venerdì , 30 Luglio 2021
energie rinnovabili nell’UE
Foto di Myriams-Fotos da Pixabay

Energie rinnovabili nell’UE: a che punto siamo?

Ad inizio 2021 è stato pubblicato il quinto rapporto annuale di Ember e Agora Energiewende sul monitoraggio della transizione elettrica in Europa. Ciò che emerge è che le energie rinnovabili nell’UE nel 2020 hanno superato i combustibili fossili. Per la prima volta, dunque, sono diventate la principale fonte di elettricità.

L’eolico e il solare

In base a quanto emerge dal report, le energie rinnovabili nell’UE hanno generato il 38% dell’elettricità nel 2020, rispetto al 34,6% del 2019. La generazione di energia da fonti fossili, invece, è scesa al 37%.

In particolare, la generazione eolica è aumentata del 9% nel 2020, mentre quella solare del 15%. Insieme hanno generato un quinto dell’elettricità europea nel 2020. Dal 2015, l’eolico e il solare hanno fornito tutta la crescita delle energie rinnovabili nell’UE, mentre la crescita delle bioenergie si è arrestata e la generazione idroelettrica è rimasta invariata.

Il carbone 

Per quanto riguarda le fonti fossili, invece, l’Europa ha visto il carbone cadere in quasi tutti i Paesi. La Germania – il più grande generatore di carbone d’Europa – ha visto la sua produzione di carbone cadere del 22% nel 2020. Il calo è stato così importante che, da febbraio a luglio, la sua produzione mensile di carbone è stata inferiore a quella della Polonia, rendendola il primo generatore di carbone in Europa per la prima volta in assoluto.

In generale, la produzione di carbone è scesa del 20% nel 2020 (rispetto al 2019) ed è in calo in quasi tutti i Paesi europei. Metà del calo nel 2020 è stato dovuto a una diminuzione della domanda di elettricità, che è scesa del 4% a causa dell’impatto del Covid – 19. L’altra metà è dovuta all’energia eolica e solare.

Dal 2015, invece, la produzione di carbone è scesa del 48%. È l’equivalente di circa 320 milioni di tonnellate di CO2 in meno all’anno, circa il 7% delle emissioni di gas serra dell’Europa nel 2020. 

Tuttavia, il carbone dovrebbe scendere quasi a zero entro il 2030 per raggiungere l’obiettivo dell’UE di 55% di emissioni di gas serra, secondo la valutazione d’impatto della Commissione europea.

Inoltre, con il rimbalzo della domanda di elettricità nel 2021, l’eolico e il solare dovranno aumentare a un ritmo più veloce se si vogliono sostenere i recenti cali del carbone. 

Il gas 

La produzione di gas, invece, è scesa solo del 4% nel 2020.

Il gas fossile ha fornito ancora il 20% dell’elettricità europea nel 2020 e, anche se il gas è sceso nel 2020, è ancora il 14% più alto rispetto al 2015. 

Paesi come la Grecia, i Paesi Bassi e la Polonia hanno visto la produzione di gas aumentare nel 2020. 

Quindi, anche se l’eolico e il solare stanno sostituendo il carbone, nessun Paese ha iniziato a sostituire significativamente la produzione di gas. 

Il nucleare

La generazione nucleare, invece, è scesa del 10% nel 2020 ed è, probabilmente, la più grande caduta degli ultimi decenni (almeno dal 1990). Sicuramente il calo è più consistente anche del 2011, quando la Germania ha chiuso le centrali nucleari dopo il disastro di Fukushima.

La generazione nucleare continuerà a diminuire man mano che i Paesi elimineranno gradualmente il nucleare. Entro il 2022 lo farà la Germania, entro il 2025 per il Belgio, entro il 2030 per la Spagna, mentre in Francia vi sarà una riduzione entro il 2035. 

La situazione nei Paesi dell’UE

Ma ritornando alle energie rinnovabili nell’UE, a che punto sono i singoli Paesi?

La Danimarca ha generato il 62% della sua elettricità dall’eolico e dal solare nel 2020, quasi il doppio dell’Irlanda. La Germania è terza, a cui segue la Spagna. In Germania, in Spagna e in Francia la produzione di energie rinnovabili ha superato i combustibili fossili.

I Paesi Bassi hanno visto il più grande aumento nella generazione eolica e solare (+40%). Un’ingente crescita è avvenuta anche in Svezia (36%) e in Belgio (28%).

Sette paesi – Portogallo, Romania, Austria, Italia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Bulgaria (alcuni con eccellenti condizioni per il solare e l’eolico) – non hanno quasi visto alcuna crescita dal 2015.

La Polonia e la Repubblica Ceca sono gli unici due Paesi con più di quattro volte la quantità di generazione fossile rispetto a quella delle rinnovabili. L’Austria ha una quota di rinnovabili molto alta, ma anche lì c’è ancora molto gas da eliminare.

Come ha affermato Dave Jones, analista di energia elettrica della Ember:

“È significativo che l’Europa abbia raggiunto questo momento storico all’inizio di un decennio di azione globale per il clima. La rapida crescita dell’eolico e del solare ha costretto il carbone al declino, ma questo è solo l’inizio. L’Europa si sta affidando all’eolico e al solare non solo per garantire la graduale eliminazione del carbone entro il 2030, ma anche per eliminare gradualmente la produzione di gas, sostituire le centrali nucleari in chiusura e soddisfare la crescente domanda di elettricità dalle auto elettriche, dalle pompe di calore e dagli elettrolizzatori”.

Insomma, le energie rinnovabili nell’UE hanno fatto enormi passi in avanti, ma tanto c’è ancora da fare.

 

Marianna Fierro

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