mercoledì , 19 Maggio 2021
italiani ambiente
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Per gli italiani l’ambiente è più importante dell’occupazione

Per gli italiani l’ambiente è più importante dell’occupazione. Almeno per la maggior parte di loro. Questo è quanto emerge da un’indagine commissionata da Bluenergy Group a Swg, in vista della Giornata della Terra del 22 aprile 2021. Per il 54% degli intervistati la priorità assoluta è l’ambiente.

La ricerca

L’indagine è stata condotta nel mese di marzo 2021, con metodo CAWI. Ad essere preso in esame un campione di 1.500 soggetti maggiorenni residenti in Italia.

Il 20% degli intervistati pensa che le persone si impegnino davvero per tutelare ambiente e natura. Il dato sale al 33% nel cluster dei 35 – 44enni.

Il 77% – l’84% se prendiamo in considerazione i laureati – pensa che sia in aumento l’impegno delle persone verso la tutela dell’ambiente nei comportamenti quotidiani. Inoltre, l’81% pensa che il singolo individuo sia in grado di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente attraverso azioni quotidiane.

La salvaguardia dell’ambiente è una necessità soprattutto per giovani (76% tra i 18 e i 24 anni) e anziani (69% tra gli over 64).

E c’è di più. Secondo quanto emerge dalla ricerca le abitudini sostenibili provocano soddisfazione personale a più della metà dei cittadini (56%), a seguire fiducia (28%) e orgoglio (28%).

Cosa ci aiuta a “convertirci alla sostenibilità”?

Per gli italiani, le due principali leve per adottare abitudini sostenibili sono legate alla disponibilità delle informazioni. Avere una maggiore evidenza degli effetti di ciascuna azione sostenibile (51%) e disporre di maggiori dettagli riguardo ai comportamenti da adottare (41%) sono considerati incentivi in grado di rendere i cittadini più consapevoli e propensi ad agire di conseguenza.

È minoritaria, ma comunque rilevante (37%), la quota di chi vorrebbe avere un ritorno economico in cambio di comportamenti sostenibili.

Riscaldamento globale

La preoccupazione per il riscaldamento globale è forte. L’86% degli intervistati (in aumento di 6 punti percentuali dal 2018) e il 96% degli studenti è preoccupato.

C’è un però. Per 3 italiani su 4 – il 76% degli intervistati – non c’è allarmismo su questi temi. I più timorosi sono i giovani (l’87% degli intervistati). Del resto, saranno loro a dover affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici nel futuro. La percentuale di persone convinte che l’allarmismo sia esagerato (24%) è più accentuata tra chi ha tra i 35 e 44 anni (35%).

Chi si impegna di più per ridurre le emissioni?

Per (quasi) 3 italiani su quattro, scienza e associazioni ambientaliste sono schierate in prima fila nel dare un reale contributo alla riduzione delle emissioni, nello sviluppare energie rinnovabili e nel rendere l’economia più verde.

Il 41% a questo proposito riconosce l’impegno di fornitori di energia elettrica, gas e acqua. Al contrario, il contributo apportato dal governo e dall’amministrazione pubblica è considerato scarso (indicato solo dal 29%) anche rispetto a quello dei singoli cittadini (35%).

In ogni caso, la maggior parte degli italiani ha ormai compreso quanto sia importante tutelare l’ambiente. E questo non può che essere positivo.

 

Fonte: IlSole24Ore

Anna Gaia Cavallo

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