mercoledì , 19 Maggio 2021
Inquinamento aereo in Francia
Foto di David Mark da Pixabay

Inquinamento aereo in Francia: stop a voli brevi per evitare le emissioni di gas serra

Per arginare il problema dell’inquinamento aereo in Francia, l’Assemblea Nazionale ha votato per l’abolizione di alcune compagnie aeree nazionali, al fine di ridurre le emissioni di gas serra causate dalle tratte di breve durata.

Ispirandosi alle misure raccomandate dalla “Convention citoyenne pour le climat (CCC)”, l’Assemblée nationale francese ha approvato in prima lettura un progetto di legge, che sostituisce, con un viaggio in treno dalla durata inferiore a due ore e mezza, alcuni voli locali.

Le rotte in questione vietano i collegamenti aerei tra Orly – a sud di Parigi – a Nantes e Bordeaux. Continueranno, invece, quelli a Nord della capitale attraverso l’aeroporto Charles de Gaulle / Roissy. 

In realtà, la Convenzione dei cittadini per il clima – composta da 150 cittadini estratti a sorte – aveva chiesto di rinunciare alle linee nazionali nel caso in cui un viaggio in treno avesse una durata inferiore a quattro ore.

Nonostante la misura abbia un fine nobile, in tanti non sono ancora oggi del tutto soddisfatti. Perché? 

Il dissenso della Sinistra francese e degli ecologisti 

A dispetto di quanto si possa pensare, la sinistra de “La France insoumise” (LFI) e i deputati ecologisti, ritengono che la decisione finale non abbia segnato un grande traguardo. 

Per ridurre l’inquinamento aereo in Francia, secondo le parti chiamate in causa, sarebbe opportuno tornare alla proposta iniziale sollevata dalla CCC. 

Infatti, Mathilde Panot (Val – de – Marne, LFI) ha definito l’attuale disegno di legge inutile, perché solo una soglia di quattro ore – come la Parigi – Marsiglia – eliminerebbe più gas serra.

Ma siamo sicuri che le compagnie aree siano del tutto d’accordo? 

La risposta delle compagnie aree

A pensarla diversamente sono le tante compagnie aree chiamate in causa. Ad esempio “Air France – KLM” dal canto suo afferma di essere stata duramente colpita dalle restrizioni locali e internazionali legate al Coronavirus. 

Il socialista Joël Aviragnet – deputato dell’Alta Garonna – ha per l’appunto ricordato che la pandemia ha messo in ginocchio molti posti di lavoro nell’aeronautica, incrementando così una forte disoccupazione nel settore. 

Già un anno fa, per limitare l’inquinamento aereo in Francia, il governo francese concordò un prestito di 7 miliardi di euro per “Air France – KLM”. Come unica condizione, il 40% del numero delle sue rotte nazionali francesi dovevano essere ridotte entro la fine del 2021.

Come si evince, questa serie di perplessità ha portato quindi alla decisione finale che conosciamo.

Il commento del Ministro delegato per i Trasporti Jean – Baptiste Djebbari

In risposta alle richieste della Sinistra francese, degli ecologisti e della Convenzione dei cittadini per il clima, il Ministro delegato per i Trasporti francesi Jean – Baptiste Djebbari ha aggiunto:

“Abbiamo scelto due ore e mezza perché quattro ore rischiano di isolare i territori senza sbocco sul mare, compreso il grande Massiccio Centrale, che sarebbe iniquo”.

Coniugare tematiche ambientali e lavorative non è davvero semplice. Soprattutto in questo periodo.  

Margherita Parascandalo

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