sabato , 19 Giugno 2021
Lady Be

Lady Be, l’artista pop che realizza mosaici con oggetti riciclati

Lady Be è un’artista pavese, che trasforma le microplastiche e i tanti rifiuti raccolti nel tempo in quadri. Nello specifico, la giovane esteta realizza mosaici con i tappi delle bibite, Barbie rotte, frantumi di plastica, cavi elettrici, giocattoli rotti, bigodini, tappi e quant’altro.

Letizia Lanzarotti – questo il nome di battesimo di Lady Be – a soli 30 anni ha avuto molti apprezzamenti dalla critica internazionale. Infatti, i suoi ritratti pop sono già stati esposti nella Grande Mela, a Londra e anche sulla Tour Eiffel. 

Le grandi icone amate da Lady Be 

Il motore trainante delle opere di Lady Be è l’amore per la natura e l’ambiente. Non solo. Molti sono i punti di riferimento culturali e artistici della giovane: Gandhi, Lady Gaga, Madonna, David Bowie, Coco Chanel, i Beatles. E ancora, Papa Francesco, Madre Teresa di Calcutta, Einstein e Dante.

Infatti, i protagonisti dei suo quadri sono volti universalmente conosciuti dall’opinione pubblica. Nel suo primo mosaico di microplastiche, ad esempio, ha raffigurato Marilyn Monroe. Un vero e proprio scrigno dei ricordi composto da piccoli giochini in plastica, che Lady Be ha conservato con molta cura nel tempo. 

Per comporre le sue opere, l’artista trentenne di solito predilige materiale plastico o gomma, lucidato poi con una resina. Nessun colore acrilico, in quanto quello presente nei suoi ritratti proviene dagli stessi oggetti di recupero, che Lady Be usa per le sue creazioni.  

Tra le sue opere più celebri e vicine alla natura, come non citare “Puliamo il Mondo”. Anche in questo caso Lady Be ha usato microplastiche, perlopiù recuperate dalle spiagge. La protagonista dell’opera è, infatti, una donna, che ingerisce il mare, con il Pianeta raffigurato sopra la sua testa. 

Oltre una trentina di quadri della Lanzarotti sono esposti dal 27 aprile a Busto Arsizio. C’è tempo fino alla fine di giugno per poterli ammirare.

Il commento di Lady Be

Parlando del suo indiscusso talento artistico, Lady Be ha dichiarato al Corriere della Sera: 

“Ho iniziato a disegnare da bambina, e ho seguito questa forte passione frequentando il liceo artistico e poi l’Accademia delle belle arti. Per un ritratto ci possono volere due settimane, oppure mesi. Dipende molto dai colori che devono essere riprodotti. La mia ricerca avviene anche sulle spiagge, che tento di salvare dalle microplastiche. Passeggiando in riva al mare trovo di tutto: cavi elettrici, giocattoli rotti, bigodini, tappi. Plastiche di ogni colore, modellate dall’acqua, che diventeranno le tessere dei miei mosaici. (…) Collaboro con il Fai e Legambiente e sto seguendo progetti con le scuole: i ragazzi raccolgono il materiale per me, ripulendo l’ambiente, e io in cambio mostro loro durante una lezione, come ciò che hanno recuperato viene trasformato in opera d’arte. Sfrutto la potenza dell’arte: ho capito che è un prezioso strumento per rilanciare alcune tematiche sociali”. 

Non solo attivista per l’ambiente, ma anche per i diritti delle donne. Lady Be è l’esempio concreto che l’arte può essere un canale per preservare l’ambiente e far comprendere al mondo intero le potenzialità femminili. Non a caso, la giovane pavese ha ritratto in passato una serie di Barbie tumefatte, protagoniste della sua personale campagna conto la violenza sulle donne. 

Come sempre, l’arte è un buon espediente per correggere gli errori umani e trasformarli in opere senza tempo.

Margherita Parascandalo

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