolo dell’impact investing
non sta venendo meno.

Le implicazioni della pandemia sul mercato della finanza sostenibile

Certo, i mercati finanziari di tutto il mondo hanno risentito inizialmente della pandemia. Ma si sono ripresi quasi subito.

Oggi gli investimenti che integrano considerazioni ESG (Environmental, Social, Governance) hanno acquisito ulteriore centralità nei mercati finanziari nel corso della crisi sanitaria e nei mesi successivi.

In particolare, il mercato ha registrato tre tendenze:

  1. Rendimenti: nella fase acuta della crisi dei mercati i prodotti e le strategie SRI hanno registrato perdite più contenute rispetto a quelli che non integrano considerazioni ESG.
  2. Domanda: i flussi di capitale verso fondi e prodotti SRI sono aumentati nel corso della crisi, a differenza di quanto registrato a livello complessivo dal mercato del risparmio gestito.
  3. Temi sociali: le strategie degli investitori, generalmente concentrate sul cambiamento climatico e sull’ambiente, hanno tenuto in considerazione anche i temi sociali.

Cosa significa questo? Che la crisi economica ha acceso una luce sulla sostenibilità. E che questa oggi non può più essere trascurata.

Proposte della finanza sostenibile per risanare l’economia

Proprio la finanza sostenibile potrebbe essere utilizzata per determinare la ripresa dell’Italia. Come? I modi potrebbero essere diversi.

Ad esempio, potrebbero essere utili piani d’investimento pubblici e privati di medio – lungo periodo, volti a supportare l’economia reale e, in particolare, i settori economici che contribuiscono alla transizione verso modelli di crescita più equi, inclusivi e a ridotto impatto sull’ambiente.

Il governo potrebbe utilizzare i Target dell’Agenda 2030 e la tassonomia europea delle attività eco – compatibili per individuare aree d’investimento cruciali per la crescita.

Autorità centrali e amministrazioni regionali potrebbero emettere obbligazioni finalizzate al finanziamento di progetti in campo ambientale e sanitario e in linea con gli SDGs (SDG Bond).

Sarebbe importante introdurre finanziamenti con garanzia pubblica per progetti in ambito sociale (soprattutto socio – sanitario) anche attraverso l’attivazione di partnership pubblico – privato, privilegiando i settori particolarmente colpiti dalla crisi (turismo, arte, cultura, agricoltura).

Per quanto riguarda il coinvolgimento dei territori, si potrebbero attivare presso ciascuna regione una “unità di missione” per programmi di investimento integrati post Covid – 19 finalizzati allo sviluppo sostenibile. 

Insomma, le proposte sono davvero tante. Queste sono solo alcune di queste. In ogni caso, sembra evidente che la finanza sostenibile abbia un ruolo davvero importante nella ripresa economica italiana ed europea.

 

Fonte: ASviS

Anna Gaia Cavallo

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