venerdì , 30 Luglio 2021
fiori colore cambiamenti climatici
Foto di anncapictures da Pixabay

I fiori cambiano colore con i cambiamenti climatici

Su Current Biology è stata pubblicata una ricerca condotta dalla Clemson University, nel South Carolina, che dimostra che i fiori cambiano colore con i cambiamenti climatici. La conseguenza preoccupante è che il cambio di pigmentazione può avere un impatto sull’impollinazione. 

Lo studio 

I ricercatori hanno analizzato 1238 piante – di 42 specie diverse – del Nord America, dell’Europa e dell’Australia, conservate tra il 1941 e il 2017.

Grazie a una camera sensibile ai raggi ultravioletti hanno scoperto un costante aumento della concentrazione dei pigmenti, capaci di assorbire i raggi UV a causa dell’aumento delle temperature e del calo delle concentrazioni di ozono. 

Anche se non visibile ad occhio nudo, dal 1941 ad oggi si registra un aumento medio annuo del 2% nella produzione del pigmento UV. 

Non in tutti i casi, però, aumenta la pigmentazione dei fiori: ciò avviene nei fiori che hanno il polline esposto e quando vi è una diminuzione dello strato di ozono. Al contrario, quando il polline è custodito all’interno, i pigmenti diminuiscono con l’aumento delle temperature, indipendentemente dalle concentrazioni di ozono.

Il polline nascosto nei petali è naturalmente protetto dall’esposizione ai raggi UV, ma questa schermatura extra può anche agire come una serra, intrappolando il calore. Quando questi fiori sono esposti a temperature più elevate, il loro polline rischia di essere cotto.

La riduzione dei pigmenti UV nei petali, invece, li porta ad assorbire meno radiazioni solari, facendo scendere le temperature.

A dimostrazione di quanto scoperto, i ricercatori hanno notato come la quantità dei pigmenti sia più alta nei petali dei fiori che crescono ad altitudini elevate o in prossimità dell’Equatore. 

L’importanza del colore

I pigmenti dei petali, assorbendo i raggi UV, compromettono la funzionalità del polline. Dunque, proprio come i raggi UV possono essere dannosi per gli esseri umani, potrebbero danneggiare anche il polline di un fiore. 

Infatti, anche se la variazione dei pigmenti è impercettibile all’occhio umano, è un segnale per gli animali impollinatori. Alcuni animali, come api e colibrì, preferiscono i fiori in cui la punta dei petali riflette raggi UV e i pigmenti che li assorbono sono concentrati verso il centro. Dunque, con le variazioni di pigmentazione i fiori potrebbero sembrare meno attraenti per gli impollinatori. 

La scoperta che i fiori cambiano colore con i cambiamenti climatici non è altro che l’ennesima prova di quanto possa essere in pericolo l’ambiente che ci circonda. Anche se non sempre i rischi sono visibili ad occhio nudo. 

 

Marianna Fierro

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