giovedì , 13 Maggio 2021
la sabbia sta finendo
Foto di anncapictures da Pixabay

La sabbia sta finendo: in un anno estratti 15 miliardi di tonnellate 

La sabbia sta finendo. Dopo l’acqua è la risorsa più sfruttata al mondo e, al pari dell’oro, ha un valore inestimabile. 

Per quale motivo? Perché con la sabbia viene realizzato di tutto: dal calcestruzzo ai chip presenti nei computer, fino al vetro. In un solo anno vengono estratti ben 15 miliardi di tonnellate di sabbia. Infatti, in circa 30 anni la richiesta d’estrazione è cresciuta del 360 %: 55 miliardi fino al 2066. Questa la previsione. 

A peggiorare la situazione, i tempi di rinnovamento che in questo caso sono davvero molto lunghi. La sabbia nasce dall’erosione della pietra, viene poi trasportata dalle acque e solo dopo un periodo che varia tra i cento e i mille anni, raggiunge l’oceano.

Inoltre, raccoglierla dai fondali marini o fluviali comporta danni ingenti sugli ecosistemi della zona.

In generale l’uso spropositato della sabbia presenta numerose falle, tra cui la sua documentazione: il commercio del 4% del materiale non è affatto documentato. 

Oltre ai dati incerti, esiste un posto nel mondo in cui viene consumata più sabbia in assoluto. 

Qual è il Paese che consuma più sabbia?

Stando a quanto letto sul “Gates notes” – blog di Bill Gates – la sabbia sta finendo anche perché la Cina è il Paese che ne consuma di più al mondo (circa il 60 % di tutto il pianeta).

Tra il 2011 e il 2013, lo stato cinese ha usato più cemento degli Stati Uniti in un solo secolo (4,5 miliardi tonnellate di cemento): ossia 6,6 miliardi nel triennio indicato.

Non solo. In Cina esiste la più grossa miniera d’estrazione: il lago Poyang – il più grande lago d’acqua dolce della Nazione – dal quale ne vengono sottratte ben 980 mila tonnellate al giorno. 

Secondo una ricerca condotta da “National Geographic” i primi scavi iniziati sul posto nel 2001 hanno innescato vari effetti domino, tra cui il prosciugamento del lago. Inoltre, l’habitat che accoglieva oltre 500mila uccelli migratori – appartenenti a 124 specie diverse – sta scomparendo del tutto. 

A dispetto di quanto si possa pensare, esistono però anche altri luoghi del mondo in cui il fenomeno avviene in maniera del tutto illegale. Questo viene definito “la mafia della sabbia” e comporta una serie di problematiche.

“La mafia della sabbia”

Secondo “Nature” in circa 70 Nazioni del mondo l’estrazione di sabbia avviene anche in maniera illegale. La cosiddetta “mafia della sabbia” ha generato delle vere e proprie guerre, culminate anche in diversi assassini in India, in Kenya e altrove. 

La sabbia sta finendo e le conseguenze ambientali stanno diventando davvero irreparabili. 

Ad esempio nel delta del Mekong, il governo vietnamita ha previsto il trasferimento di circa 500mila abitanti che abitano sulle sponde del fiume, perché questo sta collassando a causa dell’estrazione del materiale. 

Quali sono le possibili soluzioni?

Visto che la sabbia sta finendo esistono alternative valide per risolvere il problema?

Seppur alcune soluzioni siano ancora sperimentali, esistono il calcestruzzo riciclato o sostenibile, i mattoni in vetro riciclato, le case in argilla stampate in 3D o quelle costruite in paglia. Questi sono alcuni esempi.

Inoltre, sono presenti diverse startup che stanno progettando nuove formule all’insegna dell’economia circolare. “Calchèra San Giorgio” è una di queste e produce materiali edili per la ristrutturazione di edifici storici, riutilizzando il guscio d’uovo.

La sabbia sta finendo e la sua estrazione incontrollata danneggia l’uomo, l’ambiente, gli ecosistemi e gli animali. Non trascuriamo il problema: agiamo.

Margherita Parascandalo

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