lunedì , 29 Novembre 2021
spugna ecosostenibile mare petrolio

Una spugna ecosostenibile per ripulire il mare dal petrolio

Una spugna ecosostenibile a base di polline sarà in grado ripulire il mare dal petrolio. Questo è il progetto di un team di chimici e ingegneri della Nanyang Technological University (NTU) di Singapore.

Circa 1000 tonnellate di petrolio sono state riversate in mare da navi petroliere nel 2020 secondo International Tanker Owners Pollution Federation (ITOPF). Una cifra molto alta, ma molto distante dalle 600 mila che finivano in acqua alla fine degli anni ’70.

A finire in mare oggi sarebbero più di 2.4 milioni di tonnellate di lubrificanti, oli, nafte e solventi riconducibili ad attività umana. Non parliamo solo di incidenti quindi. Ci sono anche gli scarichi dei motori delle grandi navi, i derivati dal lavaggio delle cisterne e gli scarti di manutenzione delle piattaforme petrolifere.

Ecco perchè questa tecnologia è così utile. Se adottata su larga scala contribuirà a spazzare via l’inquinamento chimico e petrolifero prodotto in mare da attività antropiche.

“Pulire” i mari contaminati

Lo sversamento di idrocarburi liquidi continua a contaminare i mari, compromettendo gli ecosistemi. E “pulirli” è un’impresa praticamente impossibile. I metodi convenzionali che utilizzano dispersanti chimici e assorbenti non solo hanno mostrato di avere impatti ambientali elevati – dalle 3 alle 52 volte più tossici del solo olio disperso – ma sono spesso poco efficaci.

Basti pensare che solo il 25% del greggio sparso nel Golfo del Messico con lo storico disastro della Deepwater Horizon dell’Aprile 2010 fu recuperato e smaltito.

Il progetto

Il prototipo presentato – sulle pagine di Advanced Functional Materials – è ancora solo un piccolo dischetto di 5 cm di diametro. Ma il coordinatore del progetto Nam – Joon Cho, professore di Ingegneria e Scienze dei Materiali alla NTU, sostiene che sia facilmente scalabile alle grandezze necessarie per l’impiego in acque marine.

Per creare il modello i ricercatori sono partiti da semplici grani di polline di girasole, poi compattati in forma di gel e quindi ricoperti da acido stearico per renderli idrofobici.

Il composto finale è una vera e propria spugna con architettura porosa 3D capace di assorbire oli come gasolio, esano e altri solventi organici a varie densità. E in pratica agisce proprio come le spugne di casa. Cioè assorbe e poi rilascia il contaminante (ed è biodegradabile e completamente naturale).

L’uso del polline nella spugna ecosostenibile capace di ripulire il mare dal petrolio

Il polline risulta essere un’alternativa economica e sostenibile allo stesso tempo.

Il dispositivo – stando alle prove in laboratorio – ha una capacità d’assorbimento da 9.7 fino a 29.3 grammi di contaminante per ogni grammo di assorbente. Di sicuro un ottimo risultato se si pensa che gli assorbenti di greggio usati oggi a base di polipropilene – un derivato dal petrolio – ne catturano da 8.1 a 24.6 grammi.

La “proof of concept”

I ricercatori hanno dimostrato la fattibilità del prototipo nella realtà. Hanno assorbito olio combustibile sversato in acqua in meno di 2 minuti, servendosi di un minuscolo campione di spugna da 1.5 cm di diametro e 5 mm di altezza.

Come ha dichiarato Cho:

“L’analisi dimostra che la nostra spugna è in grado di assorbire selettivamente agenti inquinanti per poi rilasciarli con efficacia comparabile o superiore ai metodi in uso oggi. E ciò che la rende davvero interessante è che lo fa a costi molto più contenuti e in maniera sostenibile per l’ambiente”.

Il prossimo step saranno collaborazioni con Ngo e altri partner internazionali per testare il prodotto su vasta scala in ambienti ed ecosistemi reali.

 

Fonte: LaRepubblica

 

Anna Gaia Cavallo

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