venerdì , 30 Luglio 2021
Luca Mercalli
Foto di FelixMittermeier da Pixabay

Recensione Salire in montagna, Prendere quota per sfuggire al riscaldamento globale di Luca Mercalli, Giulio Einaudi Editori, 2020

“Salire in montagna, prendere quota per sfuggire al riscaldamento globale” di Luca Mercalli è un racconto, sotto forma di diario personale, che inizia a marzo 2017 e termina a marzo del 2020. L’autore racconta l’acquisto e la ristrutturazione di una casa sulle Alpi Cozie, per fuggire alle estati, sempre più roventi, in città. Come afferma l’autore nelle prime pagine del libro: “Questa vuole essere una narrazione autentica, una testimonianza vissuta della nostra contemporaneità in pieno cambiamento epocale, non ancora compreso nella sua portata. L’uomo vive di storie, e questa è una storia vera dove il clima è in sottofondo, silenzioso protagonista del nostro futuro.” Ecco la recensione del libro.

L’attenzione verso il clima

All’inizio del libro l’autore deve tenere una lezione sul riscaldamento globale al liceo Luigi Francesco Des Ambrois a Oulx, in Alta Val di Susa. 

Casualmente Mercalli e la moglie, dopo molte insicurezze, acquistano una casa da ristrutturare a Vazon, nei pressi del liceo. Nel raccontare l’iter burocratico affrontato per portare a termine i lavori della casa di montagna, “Salire in montagna, prendere quota per sfuggire al riscaldamento globale” di Luca Mercalli si concentra sui cambiamenti climatici, ancora più evidenti in alta quota. 

Infatti, Mercalli, climatologo e meteorologo, sottolinea come la neve duri di meno e gli animali migrino sempre di più verso l’alta quota per trovare il fresco. Ad esempio, nel raccontare il Capodanno del 2019, si concentra sulle temperature troppo alte per l’inverno (undici gradi). Questo caldo irreale ha caratterizzato tutto il mese di gennaio 2019. 

Molto dettagliate sono anche le descrizioni dei paesaggi e trasportano il lettore tra le montagne piemontesi.

I cenni storici e toponomastici

Non solo clima e paesaggi. L’autore fornisce molte informazioni e curiosità storiche nel corso del suo racconto. Ad esempio, racconta la fondazione del liceo in cui terrà la lezione e la storia del giurista ottocentesco Des Ambrois, a cui è dedicato.

Frequenti sono anche le informazioni toponomastiche: ad esempio, l’autore non si limita a descrivere il sentiero che parte dalla borgata Amazas, a 1180m di altezza, ma dà anche indicazioni sull’origine del nome. 

Gli excursus 

Molto interessanti sono gli excursus che si trovano, sparsi, tra le giornate raccontate da Mercalli. Comprendono una grande varietà di argomenti: dagli approfondimenti sul clima in Alta Valle di Susa fino a quelli storici sui viaggi transalpini che hanno compiuto grandi personaggi del passato. Gli excursus coprono anche l’ambito geografico, sociale e letterario. Insomma, l’autore tiene conto dei vari interessi che potrebbe avere il lettore. 

Inoltre, in questo modo, “Salire in montagna, prendere quota per sfuggire al riscaldamento globale” di Luca Mercalli risulta essere una perfetta combinazione tra saggistica e autobiografia.

Gli ostacoli della montagna

L’autore non evita di mettere in luce anche tutti gli aspetti negativi della montagna. Dalle frane -causate dalla mancata manutenzione degli scoli – che bloccano le strade, ai mancati soldi per sgomberare la neve dalle strade e la mancata raccolta dei rifiuti.

Soprattutto, Mercalli mette in luce quanto sia più difficile fare manutenzione a ciò che già c’è che aggiungere qualcosa di nuovo al territorio. Porta come esempio le Olimpiadi invernali del 2006, che hanno oggettivamente rovinato alcuni luoghi.

Insomma, Mercalli non idealizza la montagna, è consapevole dei suoi limiti – causati anche da una cattiva organizzazione – ma è ancora più consapevole dei vantaggi che ha e che potrebbe avere se solo ci fosse una politica corretta. Soprattutto, ribadisce più volte che in montagna ci saranno nuove opportunità professionali e di vita.

Lo stile

Lo stile è semplice, il libro si legge con molta facilità e fluidità. Il modo in cui Mercalli scrive trasporta il lettore nel paesaggio alpino, anche grazie alla narrazione in prima persona. È allo stesso tempo un testo di evasione e di informazione.

“Salire in montagna, prendere quota per sfuggire al riscaldamento globale” di Luca Mercalli coniuga individualità e collettività. L’autore parte dalla sua esperienza personale e nello stesso tempo dà consigli per una vita quotidiana sostenibile e su come far rivivere i borghi di montagna in modo sostenibile. 

Anche se non è prettamente un libro scientifico, il lettore impara a conoscere e a capire meglio la montagna, anche attraverso le varie informazioni storiche, sociali e culturali. Per questo motivo, il libro è molto utile a chi non vive o non ha mai vissuto la montagna.

Insomma, “Salire in montagna, prendere quota per sfuggire al riscaldamento globale” di Luca Mercalli, con le sue parole chiave recupero e sostenibilità, fa crescere sempre di più il desiderio di abbandonare la vita cittadina, lo smog e l’inquinamento per andare a vivere in montagna, ricca di borgate trascurate e dimenticate. 

La montagna, che si sta svuotando sempre di più, ha bisogno dell’arrivo di nuove persone, di un ricambio generazionale. Con questo libro, l’autore vuole mandare un messaggio forte anche alla politica, che deve impegnarsi di più, sia per eliminare molta burocrazia superflua (che scoraggia molte persone ad aprire attività alpine) sia per incentivare, in modo programmato e studiato, l’abitare questi luoghi.

Marianna Fierro

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