mercoledì , 19 Maggio 2021
Marche più grande distretto biologico d'Europa

Sarà nelle Marche il più grande distretto biologico d’Europa?

Sarà nelle Marche il più grande distretto biologico d’Europa? Molto probabilmente sì. L’idea – fortemente sostenuta dall’assessore alla Agricoltura della Regione Marche Mirco Carloni – sembra essere ad un passo dal diventare realtà, dopo la firma del patto per il biologico, avvenuta l’8 aprile ad Ancona.

A firmare il patto – a parte la giunta regionale – sono stati i rappresentanti di Agci, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Copagri, Legacoop, Uecoop, Unci e la Camera di commercio delle Marche.

L’idea

L’idea di fondo del distretto unico è quella di mettere insieme tutte le realtà, piccole medie e grandi. Dando le stesse opportunità a tutti.

Per l’assessore Carloni il distretto del biologico dovrebbe diventare una sorta di marchio territoriale che identifichi le Marche come regione bio per eccellenza. Come? Attraverso un marketing territoriale che valorizzi il prodotto in termini di qualità e competitività sui mercati interni ed internazionali.

Per l’assessore il biologico è un valore aggiunto da inserire in un progetto più ampio di sostenibilità che integra gli aspetti culturali, il turismo, le amministrazioni locali, le associazioni e tutti i privati che vogliano condividere questa immagine delle Marche come leader per il bio e per la qualità della vita.

La giunta regionale, infatti, vede nel settore del biologico un traino anche per molti altri comparti dell’economia marchigiana.

Gli obiettivi principali del distretto

Alcuni  degli obiettivi principali del patto per il biologico sono:

  • incrementare la superficie agricola utile coltivata a biologico, passando dall’attuale 20% al 100% nelle aree Natura 2000 nei prossimi dieci anni;
  • potenziare la ricerca, la sperimentazione e la formazione nel settore del biologico per migliorare la qualità e la produttività delle coltivazioni;
  • tutelare e valorizzare la nostra biodiversità in alternativa agli Ogm;
  • favorire e consolidare le filiere del biologico di prodotto e di territorio;
  • estendere la certificazione del biologico fino alla tavola dei consumatori;
  • promuovere il consumo dei prodotti biologici nelle mense e nei circuiti commerciali;
  • promuovere le Marche come regione biologica con una elevata qualità della vita, al fine di accrescere la sua attrattività turistica.

In ogni caso, ormai è quasi sicuro che sarà nelle Marche il più grande distretto biologico d’Europa. E questo è grande passo avanti per tutta la regione, ma anche per l’Italia.

 

Fonte: AgroNotizie

Anna Gaia Cavallo

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