mercoledì , 19 Maggio 2021
Postepay Green
Foto di mohamed Hassan da Pixabay

Postepay Green: il nuovo bancomat sostenibile di Poste Italiane

Poste Italiane ha di recente lanciato – in collaborazione con Visa – la nuova carta ricaricabile Postepay Green destinata ai ragazzi da 10 a 17 anni. Questa è completamente sostenibile, in quanto è composta per l’82% da acido polilattico di origine biologica. 

Grazie a Postepay Green, Poste Italiane punta sull’ESG (Environmental, Social e Governance) al  fine di tutelare l’ambiente favorendo lo sviluppo e l’uso di prodotti ecosostenibili. Infatti, l’obiettivo della società postale è di produrre 20 milioni di carte biodegradabili entro il 2025.

Come funziona nel dettaglio Postpay Green? E, soprattutto, esistono altre carte di credito o di debito simili nel mondo? Infine i bancomat – rispetto al contante – riducono le emissioni di CO2 e aiutano l’ambiente?

Scopriamolo insieme.

Come funziona la Postepay Green?

Grazie alla nuova Postepay Green i giovani italiani possono fare acquisti in modalità fisica e digitale. È possibile anche scambiare piccole somme di denaro con i propri amici. Una vera e propria necessità durante la pandemia. 

C’è di più: anche i genitori possono inviare una vera e propria paghetta ai propri figli tramite l’App Postepay o il sito postepay.it. 

Grazie al servizio di “parental control”  gli stessi adulti potranno tenere sotto controllo le spese dei più piccoli, impostare i limiti di prelievo / spesa, abilitare / disabilitare la carta agli acquisti online per singole categorie merceologiche e per spese all’estero. 

Non solo Poste Italiane con Postepay Green, anche altri istituti di credito stranieri da tempo tengono a cuore la salute dell’ambiente. 

La carta di credito che calcola il limite di emissioni di CO2

Prima che in Italia venisse distribuita la Postepay green, all’estero esistevano già da tempo carte di credito e bancomat completamente ecologiche. Tra queste la Do Black, una carta green realizzata dalla start up svedese Doconomy in collaborazione con il circuito Mastercard. 

Do Black – oltre ad essere sostenibile – è collegata ad un’applicazione grazie alla quale è possibile calcolare il limite di emissioni di CO2. In che modo? Attraverso le abitudini di consumo del titolare. 

Raggiunto il limite di emissioni sostenibili, il dispositivo – collegato alla carta – “informa” il proprietario invitandolo pertanto a rispettare l’ambiente. 

La carta Do Balck incentiva inoltre le abitudini green, regalando bonus e crediti ai suoi proprietari. I quali vengono sollecitati ad acquistare prodotti a basso impatto ambientale (verificati dall’ONU).

È risaputo – tra l’altro – che pagare in contanti è sinonimo di inquinamento. Sarebbe opportuno capire in generale in che modo le carte di credito o di debito riducano le emissioni CO2, a parte la Postepay Green e la Do Black.

Pagare in contanti fa male all’ambiente?

A confermare che i contanti siano dannosi per l’ambiente, sono ben due studi olandesi commissionati dalla “De Nederlandsche Banke”, analizzati per “SumUp”, società per i pagamenti on line, e da “Rete Clima”, ente no profit che promuove azioni di Corporate Social Responsibility.

Dalla ricerca sui due metodi di pagamento è emerso che l’impatto ambientale di ogni transazione in contanti è pari a 4,6 g di CO2 equivalenti. 

Ogni transazione con carta ha invece un impatto ambientale pari a 3,78 grammi di CO2. Come una lampadina a basso consumo energetico da 8 W (tenuta accesa per circa un’ora e mezza).

La Postepay Green è tra le tante iniziative promosse da Poste Italiane a favore dell’ecologia. Non è un caso che i protagonisti siano i giovani, coloro che sin da piccoli è giusto educare al rispetto del nostro Pianeta.

Margherita Parascandalo

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