sabato , 15 Maggio 2021
economia solidale italiana
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Economia solidale italiana: che cos’è e perché è importante

L’economia solidale italiana è un’alternativa economica a quella vigente. Tende a valorizzare le relazioni tra i soggetti, un’equa ripartizione delle risorse, il rispetto e la tutela dell’ambiente ed infine ha finalità sociali verso i più deboli.

Le prime esperienze di economia solidale italiana iniziarono negli anni Ottanta, grazie alla diffusione del commercio equo e solidale e della finanza etica mutualistica solidale (MAG: Mutua Auto Gestione). Dieci anni più tardi la realtà si ampliò, perché iniziarono a diffondersi numerose attività legate sia al consumo critico, sia ai vari gruppi di acquisto solidale (Gas) che di Bilanci di Giustizia.

Da tali esperienze nel 2002 venne poi attivato – da un gruppo di lavoro cittadino – un percorso per la costruzione di una “Rete di economia solidale”. Infatti, l’anno successivo – a Padova – l’esperienza si concretizzò con la stesura della “Carta per la Rete Italiana di Economia Solidale” (Carta RES). 

Nella “Carta RES” inoltre venne indicata la modalità per costruire una vera e propria comunità di scambio, partendo dai propri territori locali (DES: Distretto di Economia Solidale). 

I DES locali fanno parte di una struttura nazionale di coordinamento – chiamato il Tavolo RES –  che a sua volta fa riferimento a RIPESS Europa (Rete Intercontinentale per la Promozione dell’Economia Sociale e Solidale).

Ma quali sono le caratteristiche principali dei DES? E soprattutto: la “Rete Italiana di economia sostenibile italiana” è stata poi riconosciuta ufficialmente?

Caratteristiche dei DES

I DES si configurano come “laboratori” di sperimentazione civica. L’obiettivo principale consiste nel valorizzare le risorse locali e produrre ricchezza in condizioni di giustizia, sostenibilità ecologica e sociale. Promuovendo quindi solidarietà, filiera corta ed eticità. 

In che modo? Attraverso delle vere e proprie regole:

  • i soggetti che aderiscono al DES stringono tra loro patti di solidarietà, che li impegnano reciprocamente ad acquistare beni e servizi prioritariamente dalle altre aziende legate all’economia solidale italiana ad un prezzo ritenuto “equo”; 
  • gli Enti Locali interessati al progetto, favoriscono sul loro territorio la formazione dei DES, agevolando di conseguenza il coinvolgimento dei soggetti economici e delle loro associazioni, risparmiatori­ finanziatori. Le strutture esecutive possono finanziare imprese e progetti dell’economia solidale italiana;
  • le associazioni in sintonia con i principi dell’economia solidale ne diffondono la cultura;
  • insieme, tutti questi soggetti praticano e producono cultura e informazione sui temi e sulle esperienze dell’economia solidale italiana.

La nascita della RIES nel 2020

Dall’informalità della RES (Rete Italiana di economia solidale), a gennaio del 2020, è stata fondata a Roma la nuova “Rete Italiana per l’Economia Solidale” (RIES). 

La RIES è un’associazione nazionale, riconosciuta ufficialmente come un unico soggetto formalmente costituito. Diffonde i principi e le pratiche dell’economia solidale, dialogando sia con le istituzioni pubbliche che private, al fine di ottenere un modello di sviluppo alternativo a quello vigente. 

La nuova realtà conta 22 soci fondatori e mette in collegamento le realtà che già lavorano sul territorio, secondo i principi dell’economia solidale italiana.

Attualmente ne fanno parte: DES Modena, GAStorino, CAES, DESR Parco Agricolo Sud Milano, AltroModo Flegreo, Assobotteghe, Federazione per l’Economia del Bene Comune, AEres Venezia, Fondazione Finanza Etica, RES Lombardia, CO-energia, Rete Gas pattanti Marche, Equo Garantito, CRESER, Mercato&Cittadinanza, Bilanci di Giustizia, DES Altro Tirreno, Oltre Mercato Salento, Solidarius Italia, Associazione per la Decrescita, Fairwatch, OltreConfin.

Il commento di Jason Nardi

A tal proposito Jason Nardi – membro del consiglio direttivo di RIES – ha dichiarato su “Altreconomia”: 

“Nei primi anni in cui la RES ha iniziato a lavorare sul territorio, l’obiettivo era definire la sua identità nazionale. Ora che è riconoscibile, grazie alle esperienze accumulate negli anni, la nuova RIES vuole rafforzare i collegamenti tra le realtà dell’economia solidale e i soggetti che la costituiscono, dai piccoli produttori ai consumatori. In questo senso, e nella prospettiva di avviare un dialogo con istituzioni pubbliche e private, la formalità è un requisito necessario. Uno strumento utile anche per la partecipazione a bandi pubblici e privati, nazionali e internazionali”.

Non ci resta che diffondere i principi dell’economia solidale italiana, affinché il modello economico attuale non rappresenti l’unica soluzione contemporanea.

 

Fonte: Carta per la Rete italiana di Economia Solidale (RES)

Margherita Parascandalo

Controlla anche

mobilità sostenibile Sud

La mobilità sostenibile aiuterà il Sud a crescere?

La mobilità sostenibile aiuterà il Sud a crescere? Probabilmente sì. Ma non sarà sola. Al …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

venti − 4 =