mercoledì , 19 Maggio 2021
Ue ha vietato gli integratori alimentari all'aloe
Foto di Franziska Ingold da Pixabay

L’Ue ha vietato gli integratori alimentari all’aloe

Di recente l’Ue ha vietato gli integratori alimentari all’aloe, con il nuovo regolamento 2021/468. Infatti, il Parlamento europeo ha modificato l’allegato III del regolamento del 2006, che in Europa stabilisce le regole sull’aggiunta di vitamine, minerali e altre sostanze agli alimenti (CE n. 1925/2006). 

L’allegato III

L’Allegato III riporta un elenco delle sostanze il cui impiego negli alimenti è vietato (Allegato III – Parte A), soggetto a restrizioni (Allegato III – Parte B) o sottoposto alla sorveglianza dell’Unione, se tale sostanza è associata ad un rischio potenziale per i consumatori (Allegato III – Parte C). 

In particolare, è vietata la vendita (parte A) di prodotti che contengono aloe – emodina, l’emodina, il dantrone e i derivati dell’idrossiantracene. 

Le sostanze vietate

L’aloe emodina è un antrachinone che si trova in alcune specie di Aloe e ha un forte effetto lassativo. L’emodina, invece, è un derivato dell’antrachinone e costituisce il principio attivo, per esempio, della fragola e della cascara.

Anche il dantrone è un derivato dell’antrachinone e ha un effetto stimolante. Invece, i derivati dell’idrossiantracene sono una classe di sostanze chimiche utilizzati nel cibo o negli integratori per migliorare la funzione intestinale sfruttandone l’effetto lassativo. Si trovano, ad esempio, in alcune specie di aloe e di senna.

Il parere dell’EFSA

L’EFSA (European Food Safety Authority) ha riscontrato, come si legge sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, che le sostanze sopra citate e i loro derivati sono genotossici (possono indurre danni al materiale genetico delle cellule attraverso interazioni con la sequenza e la struttura del DNA).

L’Ue ha vietato gli integratori alimentari all’aloe, dunque, perché gli estratti di questa pianta si sono dimostrati genotossici in vitro, molto probabilmente a causa della presenza di derivati dell’idrossiantracene. L’aloe – emodina, invece, si è inoltre dimostrata genotossica in vivo. Ancora, l’estratto totale di aloe e l’analogo strutturale dantrone si sono rivelati cancerogeni.

Tuttavia, non vi sono indicazioni su una dose giornaliera di derivati dell’idrossiantracene che potrebbe essere sicura. 

I dubbi precedenti

Ad ogni modo, l’Ue ha vietato gli integratori alimentari all’aloe dopo una lunga storia.

Già nel 2013 l’EFSA aveva sconsigliato l’uso a lungo termine e il consumo a dosi elevate dei derivati dell’idrossiantracene. In seguito, la Commissione europea aveva chiesto all’EFSA di valutare la sicurezza di questi ingredienti vegetali negli alimenti e di fornire un parere sulle dosi giornaliere da assumere.

Nel 2018, l’EFSA ha dato la conferma che i derivati ​​dell’idrossiantracene possono danneggiare il DNA ed eventualmente causare il cancro, dopo averne valutato la sicurezza quando vengono aggiunte agli alimenti.

Ancora, nel febbraio 2019, l’Accademia Farmaceutica Francese ha lanciato l’allarme su sul succo d’aloe, sulla senna, sulla cassia, sull’olivello spinoso, sulla cascara e sulle radici di Rabarbaro cinese. Infatti, sono piante che, secondo gli esperti, dovrebbero essere regolati come veri e propri farmaci e non dovrebbero essere così facilmente accessibili sotto forma di integratori. Il loro utilizzo, inoltre, raramente è accompagnato da consigli e informazioni di esperti.

La petizione

Intanto, non tutti hanno apprezzato la decisione dell’Europa. 

Ad esempio, la EHPM (European Federation of Associations of Health Product Manufacturers), la federazione che unisce le associazioni europee dei produttori di integratori alimentari, parla di evidenti carenze scientifiche.

Inoltre, approvare questa legge significherebbe limitare l’uso di sostanze naturali per la salute e ciò si allontana dai principi del Green Deal europeo. Non solo, ma metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro. Per questo motivo ha creato una petizione per fermare questa scelta. 

Anche l’eurodeputato Piernicola Pedicini non concorda sulla decisione dell’Ue e, infatti, ha affermato:

“Anche l’Associazione Italiana di Tossicologia ha sollevato forti dubbi sulla scienza alla base del processo. Ma soprattutto critichiamo la gestione del rischio da parte della Commissione europea, inclusi alcuni aspetti procedurali e relativi all’applicazione pratica della misura”. 

Inoltre, parla di una guerra commerciale tra Nord e Sud Europa e tra l’industria del farmaco e quella dell’integratore

Pareri contrastanti e molti dubbi. Ma una cosa è certa: l’Ue ha vietato gli integratori alimentari all’aloe.

 

Fonti: EFSA, Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea

Marianna Fierro

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